Guerra in Medio Oriente

Reza Zahedi: chi è il comandante dei pasdaran ucciso da Israele. Raid dello Stato Ebraico a Gaza uccide sette operatori umanitari

Ieri l'attacco a Damasco che ha innescato le minacce dell'Iran. Ucciso il generale che rappresentava uno dei collegamenti tra la Repubblica Islamica ed Hezbollah, tramite la Siria. Intanto, questa notte - dopo il dramma avvenuto nella Striscia - è stata pubblicata la nota della ong statunitense World Central Kitchen: le vittime erano straniere. L'Idf: "Tragico incidente, indagheremo"

Esteri - di Redazione Web - 2 Aprile 2024

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Ieri l’attacco a Damasco che ha innescato le minacce dell’Iran. Questa notte la nota della ong statunitense World Central Kitchen: le vittime erano straniere

Il ministero della Sanità di Hamas ha annunciato la morte di quattro operatori umanitari stranieri e del loro autista palestinese in seguito ad un attacco israeliano contro il loro veicolo nel centro della Striscia di Gaza. Secondo il ministero, cinque “martiri” sono arrivati in un ospedale di Deir el Balah, dopo “un attacco aereo israeliano contro un veicolo dell’organizzazione americana World Central Kitchen“. Le vittime “hanno la nazionalità britannica, australiana e polacca e la quarta nazionalità non è nota“, ha riferito la fonte in un altro comunicato, precisando che la quinta persona era un autista e traduttore palestinese. L’esercito israeliano ha dichiarato che “sta esaminando il tragico incidente al più alto livello per comprenderne le circostanze” ed ha sottolineato che “lavora a stretto contatto con la (ong, ndr) WCK” per la distribuzione degli aiuti alla popolazione di Gaza.

Uccisi operatori umanitari a Gaza

La conferma della morte di diverse persone che lavoravano per la ong statunitense World Central Kitchen, da parte dell’esercito israeliano, è arrivata dallo stesso chef José Andres, ai vertici della ong e dicendosi distrutto dalla perdita. “Queste persone sono angeli“, ha scritto Andres su X. “In seguito alle notizie riguardanti il personale della World Central Kitchen a Gaza, l’Idf sta conducendo un esame approfondito ai massimi livelli per comprendere le circostanze di questo tragico incidente“, ha scritto su Telegram l’esercito israeliano. Intanto, il premier dell’Australia, Anthony Albanese, ha confermato che uno degli operatori umanitari uccisi nell’attacco dell’esercito di Israele era un cittadino australiano. Albanese ha affermato che il volontario Zomi Frankcom ha svolto un “lavoro straordinariamente prezioso” aiutando a distribuire cibo nella Striscia di Gaza assediata.

La nota della ong World Central Kitchen

L’Australiacercherà di ottenere una piena e adeguata responsabilità“, ha aggiunto il premier. La Casa Bianca si è detta “afflitta” per la morte degli operatori umanitari: “Siamo profondamente turbati dall’attacco“, ha scritto su X la portavoce del Consiglio di sicurezza nazionale, Adrienne Watson, aggiungendo che “gli operatori umanitari devono essere protetti mentre consegnano aiuti di cui c’è un disperato bisogno, ed esortiamo Israele a indagare rapidamente sull’accaduto“. La ong World Central Kitchen ha affermato che 7 dei suoi dipendenti sono stati uccisi nell’attacco israeliano a Gaza. Per questo motivo l’ong ha deciso di sospendere le sue attività nella regione.

Chi sono gli operatori umanitari uccisi e chef Josè Andres

Ieri alta tensione tra Israele e Iran. Un raid israeliano lanciato su un edificio dell’ambasciata iraniana a Damasco, ha ucciso un alto comandante dei pasdaran iraniani, Mohammad Reza Zahedi. Secondo una ong i morti sono 11. La risposta e minaccia di Teheran: “La reazione sarà dura“. Anche Mosca ha accusato Israele: “Raid inaccettabile“. Il Cremlino ha chiesto e chiede per oggi una riunione del Consiglio di Sicurezza Onu.

Chi è Reza Zahedi

Zahedi era un generale, nominato nel 2006 dalla Guida Suprema Ali Khamenei, comandante delle forze di terra, d’aria e di mare del Corpo delle Guardie della Rivoluzione islamica. Da tempo era stato scelto come responsabile di tutte le attività d’intelligence della Forza Quds in Siria e in Libano. Zahedi fungeva da collante, militare e strategico, tra la Repubblica Islamica ed Hezbollah. Viveva utilizzando diverse identità, si muoveva tra Teheran e Beirut. Il suo omicidio è staro un duro colpo al regime degli Ayatollah. Il comandante gestiva circa 4mila uomini, milizie sciite, capaci di muoversi dalla Siria al Libano, passando per l’Iraq, avendo in Aleppo il proprio quartier generale. Zahedi aveva 63 anni ed era sulla lista nera dell’Onu e dei principali paesi occidentali. Il suo supporto è stato fondamentale per la sopravvivenza del regime di Assad e per la sconfitta sul campo dell’Isis.

2 Aprile 2024

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