La sentenza della Corte Ue

Frontex ha cooperato con i libici, la sentenza della Corte di giustizia europea

I giudici confermano: l’Agenzia europea ha tenuto segreti documenti e foto che potrebbero dimostrare il suo coinvolgimento in un respingimento di 3 anni fa

Cronaca - di Sea-Watch - 26 Aprile 2024

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Frontex ha cooperato con i libici, la sentenza della Corte di giustizia europea

La Corte europea di giustizia Lussemburgo ha emesso ieri una sentenza sul caso Sea-Watch contro Frontex. La Corte ha rilevato che Frontex ha ingiustamente tenute segrete più di 100 foto, foto che potrebbero dimostrare il coinvolgimento dell’agenzia di frontiera nelle violazioni dei diritti umani nel Mediterraneo.

Nell’aprile del 2022 Sea-Watch, con il supporto dell’organizzazione FragDenStaat, ha intentato una causa per la divulgazione di informazioni che dimostrerebbero il coinvolgimento di Frontex in vari casi di violazioni dei diritti umani. Frontex aveva rifiutato tutte le richieste che le erano state presentate ai sensi del regolamento sulla libertà di informazione.

Nella sua sentenza, la Corte afferma che l’agenzia di frontiera aveva nascosto l’esistenza di oltre 100 fotografie che erano oggetto della richiesta di Sea-Watch. La Corte ha quindi ritenuto che il rifiuto di accesso a quelle foto non fosse giustificato.

Nella sentenza il Tribunale dell’UE ha purtroppo respinto una parte consistente del reclamo di Sea-Watch. Sebbene Frontex sia obbligata a essere trasparente con i cittadini, la sentenza impedisce il rilascio di tutti documenti richiesti. In questo modo si consolida l’impunità di Frontex alle frontiere esterne dell’Europa.

“Se vogliamo prevenire le violazioni dei diritti umani alle frontiere dell’Unione europea, i responsabili devono essere chiamati a rispondere delle loro azioni. Oggi la Corte non è riuscita a garantirlo. Il direttore di Frontex Leitjens può però dimostrare di essere coerente sulla trasparenza tanto decantata. Gli chiediamo di pubblicare tutte le immagini e i documenti richiesti”, afferma Marie Naass, responsabile dell’advocacy di Sea-Watch.

Luisa Izuzquiza, responsabile di FragDenStaat a Bruxelles: “Sebbene la strada da percorrere per porre fine al modello di impunità di Frontex sia ancora lunga, la sentenza di oggi rappresenta un’opportunità. Frontex ha sbagliato a tenere segrete prove importanti e ora dovrebbe divulgare i filmati in suo possesso; sarebbe fondamentale per raggiungere la vera trasparenza.”

Antefatto

Nella causa, Sea-Watch ha fatto riferimento al caso di un respingimento avvenuto il 30.07.2021 in violazione del diritto internazionale, di cui sono stati testimoni l’aereo di monitoraggio Seabird e la nave di soccorso Sea-Watch 3.

All’interno della zona di ricerca e soccorso maltese, un’imbarcazione in difficoltà con circa 20 persone a bordo è stata intercettata dalla cosiddetta guardia costiera libica e riportata in Libia. Come hanno sottolineato le organizzazioni Human Rights Watch e Border Forensics, si deve presumere che Frontex abbia favorito questa intercettazione illegale.

Frontex si è ripetutamente rifiutata di consegnare le informazioni richieste a seguito di richieste ai sensi del regolamento sulla libertà di informazione. Ciò che Frontex ha rivelato è l’entità dei dati disponibili: sono stati identificati 73 documenti, immagini e un video relativi alla data dell’incidente. Tra questi, 36 documenti sullo scambio di comunicazioni tra Frontex e le autorità libiche, italiane e maltesi in relazione alla loro operazione nel Mediterraneo centrale del 30.07.2021.

Con il supporto dell’organizzazione FragDenStaat, Sea-Watch ha quindi intentato una causa contro Frontex presso il Tribunale dell’Unione Europea per ottenere il rilascio delle informazioni trattenute e dimostrare che Frontex è significativamente coinvolta nelle violazioni dei diritti umani nel Mediterraneo.

di: Sea-Watch - 26 Aprile 2024

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