Le parole del Guardasigilli

Lo sfasciatissimo discorso di Nordio che fa l’altalena tra garantismo e patibolo

Nordio ha parlato delle prigioni come di un problema di sicurezza e non come una questione che riguarda l’inferno al quale sono condannate migliaia e migliaia di esseri umani. Sono queste le due parole che mancano alla cultura giuridica: esseri/umani.

Editoriali - di Piero Sansonetti - 18 Gennaio 2024

CONDIVIDI

Lo sfasciatissimo discorso di Nordio che fa l’altalena tra garantismo e patibolo

Il ministro Nordio continua a fare l’altalena tra garantismo e patibolo. Recentemente si era battuto per ridurre il potere di gogna che Pm e giornalisti, con la clava delle intercettazioni, usano a danno degli imputati e dei conoscenti degli imputati. Applausi (da parte nostra). Furia di Pm e giornalisti.

Ieri si è presentato alla Camera dei deputati per parlare di carceri e ha fatto un discorso che ha fatto pensare a molti che fosse la controfigura di Davigo. Ha detto che è vero che c’è sovraffollamento nelle carceri, ma è colpa dell’immigrazione.

Ha detto che è vero che ci sono molti suicidi nelle carceri, ma è colpa dei suicidi. Ha detto che effettivamente le carceri italiane non sono molto moderne, ma sono molto più moderne di quelle di tanti altri paesi del mondo.

Argomenti da fare cadere le braccia, credo, a qualunque osservatore. Di destra o di sinistra. Poco ci è mancato che non rivendicasse il fatto che in fondo, per esempio, l’omosessualità qui da noi non è un reato come lo è in ben 70 paesi del mondo. E quindi basta lamentele, contentiamo ci di non essere in Iran.

Naturalmente lo sfacciatissimo discorso di Nordio non riceverà molte critiche. Il mondo dei mass media e della politica non si è mai appassionato al problema carceri. In fondo i prigionieri sono poco più di sessantamila e quindi ci sono ben 59 milioni di Italiani, forse qualcuno di più, che non sono interessati al tema.

In tutto il suo discorso Nordio ha continuato a parlare delle prigioni come di un problema di sicurezza. E non come una questione che riguarda l’inferno al quale sono condannate migliaia e migliaia di esseri umani. Sono queste, probabilmente, le due parole che mancano alla cultura giuridica della destra (e anche della sinistra): esseri/umani.

Quelli dietro le sbarre loro li chiamano detenuti, carcerati, imputati, condannati, rei, colpevoli, assassini, ladri, truffatori, pedofili, stupratori, e con queste parole chiudono il discorso.

Se un giorno si fermeranno cinque minuti a pensare che sono esseri umani esattamente come loro, con dei sentimenti, delle emozioni, dei figli, dei dolori, dei desideri, delle persone che amano, dei genitori, esattamente come loro che stanno fuori e sono onesti, chissà. Forse capirebbero cosa vuol dire l’espressione biblica: nessuno tocchi Caino. Lo faranno mai? A giudicare dal discorso di Nordio speranze zero.

Per ora possiamo solo annotare che nelle prime settimane del 2024 sono morte 18 persone in carcere. Di queste quattro sono morte suicide. Una ha annunciato il suo suicidio all’indifferenza della autorità. E poi, per fortuna, possiamo anche annotare che Rita Bernardini nei prossimi giorni inizierà uno sciopero della fame. Non sappiamo se sua eccellenza la convocherà a via Arenula.

18 Gennaio 2024

Condividi l'articolo