L'intervista

Il dramma di Filippo Mosca detenuto in Romania, la madre Ornella: “Mio figlio non mangia e non dorme. È depresso e soffre di attacchi di panico. Sta perdendo la speranza”

Il viaggio a Costanza nell'aprile del 2023, l'arresto e la condanna il mese successivo. Il giovane è recluso in uno dei peggiori penitenziari d'Europa dopo un processo definito sommario e basato su prove farlocche. L'appello della mamma, intervistata da l'Unità, per riportare Filippo a casa sano e salvo

Interviste - di Andrea Aversa - 2 Febbraio 2024

CONDIVIDI

Filippo Mosca detenuto in Romania Ornella Marraxia

È stato arrestato per un pacco contenente droga. Ma la spedizione non era diretta a lui. Nonostante ciò, Filippo Mosca, 29 anni di Caltanissetta, è stato arrestato e processato. Un procedimento basato, secondo la difesa, su prove inesistenti e intercettazioni artefatte. Tuttavia, il processo definito sommario si è concluso in primo grado con una condanna a 8 anni e sei mesi. Era il 3 maggio 2023, da allora Filippo è detenuto nel carcere di Porta Alba (noto come il White Gate Prison) a Costanza in Romania. Uno dei peggiori penitenziari d’Europa, dove il 29enne è stato costretto a condividere con altre 20 persone una cella di 35 metri quadri.

Chi è Filippo Mosca: il giovane detenuto in Romania

Filippo Mosca era andato in Romania per partecipare a un famoso festival musicale. Con lui un amico, un’amica e la fidanzata. Tranne quest’ultima, anche gli altri due giovani sono stati arrestati e ad oggi sono ancora detenuti. Un caso che sulla scia di quello di Ilaria Salis, reclusa in un carcere di Budapest e diventata ‘regina’ delle cronache perché portata in tribunale in catene, ha sconvolto e mobilitato l’opinione pubblica nostrana. Dopo quasi un anno. La madre di Filippo, Ornella Marraxia prima di rivolgersi ai media, ha contattato la Farnesina, per poi ottenere il sostegno dell’avvocato Armina Decina e della Presidente di Nessuno Tocchi Caino Rita Bernardini.

La storia di Filippo Mosca detenuto in Romania

La donna ha denunciato lo stato psicofisico del figlio e le sue condizioni detentive, disumane e degradanti. Malnutrizione, sporcizia, scarsa assistenza sanitaria, sovraffollamento, presenza di cimici, topi e scarafaggi. Non solo ma Filippo è stato anche vittima di violenze, perpetrate da altri detenuti. Una situazione terribile che nessun genitore vorrebbe mai vivere. Ornella Marraxia ha raccontato a l’Unità l’incubo nel quale lei, suo figlio e tutta la sua famiglia sono finiti.

Intervista ad Ornella Marraxia, la madre di Filippo Mosca

Innanzitutto le chiedo come sta suo figlio, se ha avuto modo di vederlo o sentirlo di recente

Mio figlio è stanco, depresso, soffre di attacchi di panico. Non dorme e non mangia. È difficile sostenerlo ed infondergli coraggio e ogni traccia di speranza lo ha abbandonato. Lo sento ogni giorno, ringraziando Dio, quindi ho notizie costanti. L’ho visto l’ultima volta a dicembre, durante le festività natalizie, da dietro il vetro. Nello stesso periodo abbiamo ricevuto la sentenza di colpevolezza. Davvero credevamo in un esito positivo“.

L’incubo di Filippo è iniziato quasi un anno fa, come è possibile che da un punto di vista diplomatico la situazione sia stata smossa solo in questi giorni?

Mi sono rivolta alla Farnesina per esporre il suo caso e la situazione che sta vivendo. La mattina in cui sono andata in Farnesina mio figlio ha subito un’aggressione pesante e da qui, e dalla mancanza di certezze ricevute in Farnesina, ho deciso di muovermi mediaticamente, quindi ho reso pubblica la sua storia ed il suo dramma“.

Gli avvocati rumeni che la stanno assistendo che prospettive le hanno dato?

Gli avvocati rumeni ci hanno sempre detto che l’accusa non ha prove e che Filippo non poteva essere condannato“.

Quali sono i prossimi step della battaglia legale, considerata la complessità di avere a che fare con un altro Stato?

Abbiamo fatto ricorso in appello che si terrà nello stesso tribunale che ha emesso la sentenza in primo grado. Da qui la preoccupazione che la condanna verrà confermata nonostante l’assenza di prove, traduzioni non corrette e affermazioni false“.

Perché secondo lei c’è stato questo accanimento? Un arresto, delle intercettazioni illegali e modificate, una condanna alla fine di un processo sommario

Non si tratta di accanimento legale nei confronti di Filippo ma di una macchina giuridica che non funziona e dove la corruzione fa da padrone, dove quello che sostiene un procuratore, molto difficilmente sarà smentito da un giudice, nonostante la mancanza di prove ed evidenti incongruenze. Nell’ultima udienza, il procuratore è rimasto seduto, senza neanche fare lo sforzo di dibattere contro le argomentazioni, forti, della difesa“.

Di suo figlio conosciamo, purtroppo, soltanto questa vicenda drammatica. Può raccontarci che ragazzo è Filippo?

Mio figlio è sempre stato un ragazzo solare, molto legato alla famiglia, pieno di voglia di vivere e pieno di amici che gli vogliono bene. Adesso non lo riconosco più . È l’ombra di ciò che è sempre stato“.

Ha sentito la vicinanza dell’opinione pubblica italiana?
Quando Filippo ha subito l’aggressione in cella mi sono sentita di dover fare qualcosa per provare ad aiutare mio figlio, non in Romania, ma nel mio Paese. Ho incontrato persone meravigliose che mi hanno finalmente ascoltata, e con le quali ho iniziato la mia battaglia, Rita Bernardini e l’avv. Armida Decina di Nessuno tocchi Caino che mi stanno sostenendo in ogni modo possibile“.

2 Febbraio 2024

Condividi l'articolo