Una mattanza

Poggioreale, ancora un suicidio nel carcere napoletano: è il secondo in sole 24 ore

Cronaca - di Redazione - 16 Gennaio 2024

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Chi è Alexandro: detenuto trovato morto a Poggioreale. I punti oscuri del caso

Ancora un morto nel carcere napoletano di Poggioreale, il secondo suicidio in sole 24 ore. Dopo Andrea, il detenuto 40enne affetto da problemi psichiatrici che si è impiccato lunedì nel reparto Torino del penitenziario napoletano, oggi è stato il “turno” di Ghoulam Mohmoud.

Il 38enne marocchino, senza fissa dimora, era recluso a Poggioreale dallo scorso 20 dicembre: è stato trovato morto, suicida, questa mattina dagli agenti della polizia penitenziaria.

La penitenziaria accusa il governo

E proprio dal mondo della penitenziaria arrivano le accuse di Aldo Di Giacomo, vice segretario generale Osapp. “Il secondo suicidio a Poggioreale, un detenuto 38enne di origine marocchina, in 24 ore non può ridursi al solito rituale di commozione e rammarico specie dei soliti ambienti di Governo e della politica tanto più che solo poche ore fa il sottosegretario Delmastro (con delega alla polizia penitenziaria) nella visita al carcere di Salerno ha parlato di “segnali di luce in fondo al tunnel“, denuncia Di Giacomo.

Non so quali segnali abbia visto il sottosegretario, forse in possesso di occhiali speciali, purtroppo la realtà che vivono e vedono gli agenti penitenziari è un’altra e è ben differente. Su questo non abbiamo ascoltato da Delmastro nemmeno una parola come non abbiamo ascoltato nemmeno una parola sulle quotidiane aggressioni di detenuti contro gli agenti – oggi la prima emergenza del sistema penitenziario – mentre il rappresentante di Governo esalta le nuove dotazioni per il personale (calzini, maglie, mutande) sino a sostenere che “sta rimettendo la barra al centro della sicurezza”. Dopo il suicidio del detenuto campano quello del detenuto extracomunitario conferma inoltre che la presenza di immigrati nelle carceri italiane (i marocchini e quelli dei Paesi del nord Africa sono i più numerosi) è un problema nel problema. In proposito, non serve la promessa, più volte ribadita, di consegnare i detenuti stranieri ai Paesi d’origine a meno che non si pensi di restituire le salme“, la nota diffusa dal vice segretario Osapp.

I suicidi in carcere e i senza fissa dimora in cella

La tragica morte di Ghoulam è invece occasione per Samuele Ciambriello, garante campano delle persone private della libertà personale, per “riflettere tutti insieme sull’aumento delle morti nelle carceri“ e soprattutto sulla “densità dei senza fissa dimora tra coloro che per pene brevissime sono ristretti in carcere“, che è altissima”.

Il carcere – sottolinea Ciambriello – è un sistema dove entrano soprattutto coloro che sono marginali nel contesto sociale. Nella detenzione c’è il tempo inutile, il tempo vuoto, il tempo sottratto. Queste morti dentro la comunità penitenziaria fatta di detenuti e detenenti, devono imporre in primis la politica e poi le istituzioni ai vari livelli a discutere del carcere come di una cosa che ci riguarda, non come una dimensione altra. I dati drammatici delle morti in carcere dall’inizio dell’anno rischiano di far diventare il carcere un ospizio dei poveri. Ritengo che tutti debbano fare la loro parte, dagli enti locali, dalla sanità penitenziaria, dal DAP, dalle Direzioni delle carceri, dalle aree educative, dal mondo del volontariato e dal terzo settore. Ecco io immagino una chiamata di responsabilità per tutti e un patto di inclusione sociale e di prevenzione dei sucidi da fare tutti insieme. Occorre un tavolo dove ognuno porta il suo peso, le sue responsabilità e le sue proposte concrete. Credo che questi numeri drammatici siano purtroppo destinati a salire. Scriveva De Andrè ed è ancora vero su questo tema: ci crediamo assolti, ma siamo tutti coinvolti!“.

di: Redazione - 16 Gennaio 2024

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