Il caso

Eredità Agnelli: perché sono indagati anche Lapo e Ginevra Elkann, le accuse e il sequestro

Le accuse di truffa ai danni dello Stato e di dichiarazione infedele. Lapo e Ginevra si aggiungono a John Elkann, Gianluca Ferrero e Robert Von Grüningen

Economia - di Redazione Web - 8 Marzo 2024

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Foto Mario Cartelli/LaPresse 09/11/2013 Roma – Italia spettacolo Festival Internazionale del Cinema di Roma, red carpet del film ” Dallas Buyers Club “, Auditorium Parco della Musica, Roma – Italia. Nella foto: Lapo e Ginevra Elkann.
Foto Mario Cartelli/LaPresse 09/11/2013 Roma – Italia spettacolo Festival Internazionale del Cinema di Roma, red carpet del film ” Dallas Buyers Club “, Auditorium Parco della Musica, Roma – Italia. Nella foto: Lapo e Ginevra Elkann.

Sono indagati anche Lapo Elkann e Ginevra Elkann nel caso esploso intorno all’eredità di Gianni Agnelli. I pubblici ministeri della Procura di Torino hanno allargato il campo, sia degli accertamenti che degli iscritti nell’elenco. Lapo Elkann e Ginevra Elkann si aggiungono al fratello John Elkann, amministratore delegato di Exor, allo storico commercialista di famiglia Gianluca Ferrero e all’avvocato svizzero Urs Robert Von Grüningen. Le accuse sono di truffa ai danni dello Stato e di dichiarazione infedele.

Lapo Elkann e Ginevra Elkann sono figli di Margherita Agnelli e del suo primo marito, lo scrittore Alain Elkann, nipoti dell’avvocato Agnelli. Gianluca Ferrero è anche presidente della Juventus. Urs Robert Von Grüningen è invece l’incaricato della gestione dell’eredità di Marella Caracciolo di Castagneto, la moglie di Gianni Agnelli morta nel 2019. Al centro della vicenda proprio il patrimonio di Marella Caracciolo, nonna di John, Ginevra e Lapo. L’ANSA scrive che dagli ambienti investigativi emerge una vera e propria “strategia dell’evasione”.

L’indagine sull’eredità Agnelli

L’indagine è scattata alla fine del 2022 con un esposto di Margherita Agnelli, madre di John, Lapo e Ginevra che dopo aver rinnegato gli accordi del 2004 – in cui rinunciava alle quote azionarie del padre e alla futura eredità della madre in cambio di 1,2 miliardi di euro – ha ingaggiato una contesa giudiziaria molto dura sull’eredità. L’accordo del 2004 prevedeva che la secondogenita dell’avvocato Agnelli versasse alla madre una specie di “rendita vitalizia”. I versamenti non comparirebbero però in alcune dichiarazioni dei redditi di Caracciolo.

La residenza in Svizzera

Per l’accusa Caracciolo avrebbe potuto evadere il fisco, per la difesa Caracciolo non doveva pagare le tasse in Italia perché risiedeva formalmente in Svizzera. All’inizio si ipotizzava una dichiarazione infedele dei redditi della donna per il 2018 e 2019, adesso si risale fino al 2016. Alla dichiarazione si aggiunge l’ipotesi di truffa ai danni dello Stato, forse per tasse di successione che avrebbero dovuto essere versate in Italia secondo quanto immagina l’ANSA. Per i magistrati la residenza di Caracciolo in Svizzera era fittizia – secondo la legge italiana per essere fiscalmente residenti all’estero è necessario passare in quel paese un periodo pari almeno alla metà dell’anno fiscale più un giorno, ossia almeno 183 giorni – mentre dimorava stabilmente a Torino.

Cos’è la cassaforte dicembre

L’obiettivo dell’indagine è risalire all’intero patrimonio per capire l’ammontare delle imposte che non sarebbero state corrisposte. Sullo sfondo della vicenda la cassaforte “Dicembre”, che controlla tutte le società della famiglia. Margherita Agnelli nel 2007 fece partire un’azione legale in cui sosteneva che quando raggiunse un accordo in cui rinunciava a ogni diritto, non le fosse stata rivelata la reale dimensione del patrimonio. Margherita Agnelli ne ha avuti altri cinque con il secondo marito Serge de Pahlen, esclusi dall’eredità per via della rinuncia del 2004. Secondo gli avvocati di Margherita Agnelli, l’accordo del 2004 sarebbe nullo in quanto il diritto italiano non prevede la possibilità di rinunciare a una futura successione, mentre si rinunciare totalmente all’eredità una volta che il parente da cui si deve ereditare muore. E nel 2004 Marella Caracciolo era ancora in vita.

La Procura ha esteso l’accusa dai versamenti tra gli anni 2018 e 2019 anche agli anni 2016 e 2017. Lapo, Ginevra e John sono accusati di non aver pagato le tasse di successione di una parte del patrimonio ereditato dalla nonna Marella Caracciolo, pari a 734 milioni di euro, e che sarebbero stati sostenuti da Von Grüningen e Ferrero. I pubblici ministeri hanno inoltre trattenuto buona parte delle carte sequestrate lo scorso 8 febbraio dalla Guardia di Finanza, dopo che il tribunale del riesame, accogliendo il ricorso dei legali di John Elkann e di Ferrero, aveva ordinato alla Procura di restituire quasi tutto il materiale preso in consegna dalle Fiamme Gialle “qualora non detenuto per altra causa”.

8 Marzo 2024

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