La minaccia

Iran-Israele: cos’è l’arma segreta “mai utilizzata prima”, l’alleanza con la Russia e le possibilità nucleari

Le minacce incrociate con Israele e il mistero dell'arma. "I sionisti farebbero meglio a comportarsi razionalmente". Il Presidente Raisi: "Se avessimo deciso di colpire duro, non sarebbe rimasto nulla". Israele ha promesso una risposta

Esteri - di Redazione Web - 17 Aprile 2024

CONDIVIDI

A model of a missile is carried by Iranian demonstrators as a minaret and dome of a mosque is seen at background during an anti-Israeli gathering at the Felestin (Palestine) Sq. in Tehran, Iran, Monday, April 15, 2024. World leaders are urging Israel not to retaliate after Iran launched an attack involving hundreds of drones, ballistic missiles and cruise missiles. (AP Photo/Vahid Salemi) Associated Press / LaPresse Only italy and spain
A model of a missile is carried by Iranian demonstrators as a minaret and dome of a mosque is seen at background during an anti-Israeli gathering at the Felestin (Palestine) Sq. in Tehran, Iran, Monday, April 15, 2024. World leaders are urging Israel not to retaliate after Iran launched an attack involving hundreds of drones, ballistic missiles and cruise missiles. (AP Photo/Vahid Salemi) Associated Press / LaPresse Only italy and spain

La minaccia: “Useremo un’arma mai utilizzata prima”. Un annuncio che aggiunge tensione all’escalation, che suscita timore nella comunità internazionale e curiosità (eufemismo) tra intelligence e media. All’indomani della dichiarazione del portavoce della Commissione per la sicurezza nazionale del Parlamento iraniano Abolfazl Amouei arriva il carico aggiunto dal presidente dell’Iran Ebrahim Raisi, durante un discorso in occasione della Giornata delle Forze Armate che si celebra nella Repubblica islamica, come riporta Irna.

“L’attacco di rappresaglia dell’Iran contro Israele è stata un’azione limitata e punitiva contro il regime, ma se l’Iran avesse deciso di colpire Israele in modo più deciso, non sarebbe rimasto nulla – ha detto il presidente – Se i sionisti intraprenderanno qualsiasi azione contro i nostri interessi, la risposta dell’Iran sarà più dura”. Israele ha già chiarito a più voci e in più di un’occasione che ci sarà una risposta all’attacco iraniano di sabato notte, quando centinaia tra droni e missili sono stati scagliati da Teheran in risposta all’attacco israeliano di inizio aprile a Damasco, in Siria, dove presso la sede dell’ambasciata è stato ucciso un comandante della Guardie della Rivoluzione.

Israele ha garantito che una risposta ci sarà, da stabilire quando e in quale misura. Secondo l’intelligence statunitense la reazione sarà limitata. “I sionisti farebbero meglio a comportarsi razionalmente, perché se dovessero intraprendere un’azione militare contro Teheran siamo pronti a usare un’arma che non abbiamo mai usato prima”, l’avvertimento lanciato ieri dal portavoce. E adesso ci si interroga su quale sia l’entità e la natura dell’arma. Il viceministro degli Esteri Ali Bagheri Kani ha parlato di una risposta, in caso di nuovo attacco di Israele, che “non sarà calcolabile in ore o giorni, sarà data in pochi secondi”.

Cos’è il missile ipersonico

I missili ipersonici viaggiano a una velocità superiore a Mach 5: cinque volte la velocità del suono. Sono missili capaci di manovra anche durante il volo, possono cambiare quota e direzione. Le testate plananti ipersoniche sono montate su normali missili balistici. Esistono missili ipersonici sia da crociera che balistici. Secondo il capo della forza aerospaziale dei pasdaran Amirali Hajizadeh ha una gittata di 1.400 chilometri ed è in grado di penetrare tutti gli scudi della difesa.

Secondo il generale Leonardo Tricarico, ex capo di stato maggiore dell’Aeronautica, non si può escludere che gli iraniani usino i missili ipersonici ma al Messaggero ha anche commentato che per via della lontananza Teheran dovrebbe forse ricorrere all’appoggio di Hezbollah in Libano. “Se dovessi tentare un’ipotesi è che qualunque sistema di difesa aerea non ha da temere che l’ipersonico. Che lo mette a dura prova – ha spiegato ancora il generale – perché i tempi di reazione non sono sufficienti. Il sistema Arrow 3 riesce a neutralizzare anche a 100 chilometri di quota. Il punto è sempre quando riescono ad intercettare il lancio”.

Le armi russe

Alto punto sono gli scambi di armi tra Russia e Iran: Mosca ha ricevuto i droni Shahed, puntualmente utilizzati nel conflitto esploso con l’invasione dell’Ucraina; Teheran avrebbe ricevuto gli aerei S-300 per la difesa aerea e potrebbe aver negoziato la consegna di aerei Su-35. Sulla lista della spesa anche gli S-400. A inizio 2023 il Presidente Vladimir Putin aveva già annunciato una “fornitura massiccia di missili Zirkon alle sue forze navali per rafforzare le loro capacità nucleari”. L’intelligence militare britannica aveva scritto lo scorso febbraio che l’uso di un missile ipersonico in Ucraina da parte delle forze di Mosca “rappresenterebbe una sfida significativa per la contraerea ucraina a causa della sua velocità e manovrabilità”.

Lo Zirkon ha una gittata tra 400 e 1.000 chilometri, può volare a una velocità di 9.800 km/h (Mach 8) eludendo i sistemi di difesa. È a disposizione soltanto della Russia, negli Stati Uniti questi vettori sono ancora in fase sperimentale. Mosca ha dichiarato di aver testato anche un altro modello di missile ipersonico, il Khinzal. “Siamo praticamente al terno al lotto – ha dichiarato oggi alla trasmissione Omibus su La7 l’esperto militare Giorgio Stirpe – È più a che altro una battuta mediatica. Quello che possiamo provare a immaginare è che potrebbero aver importato dalla Russia qualche missile che ancora non avevano come un missile ipersonico che probabilmente non sono neanche molto capaci di impiegare”.

Le possibilità nucleari dell’Iran

Altro punto sotto osservazione: le capacità nucleari dell’Iran. Secondo un rapporto AIEA di fine febbraio, il programma nucleare iraniano ha a disposizione 121,5 chilogrammi di uranio 235 arricchito al 60%. Potrebbe arricchire tre blocchi da 33,6 chili di uranio al 60%. Difficile che Israele possa riuscire a colpire i siti atomici dell’Iran. “Consigliamo ai nemici di non commettere alcun errore strategico, perché l’Iran è pronto a colpirli, soprattutto con i caccia Sukhoi-24, i bombardieri tattici supersonici russi”, ha dichiarato il comandante delle forze aeree dell’Esercito Hamid Vahedi, durante le parate dell’Esercito in occasione della Giornata nazionale dell’Esercito. Vahedi ha aggiunto che le forze aeree sono anche dotate di caccia più avanzati.

17 Aprile 2024

Condividi l'articolo