La storia

Claudio Tano: chi è e come è morto il fratello di Rocco Siffredi

Parte oggi su Netflix la serie 'Supersex' che ripercorre la vita del famoso porno attore. Quello del parente scomparso è uno degli eventi chiave della sua biografia: un dramma che lo ha segnato per sempre

Spettacoli - di Andrea Aversa - 6 Marzo 2024

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Claudio Tano: chi è e come è morto il fratello di Rocco Siffredi

È nato ad Ortona in Abruzzo il 4 maggio del 1964. Rocco Tano, famoso in tutto il mondo come Rocco Siffredi, è il penultimo di sei figli: cinque maschi e una femmina. Papà Gennaro faceva il carpentiere, mamma Carmela si è sempre occupata della famiglia. Una donna forte e determinata che oggi non c’è più. È deceduta a causa di una cirrosi epatica, come raccontato dallo stesso Siffredi in occasione di un’intervista rilasciata al Corriere della Sera. È stato proprio un dramma familiare a segnare la vita del noto porno attore. Era il 1971 quando il fratello Claudio, 12enne, perse la vita per una violenta crisi epilettica.

Chi è Rocco Siffredi: i genitori e i fratelli

Questo il ricordo di quei tristi momenti, raccontati alla stampa da Siffredi: “Claudio era epilettico e morì soffocato nel sonno per una crisi. Ero all’ultimo anno dell’asilo, quando un giorno venni prelevato da una signora che non conoscevo, mi portò a casa e sentii gridare…Era mia madre. Mi ricordo mio padre che arrivò con la vespetta e il cappellino da cantoniere, guardò in alto verso il balcone con uno sguardo che non ho mai dimenticato: aveva capito subito. Dall’età di sei anni ho vissuto con una mamma impazzita dal dolore. Quando mi rompeva la roba addosso, pensavo che da qualche parte quel dolore doveva pur sfogarlo. L’ho sempre capita. Ricordo l’altro fratello che era lì a mangiare i confetti che erano stati cosparsi sul corpo di Claudio, come si usava una volta in Abruzzo. Io che mi ritirai in un’altra stanza piangendo a far scoppiare, uno a uno, i palloncini rimasti da una festa di qualche giorno prima. Tutto questo nel caos di parenti“.

Rocco Siffredi: il fratello Claudio e la malattia

È sempre Siffredi a spiegare quanto la madre abbia lavorato e faticato per la famiglia e quale potrebbe essere stata l’origine del malessere del fratello Claudio: “Il vero pilastro era la mamma, era lei che si occupava di portare per ospedali Claudio a Milano e a Roma, da quando a due anni, alle case popolari, si prese una mazza di ferro in testa da un altro bambino. Da lì pare che gli venne l’epilessia per l’ematoma. Mentre papà, per carità, era un gran padre ma molto passivo, l’unica cosa che faceva davvero bene era andare a cercar donne… Da qualcuno avrò preso…Una passione in comune tra padre e figlio“. Siffredi ha sempre parlato bene dei suoi genitori. Un uomo e una donna che hanno cresciuto sei figli tra mille difficoltà e che soprattutto hanno accettato e capito la strada professionale intrapresa dal figlio, andando oltre i pregiudizi.

Rocco Siffredi: la moglie e i figli

Con i fratelli, come rivelato dallo stesso Siffredi, non sarebbe andato allo stesso modo. In particolare con uno di loro e la sorella (quest’ultima sarebbe rimasta a vivere ad Ortona insieme a un altro fratello): “Io ho avuto due genitori che hanno amato la felicità del figlio, senza cercare di impedirgli di essere se stesso. Dopo che per mamma e papà sono ok, ma che me ne frega di mio fratello, di mia sorella?“. Due degli altri fratelli si sono trasferiti a Parigi ed uno di essi ha preso in gestione un ristorante. Uno di loro è Tommaso nella serie Netflix: il fratello con il quale Rocco ha legato di più, instaurando un solido rapporto. Siffredi ha poi sposato Rosza Tassi, conosciuta a Cannes nel 1993 in occasione di una premiazione e per un breve periodo anch’essa porno attrice. Una carriera interrotta presto per la nascita dei figli della coppia: Lorenzo e Leonardo.

Supersex: la serie Netflix su Rocco Siffredi

E proprio oggi su Netflix esce Supersex, la serie dedicata alla vita di Rocco Siffredi interpretato da Alessandro Borghi. L’attore, intervistato da Dire, ha detto che, “quando mi hanno comunicato che avrei interpretato Rocco Siffredi ho detto di no perché ero spaventato, ho subito pensato ai commenti sui social. Poi ho letto la sceneggiatura ed ho pensato che fosse una grande occasione di raccontare una storia e di far incazzare un sacco di gente. Penso che la cosa più divertente di questo lavoro – ha proseguito Borghisia quella di entrare nelle piaghe della società e parlare di qualcosa di cui si fa finta di niente. In questo momento ‘Supersex’ è l’occasione perfetta per fare una serie sulla decostruzione della mascolinità tossica e andare ad indagare tutti i blocchi che portano noi uomini a comportarci in una certa maniera“.

6 Marzo 2024

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