La strage e le responsabilità

Cutro, una mail svela il “livello politico” sulle direttive per i salvataggi: così fu fermata la Guardia Costiera

Cronaca - di Carmine Di Niro - 15 Aprile 2024

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Cutro, una mail svela il “livello politico” sulle direttive per i salvataggi: così fu fermata la Guardia Costiera

C’era un “livello politico” nella gestione degli eventi migratori in Italia. Lo ammette in una mail il capitano di vascello Gianluca D’Agostino, capocentro operativo nazionale e dell’Imrcc (Italian Maritime Rescue Coordination Center): parole che rischiano di riscrivere la storia del naufragio di Cutro, la strage del 26 febbraio 2023 in cui sono morte oltre 90 persone che tentavano di raggiungere l’Italia a bordo del caicco Summer Love, schiantatosi su una secca a pochi metri dalla costa calabrese.

Parole presenti in un documento mostrato dal programma “Il cavallo e la torre” di Marco Damilano, su Rai3. La mail è datata 27 giugno, otto mesi prima della strage: a Palazzo Chigi c’è Mario Draghi mentre al Viminale siede Luciana Lamorgese, affiancata da un vice leghista, Nicola Molteni.

Il “livello politico” che regola i salvataggi in mare

Di fatto il documento definisce nero su bianco l’ingerenza politica nella definizione sulle “regole di ingaggio” per gli interventi in mare: il senso della mail è quello di dare priorità alle operazioni della Guardia di Finanza a scapito di quelle della Guardia costiera, unica con mezzi e personali adatti ad interventi di salvataggio anche in condizioni critiche, da limitare solo ai casi di eventi Sar, di ricerca e soccorso.

Cosa scrive dunque D’Agostino? Nella missiva inviata a tutte le capitanerie di porto si legge: “A seguito di tavoli tecnici interministeriali sono state impartite dal livello politico alcune disposizioni tattiche per gli assetti della Guardia di finanza che, di fatto, in parte impongono alcune riflessioni sul nostro modus operandi. A far data dalla presente, le attività di intervento delle unità navali della Guardia costiera, in caso di eventi connessi al fenomeno migratorio, si dovranno sviluppare nel rispetto dei seguenti parametri”.

Nei fatti le disposizioni che arrivano alle capitanerie prevedono che l’intervento della Guardia costiera, sia in acque territoriali italiani che al di fuori delle 12 miglia, “potrà essere eseguito solo dichiarando evento Sar”: va da sé che se una imbarcazione carica di migranti non viene classificata come evento Sar diventa di competenza della Guardia di Finanza, un intervento di polizia.

Il mancato intervento della Guardia Costiera a Cutro

È esattamente quello che è avvenuto nella notte tra il 25 e il 256 febbraio 2023 al largo delle coste di Cutro, quando l’agenzia europea Frontex segnalò la presenza del caicco carico di migranti ma paradossalmente mai dichiarato a rischio navigazione nonostante il mare agitato a forza 4.

E infatti quella notte i mezzi della Finanza uscirono in mare per poi rientrare alla base a causa del maltempo: al contrario quelli della Guardia Costiera, adatti alla navigazione anche con mare a forza 8, come dichiarato dal Comandante della Capitaneria di Porto di Crotone Vittorio Aloi, rimasero in porto. Quella mail firmata D’Agostino chiarisce oggi il senso di quel mancato intervento: se quelle disposizioni hanno avuto un peso sulla strage lo potrà chiarire l’indagine della Procura di Crotone sulla strage, che vede sei indagati tra Finanza e Guardia costiera.

15 Aprile 2024

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