La deposizione

Strage di Brandizzo, l’ammissione del tecnico Rfi: “Non avevamo ancora l’interruzione della linea”

L'uomo scorta degli operai investiti e morti nel disastro ferroviario. Altri interrogatori avrebbero confermato la consuetudine di lavorare a circolazione ancora attiva. Il ruolo dell'ultimo video di Kevin Laganà

Cronaca - di Redazione Web

7 Settembre 2023 alle 10:41

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Strage di Brandizzo, l’ammissione del tecnico Rfi: “Non avevamo ancora l’interruzione della linea”

Antonio Massa, il tecnico che faceva da uomo di scorta alla squadra di operai morti nella strage di Brandizzo nella notte tra il 30 e il 31 agosto, avrebbe ammesso davanti ai magistrati che la linea ferroviaria non era interrotta. “No. Non me l’avevano ancora data l’interruzione della linea”. Da quel momento ha smesso di essere testimone, i pm hanno fermato la deposizione e l’uomo è stato indagato. L’accusa della Procura di Ivrea è di disastro ferroviario colposo e omicidio colposo plurimo. L’altro indagato è Andrea Girardin Gibin, capocantiere dell’azienda Si.gi.fer.

Massa ha 46 anni, è difeso dal legale Mattia Moscardini. Le sue parole davanti ai magistrati sono state riportate da Il Corriere della Sera. Gli sono state sospese abilitazioni e qualifiche professionali. L’azienda Rete Ferroviaria Italiana l’ha messo in contatto con uno psicologo. “Sembra un altro uomo”. Ha dovuto chiudere i profili social per gli insulti che gli sono piovuti addosso in questi giorni. Due giorni fa era emerso quell’ultimo video girato da Kevin Laganà, la vittima più giovane dell’incidente, pochi minuti prima dell’impatto fatale. “Guardo il segnale, se vi dico treno andate da quella parte”, diceva una voce fuoricampo a conferma del fatto che il passaggio di un treno era probabile e che quindi la linea non era stata interrotta. “Non abbiamo l’autorizzazione ancora”, diceva Laganà.

La giornata di interrogatori di ieri avrebbe riportato ai magistrati – dirigono le indagini i pubblici ministeri Valentina Bossi e Giulia Nicodemi – che le cause che hanno portato all’incidente di Brandizzo non sarebbero state un’eccezione. Da alcune testimonianze in altri casi si sarebbe proceduto a lavorare sui binari nonostante la linea non fosse interrotta. Davanti a magistrati e agenti della Polfer anche Antonino Laganà, fratello di Kevin, anche lui operaio Si.Gi.Fer, saldatore. “Quel video parla da solo, si è fatto giustizia da sé”, aveva già detto ieri a proposito di quel video girato dal fratello morto.

Cinque operai sono stati travolti da un treno in transito al binario 1. Si chiamavano Michael Zanera, 34, Giuseppe Saverio Lombardo, 52; Giuseppe Sorbillo, 43; Giuseppe Aversa, 49; Kevin Laganà, 22 anni. Lavoravano tutti per una ditta appaltatrice esterna, la Si.gi.fer. di Borgo Vercelli, leader nel settore, attiva dal 1993, con 250 dipendenti in tutta Europa e in Sudamerica. La Polfer ha accertato che la motrice addetta alla movimentazione dei vagoni stava viaggiando a 100 chilometri all’ora e non come emerso in un primo momento a 160 chilometri orari. La Procura aveva dichiarato subito dopo il disastro che erano “emerse gravi violazioni delle procedure di sicurezza al momento dell’incidente”. Ci vorranno ancora settimane prima del nulla osta per i funerali.

7 Settembre 2023

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