La nuova legge sulle droghe

Legalizzazione della cannabis, dopo Germania e Malta anche la Repubblica Ceca ne discute

Dopo Germania e Malta, anche la Repubblica Ceca discute di legalizzare la coltivazione per uso personale. Berlino ha chiesto alla Commissione Ue di allargare le maglie. La decisione a cavallo delle elezioni europee...

Editoriali - di Leonardo Fiorentini - 25 Gennaio 2024

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Legalizzazione della cannabis, dopo Germania e Malta anche la Repubblica Ceca ne discute

Dopo mesi di lavoro è arrivata sul tavolo del governo di centrodestra della Repubblica Ceca la bozza della nuova legge sulle droghe. La legge vuole regolamentare le sostanze illegali secondo il loro livello di nocività, mirando a politiche basate sulle evidenze scientifiche, sulla prevenzione del rischio e la riduzione del danno, incluse forme di regolamentazione legale della cannabis.

Come in Germania, la proposta di riforma si è allineata alle indicazioni dell’Unione Europea, limitandosi così alla coltivazione ad uso personale, anche nella forma associata dei Cannabis Social Club. Escluso per il momento un mercato regolato della cannabis. Il coordinatore nazionale antidroga Jindřich Vobořil non esclude però la possibilità che questa opzione possa tornare in gioco. E con lui il Partito Pirata, che sostiene il governo e che ha annunciato di voler insistere almeno per un test pilota.

Il dibattito nella maggioranza è aperto: per Marek Výborný, Ministro dell’Agricoltura del Partito popolare, la riforma rischierebbe di aumentare il consumo, le dipendenze e quindi la spesa sanitaria. Le evidenze, citate da Vobořil, sostengono invece che una regolamentazione rigorosa renderebbe la prevenzione più efficace, oltre che raccogliere tasse per finanziare le attività di trattamento.

Del resto, possesso e coltivazione per uso personale di limitate quantità (5 piante e 15 gr.) sono già decriminalizzate dal 2010. La proposta, per quanto trapelato, prevede un obbligo di registrazione, non solo per i Cannabis Social Club e i loro soci, ma anche per i coltivatori casalinghi. Nei fatti, una stretta.

Le associazioni hanno accolto con favore l’iniziativa legislativa, al di là dei limiti evidenziati. Certo, per gli attivisti è grave l’assenza di un canale distributivo di mercato. Se l’autoproduzione e i cannabis club rimangono due passi nella giusta direzione, scrivono in un comunicato Legalizace.cz, CzecHemp e Asociace bezpečného konopí (Associazione Canapa Sicura), è probabile che così non si riesca a scalfire in modo decisivo “gli enormi e sempre crescenti profitti dei produttori e spacciatori illegali, che rappresentano il rischio maggiore per i giovani e per la società nel suo complesso”.

“Non capisco perché il governo abbia deciso di eliminare dalla proposta la parte più importante e più facilmente applicabile della prossima riforma” ha dichiarato Tomas Vymazal, presidente dell’Associazione Canapa Sicura, componente del gruppo di lavoro coordinato da Vobořil.

La ragione è evidentemente politica, e risiede nell’interpretazione restrittiva da parte della Commissione Europea della decisione quadro del Consiglio d’Europa del 2004, che armonizza le normative europee sulle droghe. Questa prevede esplicitamente la non punibilità delle condotte per mero uso personale, coltivazione compresa, mentre richiede la definizione di pene detentive per le condotte “non autorizzate”.

Sull’estensione del concetto di autorizzazione anche a regimi di regolamentazione legale sinora Malta, Germania, Repubblica Ceca non sembrano averla avuta vinta. L’Olanda non se ne preoccupa, in virtù del formale divieto legislativo sulla cannabis, e continua nella politica della tolleranza, iniziando la sperimentazione dell’approvvigionamento legale dei coffeeshop.

La Germania ha chiesto una revisione della decisione quadro, che è in agenda per quest’anno, proprio a cavallo delle elezioni per il Parlamento Europeo. Mai come questa volta il voto europeo potrebbe avere implicazioni anche sulle politiche sulla cannabis.

*Segretario di Forum Droghe

25 Gennaio 2024

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