Verso le Europee

Congresso Pse a Roma, Schmit candidato alla commissione Ue: dal palco “no” ad accordi con l’estrema destra di Meloni

Politica - di Redazione - 2 Marzo 2024

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Nicholas Schmit, Elly Schlein,Olaf Scholz, Antonio Costa, Marcel Ciolacu, Pedro Sanchez durante i lavori del Congresso elettorale del Partito Socialista Europe PSE tenutosi a Roma, Sabato, 02 Marzo 2024 (foto Mauro Scrobogna / LaPresse) Nicholas Schmit, Elly Schlein,Olaf Scholz, Antonio Costa, Marcel Ciolacu, Pedro Sanchez during the work of the electoral congress of the Socialist Party Europe PSE held in Rome , Saturday , March 02, 2024. (Photo by Mauro Scrobogna / LaPresse)
Nicholas Schmit, Elly Schlein,Olaf Scholz, Antonio Costa, Marcel Ciolacu, Pedro Sanchez durante i lavori del Congresso elettorale del Partito Socialista Europe PSE tenutosi a Roma, Sabato, 02 Marzo 2024 (foto Mauro Scrobogna / LaPresse) Nicholas Schmit, Elly Schlein,Olaf Scholz, Antonio Costa, Marcel Ciolacu, Pedro Sanchez during the work of the electoral congress of the Socialist Party Europe PSE held in Rome , Saturday , March 02, 2024. (Photo by Mauro Scrobogna / LaPresse)

È la Nuvola dell’Eur, a Roma, lo scenario in cui sabato pomeriggio i socialisti europei incoronano, senza sorprese e contese, Nicolas Schmit a Spitzenkandidat, ossia candidato a guidare la prossima Commissione Ue.

Il politico lussemburghese, attuale commissario al Lavoro dell’Ue, è dunque formalmente il “rivale” di Ursula von der Leyen per la guida della Commissione, visto che la presidente uscente è stata ricandidata dai Popolari.

A Roma, oltre alla “padrona di casa” Elly Schlein, c’erano tra gli altri il premier spagnolo Pedro Sanchez, il cancelliere tedesco Olaf Scholz, il commissario europeo agli Affari economici Paolo Gentiloni, il presidente del Pse Stefan Löfven.

La chiusura all’estrema destra

In vista del voto alle Europee, previsto dal 6 al 9 giugno, il messaggio più evidente che arriva dal congresso del Pse è quello di totale chiusura a qualsiasi accordo con l’estrema destra europea, dai conservatori dell’Ecr guidati da Giorgia Meloni a Id, il gruppo di Identità e Democrazia in cui è presente anche la Lega di Salvini, così come i “post-nazisti” tedeschi dell’AfD.

Ci batteremo contro chi diffonde odio e divisione”, ha detto Schmit nel discorso successivo alla sua elezione: “Non correremo dietro l’estrema destra. Nessun contatto con Ecr e Id. Al Ppe e al Alde (i liberali, ndr) dico siate coerenti con la vostra storia: non si deve normalizzare l’estrema destra”, l’avvertimento dello Spitzenkandidat Schmit.

Schmit e i richiami all’Italia

Incoronato a Roma, Schmit parlando in italiano nel suo discorso ha parlato in più occasioni proprio della politica di “casa nostra”. A partire dai ringraziamenti alla padrona di casa, la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein, per la vittoria alle regionali sarde. “Grande risultato in Sardegna, grazie al Pd e a Elly! Grazie Elly, hai tutta la mia stima e il mio sostegno! Cara Elly, è vero: il vento sta cambiando, il vento sta cambiando. Andiamo a vincere queste elezioni” ha esortato il candidato presidente alla Commissione Ue.

Schmit ha fatto un riferimento alla situazione italiana quando ha affermato: “Io sto con il presidente Mattarella, con i ragazzi i manganelli esprimono un fallimento. Dobbiamo stare insieme contro l’estrema destra”, le sue parole che tornano sull’attacco della polizia ai manifestanti pro Palestina di Pisa.

Il discorso di Elly Schlein

Nel suo intervento la segretaria Dem ha rimarcato che è “fondamentale sapere di non essere soli nella lotta all’estrema destra. Viviamo in 27 Paesi ma lottiamo per gli stessi valori e per il futuro dell’Europa. Restiamo uniti ogni giorno per scelta. Ci battiamo per lavoro, case, uguaglianza di genere e diritti umani. Ma siete qui per portare speranze“, le sue parole rivolgendosi ai presenti.

Parlando poi della campagna elettorale, che si annuncia “cruciale per il destino del nostro continente“, Schlein ha ricodato che “in questa Europa noi siamo la voce che non teme di sottolineare le mancanze, gli errori e i limiti degli ultimi anni. È il momento di batterci per l’Europa che vogliamo, un’Europa sociale, per i molti e non per i pochi. Vogliamo un’Europa per i lavoratori“.

I temi della politica estera

Nel documento approvato dalle varie componenti del Pse c’è ovviamente ampio spazio alla politica estera, alla crisi in corso ai confini dall’Europa, dall’Ucraina al Medio Oriente.

Nel manifesto i socialisti europei affermano, tra l’altro, di “mantenere fermo il nostro sostegno incondizionato all’Ucraina fornendo assistenza politica, umanitaria, finanziaria e militare per tutto il tempo necessario“, escludendo però quanto evocato dal presidente francese Emmanuel Macron nei giorni scorsi, ovvero l’invio di truppe sul fronte.

Sul Medio oriente il Pse è “favorevole a una conferenza di pace internazionale per giungere a una giusta soluzione a due Stati tra israeliani e palestinesi”. Socialisti che si dicono favorevoli ad attuare “una forte politica di sicurezza e di difesa comune europea che operi in modo complementare alla Nato”.

di: Redazione - 2 Marzo 2024

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