La retromarcia

Carcere ai giornalisti per diffamazione, Berrino (FdI) ritira gli emendamenti dopo le spaccature in maggioranza

Giustizia - di Redazione - 15 Aprile 2024

CONDIVIDI

Il senatore di FdI Gianni Berrino
Il senatore di FdI Gianni Berrino

Sul carcere per i giornalisti le spaccature nella maggioranza, con Lega e Forza Italia critiche, spingono alla marcia indietro. Gianni Berrino, senatore di Fratelli d’Italia che la scorsa settimana aveva firmato gli emendamenti al ddl che punta a riformare le leggi sulla stampa che avrebbero reintrodotto il carcere (fino a 4 anni e mezzo) per i giornalisti condannati per diffamazione, ritira tutto.

Una marcia indietro in cui però Berrino, parlamentare molto vicino al sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro, tanto da far parlare di una possibile “mano” di Delmastro dietro gli emendamenti, rivendica paradossalmente quanto proposto. Secondo Berrino i suoi emendamenti “in linea con la sentenza della Consulta per le ipotesi più gravi di diffamazione” erano pensati “per garantire la piena tutela delle persone offese da meccanismi di ‘macchina del fango‘” ma “la necessità di procedere con celerità all’approvazione del ddl sulla diffamazione, mi ha convinto a ritirare gli emendamenti che in ogni caso, alleggerivano sensibilmente le pene attualmente”.

Quando era emerso il tentativo di una stretta contro i cronisti, forti critiche erano arrivata dagli stessi giornalisti e dal sindacato unitario Fnsi: “Gli emendamenti presentati in commissione Giustizia dal senatore di FdI Gianni Berrino al ddl Diffamazione dimostrano che qualcuno non ha capito molto delle sentenze della Corte costituzionale in materia. Il carcere per i giornalisti è un provvedimento incivile e denota la paura di questo governo nei confronti della libertà di stampa. Questa è l’orbanizzazione del Paese”, aveva detto Alessandra Costante, segretaria generale della Fnsi.

La prima reazione politica alla retromarcia di Berrino arriva invece da Filippo Sensi, deputato del Pd, che su X scrive: “La destra ritira gli emendamenti che chiedevano il carcere ai giornalisti. Resta un provvedimento orrendo, una vendetta che penalizza e punisce il lavoro dell’informazione e sul quale dobbiamo fare una opposizione durissima, senza sconti. Tolta la foglia di fico resta la vergogna”.

E dalla Fnsi Alessandra Costante si rivolge alla maggioranza “nella speranza che, assieme alle altre forze politiche democratiche, si metta al lavoro per rendere più europeo il disegno di legge sulla diffamazione, che per l’informazione ha comunque molte criticità“.

di: Redazione - 15 Aprile 2024

Condividi l'articolo