La politica brasiliana

Omicidio di Marielle Franco, tre arresti per l’esecuzione dell’attivista: anche un deputato, accusato come mandante

L'attivista e politica, diventata icona delle lotte per i diritti umani e delle donne, uccisa con quattro colpi di pistola alla testa. Si definiva “nera, lesbica e attivista politica, madre a 19 anni e femminista”. L'ombra della politica e delle milizie

Esteri - di Antonio Lamorte - 25 Marzo 2024

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FILE – In this March 14, 2019 file photo, a woman wears a T-shirt designed with an image of slain councilwoman Marielle Franco during a memorial Mass to mark the one-year anniversary of her death, at the Candelaria Catholic Church in Rio de Janeiro, Brazil. A former military policeman being investigated for his possible involvement in the 2018 murder of Franco has been killed on Sunday, Feb. 9, 2020, by special police forces in Brazil’s northeastern state of Bahia. (AP Photo/Silvia Izquierdo, File)
FILE – In this March 14, 2019 file photo, a woman wears a T-shirt designed with an image of slain councilwoman Marielle Franco during a memorial Mass to mark the one-year anniversary of her death, at the Candelaria Catholic Church in Rio de Janeiro, Brazil. A former military policeman being investigated for his possible involvement in the 2018 murder of Franco has been killed on Sunday, Feb. 9, 2020, by special police forces in Brazil’s northeastern state of Bahia. (AP Photo/Silvia Izquierdo, File)

Marielle Franco venne uccisa con quattro colpi di pistola alla testa. Un’esecuzione, era il 14 marzo del 2018. Franco era un’attivista femminista brasiliana e una consigliera comunale di Rio de Janeiro. Per l’omicidio sono stati arrestati ieri due ex politici e l’ex capo della polizia cittadina, sono accusati di essere coinvolti nel delitto. Si tratta dei fratelli Brazão e di Rivaldo Barbosa. La famiglia di Franco ha diramato un comunicato in cui ha definito quello di ieri “un giorno storico per la democrazia brasiliana e un importante passo avanti nella ricerca della giustizia”. La notizia travalica i confini brasiliani in quanto Franco è diventata un’icona dell’attivismo di sinistra a favore dei diritti umani e dei diritti delle donne in tutto il mondo.

Chi era Marielle Franco

Franco stava tornando a casa da un evento pubblico sui diritti delle donne nere. Aveva 38 anni, era nata nel Maré, una favela a nord della città, si era laureata in sociologia ed era stata eletta consigliera di Rio nel 2016 con il partito di sinistra Socialismo e Libertà. Si definiva “nera, lesbica e attivista politica, madre a 19 anni e femminista”. Era impegnata in particolare sul tema dei diritti umani nelle favelas: contro le attività dei narcotrafficanti ma anche contro gli abusi della polizia. Era presidente della Commissione per la difesa delle donne. Franco nel suo ultimo tweet prima di essere uccisa aveva parlato dell’omicidio di un ragazzo di 17 anni: “Ancora un omicidio che potrebbe entrare nel conto di quelli compiuti dalla polizia militare. Matheus Melo stava uscendo dalla chiesa. Quanti altri devono morire prima che finisca questa guerra?”.

 

La sera del 14 marzo venne ucciso a colpi di arma da fuoco anche il suo autista Anderson Gomes. A un semaforo un’altra auto si affiancò a quella su cui viaggiava Franco e nove colpi vennero esplosi verso la sua direzione. L’addetta stampa, seduta sui sedili posteriori al fianco della consigliere, rimase ferita. Per l’omicidio è stato condannato l’esecutore materiale dell’omicidio ma i nomi dei mandanti e le motivazioni dell’omicidio rappresentano ancora un caso da risolvere.

I nuovi arresti per l’omicidio di Marielle Franco

I nuovi arrestati nell’ambito dell’indagine federale sono i fratelli Chiquinho e Domingos Brazão, ex deputati già accusati di avere legami con la criminalità organizzata, e Rivaldo Barbosa. Secondo quanto rivelato da un funzionario di polizia brasiliano al New York Times, che non ha voluto rivelare la sua identità, i due ex deputati sarebbero accusati di aver ordinato l’omicidio di Franco per porre fine alla sua azione politica contro la corruzione. Barbosa invece sarebbe accusato di aver intenzionalmente ostacolato le indagini sul caso, all’epoca dei fatti sotto la sua supervisione.

Domingos Brazão in questo momento è consigliere della Corte dei conti dello Stato di Rio, mentre Chiquinho è deputato di Uniao Brasil, il principale partito di centrodestra brasiliano. Gli inquirenti avrebbero sostenuto come principale motivazione dell’omicidio l’espansione territoriale delle “milizie”, gruppi paramilitari formati da ex agenti di polizia corrotti. La scorsa settimane la Corte Suprema aveva approvato il patteggiamento di Ronnie Lessa, un ex poliziotto in carcere dal 2019 come presunto autore materiale dell’omicidio. Lessa, nella sua delazione, aveva fatto i nomi dei Brazão, considerati vicini alle milizie della Zona Ovest di Rio.

25 Marzo 2024

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