Le condizioni di Bergoglio

Come sta Papa Francesco, il Pontefice si ferma colpito dalla bronchite bronchite: “Non posso leggere il discorso”

News - di Redazione - 2 Marzo 2024

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Come sta Papa Francesco, il Pontefice si ferma colpito dalla bronchite bronchite: “Non posso leggere il discorso”

Le condizioni di salute di Papa Francesco continuano a preoccupare i fedeli, e non solo. Il Pontefice argentino, 87 anni, questa mattina era impegnato per l’inaugurazione dell’anno giudiziario per il 2024, nell’aula delle Benedizioni con il presidente del Tribunale vaticano.

Le condizioni di salute del Pontefice

Qui è apparso visibilmente affaticato, col respiro corto dopo l’influenza che lo ha colpito nei giorni scorsi e a cui aveva fatto seguito una visita di controllo con relativa Tac eseguita al Policlinico Gemelli sull’isola Tiberina per escludere una polmonite.

In Vaticano in ogni caso non filtrano all’esterno particolari preoccupazioni. Martedì pomeriggio il cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato, aveva rassicurato: “Francesco sta bene. Ha avuto questo episodio influenzale ma si è rimesso e ha ripreso la sua attività normale”. Eppure in via precauzionale sabato scorso aveva annullato tutte le udienze, trattenendo le energie per affacciarsi dalla finestra del Palazzo apostolico domenica, per poi saltarle nuovamente lunedì.

Papa Francesco interrotto dalla tosse

Ringrazio tutti voi, io ho preparato un discorso ma noterete che non sono in grado di leggero per la bronchite”, le parole di Francesco questa mattina, interrotto spesso da colpi di tosse.

L’indirizzo di saluto è stato tenuto invece da Alessandro Diddi, promotore di giustizia vaticano, che ha voluto sottolineare la “credibilità” che la giurisdizione vaticana “ormai da anni” ha saputo conquistare nell’ordinamento internazionale “nonostante la sua non appartenenza all’Unione europea” con “processi importanti sia nel settore civile sia nel penale“.

Il discorso letto dal collaboratore

Il Pontefice ha quindi affidato la lettura del discorso ad un suo collaboratore, monsignor Ciampanelli. “Occorre coraggio per andare fino in fondo nell’accertamento rigoroso della verità, ricordando che fare giustizia è sempre un atto di carità, un’occasione di correzione fraterna che intende aiutare l’altro a riconoscere il suo errore. Questo vale in special modo quando emergono e devono essere sanzionati comportamenti che sono particolarmente gravi e scandalosi, tanto più quando avvengono nell’ambito della comunità cristiana“, le parole del Papa lette da un collaboratore.

Bisogna avere coraggio mentre si è impegnati per assicurare il giusto svolgimento dei processi e si è sottoposti a critiche. La robustezza delle istituzioni e la fermezza nell’amministrazione della giustizia sono dimostrate dalla serenità di giudizio, dall’indipendenza e dall’imparzialità di quanti sono chiamati, nelle varie tappe del processo, a giudicare. La miglior risposta sono il silenzio operoso e la serietà dell’impegno nel lavoro, che consentono ai nostri Tribunali di amministrare la giustizia con autorevolezza e imparzialità, garantendo il giusto processo, nel rispetto delle peculiarità dell’ordinamento vaticano“.

di: Redazione - 2 Marzo 2024

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