Il conflitto

Guerra Israele-Hamas, l’Onu torna a riunirsi per un cessate il fuoco: l’esercito spinge i palestinesi verso una seconda “Nakba”

News - di Redazione - 11 Dicembre 2023

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Guerra Israele-Hamas, l’Onu torna a riunirsi per un cessate il fuoco: l’esercito spinge i palestinesi verso una seconda “Nakba”

Ci si avvicina all’ennesima giornata campale per le speranze di una risoluzione “diplomatica” del conflitto in corso ormai dal 7 ottobre scorso tra Hamas e Israele, con l’offensiva dell’IDF nella Striscia di Gaza in seguito all’attacco terroristico dei miliziani islamici nei kibbutzim.

L’Onu torna a riunirsi per un cessate il fuoco

Martedì è attesa una sessione speciale di emergenza dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite per discutere del veto presentato dagli Stati Uniti all’ultima risoluzione del Consiglio di Sicurezza che chiedeva di fermare immediatamente il fuoco a Gaza. L’Assemblea generale voterà un testo che chiede “un cessate il fuoco umanitario immediato” e il “rilascio immediato e incondizionato di tutti gli ostaggi“.

L’incontro è stato richiesto dai rappresentanti dell’Organizzazione per la cooperazione islamica e del gruppo arabo. La bozza di testo visionata dall’AFP riprende in gran parte la risoluzione preparata dagli Emirati Arabi Uniti respinta venerdì dal Consiglio di Sicurezza a causa del veto americano.

Il testo esprime preoccupazione per la “catastrofica situazione umanitaria nella Striscia di Gaza“, “chiede un immediato cessate il fuoco umanitario“. Chiede inoltre la protezione dei civili, l’accesso umanitario e il rilascio “immediato e incondizionato” di tutti gli ostaggi.

La scorsa settimana, attirandosi le critiche di Israele di essere sostanzialmente “pro Hamas” e anche la richiesta di dimissioni, il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres aveva invocato per la prima volta l’articolo 99 della Carta delle Nazioni Unite che permette al Segretario generale di riunire il Consiglio su una questione che “potrebbe mettere in pericolo il mantenimento della pace e della sicurezza internazionale“, esortando il Consiglio a spingere per un “cessate il fuoco umanitario” e denunciando la “punizione collettiva” inflitta ai palestinesi da Israele.

L’espulsione dei palestinesi da Gaza

Spinti sempre più a Sud della Striscia a causa dei fitti bombardamenti israeliani, ormai l’unici luogo “sicuro” per i palestinesi è Rafah, nei pressi del valico con l’Egitto. Una situazione che va verso la catastrofe umanitaria: i palestinesi costretti a vivere lì sono ormai decine di migliaia, in condizioni igieniche precarie e con forti difficoltà nell’accedere agli aiuti umanitari.

Eppure il portavoce del premier Benyamin Netanyahu, Eylon Levy, ha definito “scandalose e false” le accuse rivolte al governo israeliano da parte del ministro degli Esteri della Giordania Ayman Safadi, che in un suo intervento a Doha ha denunciato “lo sforzo sistematico di Israele di svuotare Gaza della sua gente”.

Sulla situazione drammatica al confine con l’Egitto vanno registrate anche le parole dell’Alto rappresentante per la politica estera Ue Josep Borrell. Arrivando al Consiglio Esteri Ue, Borrell  ha sottolineato che “i palestinesi non devono essere espulsi ma è difficile quando la persone fuggono e cercano rifugio, dato che non ci sono più rifugi sicuri a Gaza“.

La seconda Nakba

E a proposito dei progetti israeliani di costringere i palestinesi a lasciare la Striscia, sabato in un duro editoriale sul giornale statunitense Los Angeles Times il capo dell’agenzia dell’ONU per i rifugiati palestinesi (UNRWA) Philippe Lazzarini ha accusato il governo di Tel Aviv di spingere proprio in questa direzione.

Secondo Lazzarini se l’offensiva dell’IDF nella Striscia continuerà, si arriverà a “una seconda Nakba, e che Gaza non sarà più una terra per i palestinesi”.  “Nakba” è il termine arabo che vuol dire “catastrofe”: i palestinesi si riferiscono alla Nakba per ricordare quanto accaduto durante la guerra combattuta con Israele nel 1948 assieme ad altri paesi arabi, quando in seguito alla vittoria di Israele centinaia di migliaia di palestinesi furono costretti a lasciare le proprie case.

Ancora oggi i palestinesi ricordano la Nakba ogni anno il 15 maggio, il giorno dopo la fondazione dello Stato di Iraele.

Oltre 100 morti nell’esercito israeliano

L’esercito israeliano ha annunciato la morte di altri 4 soldati: 3 di loro uccisi in combattimento nel sud di Gaza e il quarto in un incidente d’auto. Secondo le cifre ufficiali – dall’inizio dell’operazione nella Striscia – il totale dei soldati deceduti è ora di 101.

di: Redazione - 11 Dicembre 2023

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