La strage di Stato

Napoli: marinaio schiacciato e ucciso nel porto. È la terza vittima sul lavoro in due giorni

L'uomo aveva 45 anni, ha lasciato moglie e due figlie. Dallo scorso venerdì a ieri, ben tre persone hanno perso la vita mentre lavoravano. Prima del capoluogo campano, due operai sono deceduti - rispettivamente - nel tunnel del Brennero e in provincia di Sondrio

Cronaca - di Redazione Web - 24 Marzo 2024

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Napoli: marinaio schiacciato e ucciso nel porto. È la terza vittima sul lavoro in due giorni

Ancora una morte sul lavoro, questa volta all’interno del porto di Napoli. La vittima è un marinaio di 45 anni. Il fatto risale alla serata di ieri: erano circa le 20, l’uomo stava lavorando a bordo della nave Antares della Gny e stava ultimando le manovre di carico prima della partenza, quando è rimasto schiacciato dalla ralla, intenta a posizionare un semirimorchio. Secondo una prima ricostruzione dei fatti, l’uomo non si sarebbe accorto della manovra ed è rimasto schiacciato, morendo sul colpo. Lascia la moglie e due figlie. La Fit Cisl Campania esprime cordoglio e vicinanza alla famiglia del marinaio, in particolare ai familiari. “Siamo stanchi di leggere fiumi di parole e commenti inutili – dice il segretario generale Alfonso Langellache ogni volta accompagnano una morte assurda come quella avvenuta ieri sera. Non spetta a noi individuare le responsabilità, ma come sindacato chiediamo alle istituzioni nazionali e locali di fermare questa ondata di tragiche morti e di intervenire sulle norme relative alla sicurezza sui luoghi di lavoro, che evidentemente non sono sufficienti o adeguate. Non possiamo definirci un Paese civile se un lavoratore rischia ogni giorno di perdere la vita in questo modo“.

Marinaio 45enne morto nel porto di Napoli

Facciamo un appello accorato alle istituzioni – conclude Langellaoggi manca una formazione continua e strutturale, che dev’essere in capo a tutte le aziende. Accanto a questo, vanno intensificati i controlli ed emesse sanzioni più severe. Se non prendiamo la situazione di petto, continueremo solo a piangere i morti“. La vittima di Napoli si è aggiunta a quelle che sono morte sul lavoro nella giornata tra giovedì e venerdì scorsi. Tre i feriti gravissimi. Una strage che non accenna a fermarsi. A perdere la vita è stato un tecnico rilevatore morto dopo essere stato investito da un treno sul lato austriaco del tunnel del Brennero. L’incidente è avvenuto intorno alle 15 nel cantiere H41 Gola del Sill-Pfons, sul lato austriaco della Galleria di Base del Brennero, nei pressi di Innsbruck. La vittima stava svolgendo lavori di rilevamento nella galleria di linea est è stata investita da un treno di rifornimento.

Due operai morti: Brennero e Sondrio

L’altra vittima, invece, è un operaio deceduto in Valdidentro, in provincia di Sondrio: l’uomo, 51 anni, è rimasto schiacciato da circa 300 kg di pannelli di legno. Due operai di 48 anni sono stati ricoverati in terapia intensiva con prognosi riservata, un altro di 38 anni in gravi condizioni è invece il bilancio dell’incidente sul lavoro accaduto poco prima delle 3 nel cantiere per la realizzazione della galleria passo San Giovanni-Cretaccio, in Trentino. Secondo una prima ricostruzione, sembra che gli addetti stessero lavorando all’interno di un cestello a una altezza di quasi 5 metri.

Tre feriti gravi sul lavoro

Il 19 marzo scorso la Uil ha voluto mandare un messaggio dal forte impatto, disponendo mille bare in piazza del Popolo a Roma, per gridare ‘basta morti sul lavoro‘. In quella stessa giornata un operaio di 45 anni è rimasto gravemente ferito dopo essere precipitato dalla finestra mentre montava un condizionatore in un palazzo di via Alberto Mario, a Verona. Inascoltati i richiami del Capo dello Stato, Sergio Mattarella, che ha parlato di ‘scandalo intollerabile‘ e il monito della prima presidente della Corte di Cassazione, Margherita Cassano, in apertura dell’anno giudiziario per la quale ‘non è tollerabile che si continui a morire a causa del lavoro‘.

24 Marzo 2024

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