L'indagine a Caltanissetta

Il piano neofascista per controllare i magistrati “sgraditi”, arrestato l’ex deputato Msi Menicacci

Cronaca - di Carmine Di Niro - 21 Luglio 2023 alle 13:26

Il piano neofascista per controllare i magistrati “sgraditi”, arrestato l’ex deputato Msi Menicacci

Il progetto neofascista, erano gli stessi indagati a definirsi così nelle intercettazioni, era quello di costituire un “Osservatorio” delle attività della magistratura, del quale dovrebbero fare parte anche componenti occulti per colpire alcuni magistrati “non graditi”. Con l’accusa di false informazioni a pubblico ministero aggravate dall’aver mentito in un procedimento per strage la DIA di Caltanissetta ha eseguito un’ordinanza di arresti domiciliari per l’avvocato Stefano Menicacci e per Domenico Romeo, autista e tuttofare del primo, perquisendo anche le abitazioni di Adriano Tilgher, storico esponente di spicco di Avanguardia Nazionale, già condannato nel 1981 per riorganizzazione del partito fascista.

Il progetto fascista contro alcuni magistrati prevedeva la richiesta di appoggio “di altissimi livelli del potere esecutivo e di altri – si legge nel comunicato della Procura – avallo che gli associati affermano, nei loro colloqui, di avere già ottenuto“. Nessun esponente delle istituzioni però è indagato, precisano i pm.

L’inchiesta nasce nell’ambito degli accertamenti su presunti interessi dell’eversione nera nella realizzazione della strage di Capaci. In particolare, ha spiegato il procuratore di Caltanissetta Salvatore De Luca, l’indagine “nasce nell’alveo delle indagini per le stragi del ’92 nel corso delle quali sono state intercettate delle conversazioni tra Stefano Menicacci con Domenico Romeo e con la moglie di Stefano Delle Chiaie (morto nel 2019 e coinvolto nei processi per la strage di Bologna e di Piazza Fontana, ndr) nonché con lo stesso Adriano Tilgher durante le quali Menicacci invitava i suoi interlocutori a negare che Delle Chiaie fosse stato in Sicilia nel periodo vicino alle stragi del ’92. Siamo arrivati a questa ricostruzione tramite l’esito di queste intercettazioni”.

A Domenico Romeo – ha spiegato ancora De Luca – è stato dettato un autentico decalogo a cui doveva attenersi nel corso delle sommarie informazioni rese alla procura di Caltanissetta. Si tratta di gravi indizi di colpevolezza ritenuti dal Gip e non di prova“.

Il progetto scoperto dall’inchiesta “non è direttamente collegato alle stragi del 92. Si tratta di un fatto nuovo, di un progetto che possiamo definire fascista perché sono gli stessi interlocutori che si definiscono fascisti e parlano di ‘rivoluzione permanente fascista’ in relazione alla quale gli indagati individuano il principale nemico nella magistratura”.

Chi è Menicacci

Menicacci, 91enne originario di Foligno, in provincia di Perugia, finito oggi ai domiciliari, è un nome che entra ed esce da decenni nelle inchieste delle Procure di mezza Italia. Come ricorda l’Ansa è stato in passato deputato del Movimento Sociale Italiano ma soprattutto difensore storico dell’eversore nero Stefano Delle Chiaie: nelle scorse settimane la corte d’assise di Bologna ha inviato alla procura del capoluogo i verbali della sua deposizione al processo sulla strage del 2 agosto del 1980 perché si valutasse se avesse mentito in aula.

Menicacci venne indagato nell’inchiesta sui cosiddetti Sistemi Criminali della Procura di Palermo, poi archiviata, su un presunto golpe che avrebbe visto protagonisti negli anni ’90, in un tentativo di destabilizzazione del Paese, Cosa nostra, massoneria deviata, pezzi di Stato ed eversione nera.

Il ruolo di Tilgher

De Luca ha quindi evidenziato il ruolo nell’inchiesta di Adriano Tilgher, ex esponente di spicco di Avanguardia Nazionale. Il procuratore ha spiegato di aver “intercettato alcuna conversazioni” tra Tilgher con “un avvocato del Foro di Bari (Saverio Ingraffia) e con un docente universitario (Francesco Sala) in cui si parlava del progetto di creazione di un ‘osservatorio’ sulla attività della magistratura. Progetto di per sé lecito se non fosse stato che, sempre nel corso delle intercettazioni, sono emersi due aspetti penalmente rilevanti: cioè il fatto che alcuni esponenti dell’organizzazione dovevano rimanere segreti in violazione della Legge Anselmi e che si doveva eseguire una mappatura dei magistrati per rilevare le relazioni tra loro in modo da colpire quelli sgraditi”.

L’idea – ha aggiunto De Luca – era imbastire campagne critiche per mettere in ridicolo i magistrati sgraditi“. “Dell’osservatorio avrebbe dovuto fare parte anche una toga, Giuseppe De Benedictis, condannato per corruzione in atti giudiziari e detenzione di armi. La sua partecipazione sarebbe dovuta rimanere segreta“, ha spiegato De Luca.

Durante le intercettazioni telefoniche a cui era sottoposto Tilgher è emersa l’ira dei componenti fascisti nei confronti del presidente della Corte d’Assise di Bologna, Francesco Caruso, che ha condannato all’ergastolo Paolo Bellini per la strage di Bologna del 1980, anche lui terrorista nero.

21 Luglio 2023

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