Il voto compatto per la tregua

Israele attacca Gaza, il mondo condanna Netanyahu ma lui prosegue la guerra

Dopo le dure parole di Biden contro i bombardamenti indiscriminati a Gaza, è pronto un piano Usa per dare tempi certi al conflitto

Esteri - di Umberto De Giovannangeli - 14 Dicembre 2023

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Il premier israeliano Benjamin Netanyahu
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu

L’Assemblea dell’Onu approva una risoluzione per l’immediato cessate il fuoco a Gaza

L’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha approvato a larghissima maggioranza una risoluzione che sollecita una cessazione immediata delle ostilità nella Striscia di Gaza per far fronte alla gravissima crisi umanitaria in atto.

Hanno sostenuto la risoluzione 153 Paesi (33 in più rispetto alla riunione di ottobre), che hanno assunto una posizione opposta a quella degli Stati Uniti, contrari a un cessate il fuoco sino alla completa sconfitta militare di Hamas. Hanno votato contro la risoluzione 10 Paesi, mentre 23, tra cui l’Italia e la Germania, si sono astenuti. Il voto dell’Assemblea è significativo sul piano politico, ma non è vincolante.

Von der Leyen: sanzioni ai coloni israeliani in Cisgiordania

“L’aumento della violenza da parte dei coloni estremisti sta infliggendo enormi sofferenze ai palestinesi” in Cisgiordania. “E sta mettendo a repentaglio le possibilità di raggiungere una pace duratura. E potrebbe anche rendere più instabile l’intera regione. Per questo sono favorevole a imporre sanzioni agli autori degli attacchi in Cisgiordania. Devono essere chiamati a rispondere delle loro azioni. Questa violenza non ha nulla a che fare con la lotta ad Hamas e deve cessare”.

Lo ha dichiarato la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, in aula plenaria a Strasburgo nel dibattito sul bilancio della presidenza spagnola del Consiglio dell’Ue con il premier, Pedro Sanchez.

Biden incontra le famiglie ostaggi Usa a Gaza

Il presidente americano Joe Biden ha incontrato ieri le famiglie degli ostaggi americani nelle mani di Hamas nella Striscia di Gaza. Si tratta del primo incontro fra Biden e i famigliari degli ostaggi. Lo hanno reso noto fonti della Casa Bianca senza fornire ulteriori dettagli.

Usa, in tutto il Paese proteste per il cessate il fuoco

Le prime parole dure di Joe Biden nei confronti di Israele, con la richiesta di cambiamenti nel governo di estrema destra di Benjamin Netanyahu e l’accenno ai “bombardamenti indiscriminati” a Gaza, sono arrivate dopo che da settimane il presidente trova ad ogni evento a cui partecipa dimostranti che protestano per il cessate il fuoco e l’accusano di complicità nel “genocidio” a Gaza.

Dall’illuminazione dell’albero di Natale alla Casa Bianca ai tour elettorali in Colorado, Massachusetts, Nevada, California e Pennsylvania, Biden ha sempre dovuto fare i conti con cori e cartelli di protesta, ricordava ieri The Hill. Tra i cartelli, da segnalare quello affisso lunedì sulla cancellata della Casa Bianca, “anziani ebrei a Biden: ferma il genocidio, subito il cessate il fuoco”, da parte di un gruppo di dimostranti che si sono anche incatenati all’inferriata.

Proteste anche fuori dell’albergo di Filadelfia dove sempre lunedì Biden ha ospitato un evento per la raccolta dei fondi, mentre il weekend prima, durante le tappe elettorali prima a Las Vegas e poi a Santa Monica, il presidente aveva trovato decine di dimostranti che scandivano lo slogan “cessate il fuoco subito”.

L’entità e la frequenza delle proteste stanno mostrando come il conflitto a Gaza stia indebolendo Biden con una base importante per la sua rielezione, l’elettorato arabo americano e, soprattutto, i giovani, che sono stati la chiave della sua vittoria nel 2020.

Per questo nelle ultime settimane la Casa Bianca ha iniziato a spostarsi dalla strategia di appoggio incondizionato a Israele, all’enfasi sulla necessità di proteggere i civili, rivendicando l’ormai interrotta pausa dei combattimenti, con lo scambio ostaggi- prigionieri palestinesi, come un successo della sua politica.

Fino alle dure parole pronunciate l’altro ieri da Biden, che ha suggerito esplicitamente che il premier israeliano faccia dei cambiamenti nel suo governo che “è contrario alla soluzione dei due stati” su cui gli Usa continuano ad insistere. Gli ultimi sondaggi mostrano che la maggioranza degli americani disapprova il modo in cui Biden sta gestendo il conflitto, con il 50% degli elettori tra i 18 e i 29 anni tra i contrari.

Numeri che allarmano stati chiave come il Michigan, dove Biden ha vinto nel 2020 ma ora Donald Trump viene dato in vantaggio, dove alcuni deputati democratici si stanno unendo alla richiesta di un cessate il fuoco.

Sullivan in Israele dopo le critiche di Biden a Netanyahu

Arriverà oggi in Israele il consigliere americano per la sicurezza nazionale Jake Sullivan per colloqui con il primo ministro Benjamin Netanyahu sulle prossime fasi della lotta contro Hamas a Gaza. Sullivan, l’altro ieri, ha evocato un “calendario” dei combattimenti come tema sul tavolo dei colloqui, suggerendo che la guerra contro Hamas potrebbe continuare con operazioni più mirate, non con i raid aerei attualmente in corso. Il timore dei funzionari dello Stato ebraico è che Sullivan dia poche settimane a Israele per concludere il conflitto

Netanyahu: «Avanti nonostante le pressioni internazionali. Elimineremo Hamas e nessuno ci fermerà»

Israele continuerà la sua guerra contro Hamas «nonostante le pressioni internazionali». Lo ha detto, citato dai media, il premier Benjamin Netanyahu durante la visita ad una base militare nel sud del Paese. «Andremo fino in fondo, non c’è dubbio. Lo affermo – ha spiegato – nonostante il dolore enorme, ma anche nonostante le pressioni internazionali. Niente ci fermerà, andremo fino in fondo, finché non saremo vittoriosi, e niente di meno».

Gaza: il bilancio dei morti sale a 18.608

È salito a 18.608 morti il bilancio delle vittime nella Striscia di Gaza a seguito degli attacchi israeliani. Lo afferma l’ultimo bollettino del ministero della Sanità dell’enclave palestinese. Lo riporta al Jazeera. Nell’ultimo giorno di combattimenti sono arrivati negli ospedali palestinesi 194 morti e 499 feriti. Il numero totale delle persone ferite dall’inizio della guerra tra Israele e Hamas è pari a 50.594.

14 Dicembre 2023

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