Il veto ungherese

Ucraina nell’Ue, sì del Consiglio Europeo ma l’Ungheria di Orban si “vendica”: bloccati i nuovi fondi a Kiev

Esteri - di Carmine Di Niro - 15 Dicembre 2023

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Ucraina nell’Ue, sì del Consiglio Europeo ma l’Ungheria di Orban si “vendica”: bloccati i nuovi fondi a Kiev

Viktor Orban tiene in scacco l’Europa e l’Ucraina. Il premier ungherese nella notte ha posto il veto all’invio di nuovi aiuti all’Ucraina per un valore di 50 miliardi di euro, oltre al ‘no’ all’approvazione del bilancio pluriennale europeo per il periodo compreso fra 2021 e 2027.

Una mossa che arriva dopo aver ingoiato il rospo sulla procedura di adesione di Ucraina e Moldavia nell’Ue: una decisione approvata all’unanimità da 26 Paesi membri, con Orban uscito dall’Aula durante la discussione del Consiglio europeo. “Un’assenza concordata e costruttiva”, spiegano fonte Ue.

Il “ricatto” di Orban

Eppure l’uscita dall’aula del leader magiaro, che poi su Facebook ha commentato quella del Consiglio Europeo come una scelta “sbagliata” a cui l’Ungheria “non vuole partecipare”, ha avuto un prezzo carissimo per Bruxelles: la Commissione europea, pur negando collegamenti, aveva annunciato mercoledì lo sblocco di circa 10 miliardi di euro dei “fondi di coesione” in favore dell’Ungheria, erogazione che era stata sospesa lo scorso anno con l’accusa nei confronti di Orban di aver creato un sistema politico, economico e giudiziario illiberale e corrotto.

Quanto al bilancio Ue sospeso, il presidente del Consiglio Europeo Charles Michel ha commentato così lo stallo notturno: “L’accordo sulla revisione del bilancio Ue è stato sostenuto da 26 leader ma un altro leader non lo ha fatto, torneremo dunque sulla questione all’inizio del prossimo anno e tenteremo di trovare l’unanimità”.

Quel voto mancante è proprio quello di Orban, che ha dato su X la sua versione: “Sintesi del turno di notte: veto per i soldi in più per l’Ucraina, veto per la revisione del Quadro finanziario pluriennale. Torneremo sulla questione l’anno prossimo in sede di Consiglio europeo dopo un’adeguata preparazione”.

Soldi che per l’Ucraina sono fondamentali, così come gli aiuti americani bloccati dai Repubblicani al Congresso, per affrontare il conflitto contro l’invasore russo: con quel denaro il Paese guidato da Volodymyr Zelensky può evitare la bancarotta, visto che l’economia nazionale risente fortemente del conflitto in corso, e continuare così a difendersi dall’aggressione delle truppe di Vladimir Putin.

In mattinata poi Orban è però tornato a parlare all’emittente radiofonica Kossuth sottolineando che “ci saranno circa 75 occasioni in cui il governo ungherese potrà fermare questo processo“.

La strada per l’Ucraina nell’Unione Europea

E sempre a proposito di Ucraina, la sua strada per una eventuale adesione all’Unione Europea resta comunque in salita, nonostante il voto del Consiglio europeo. Sia Kiev che Chişinău dovranno rispondere a criteri fondamentali per l’ingresso nei 27, tra cui il rispetto della democrazia, dei diritti dell’uomo, delle libertà fondamentali e dello stato di diritto, oltre ai non meno importanti criteri economici.

Una volta conclusi tutti gli accertamenti necessari la Commissione Europea dovrà dare una prima valutazione, e le adesioni dovranno essere approvate dal Parlamento Europeo e da tutti i 27 stati membri, all’unanimità. Solo a quel punto i leader dei paesi coinvolti potranno firmare i trattati di adesione, che a loro volta dovranno essere ratificati da tutti gli stati membri. Si tratta di un procedimento che può durare anche oltre un decennio, come già accaduto in passato per i Paesi dell’ex Jugoslavia.

15 Dicembre 2023

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