La bambina sparita

Kata scomparsa un mese fa a Firenze, la madre: “Forse all’estero, l’Italia ci ha abbandonati”

"Sento una grandissima indifferenza da parte di tutti. Non so se dipende dal fatto che siamo stranieri. Nessuno si è avvicinato a me, a dirmi cosa fare. Nessuno di importante, nemmeno il sindaco"

Cronaca - di Redazione Web - 10 Luglio 2023 alle 16:32

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Kata scomparsa un mese fa a Firenze, la madre: “Forse all’estero, l’Italia ci ha abbandonati”

È passato un mese da quando, sabato 10 giugno, intorno a ora di pranzo, scompariva a Firenze Kataleya Mia Alvarez, una bambina di cinque anni. Non è stata mai ritrovata. Il caso si è sviluppato intorno all’edificio dell’ex hotel Astor, una struttura occupata dove la bambina viveva con la famiglia e che era stata sgomberata lo scorso 17 giugno. Le indagini finora hanno trovato pochissimi riscontri, si stanno concentrando soprattutto su due piste: quella del racket delle stanze e quella della pedofilia. Non si sa se la piccola Kata, com’è diventata nota al grande pubblico, sia ancora viva o se si trovi ancora in Italia. Questa sera a Firenze ci sarà un’altra manifestazione per la bambina scomparsa.

La piccola era uscita con altri bambini da un cancello laterale per andare a giocare. Le telecamere l’hanno ripresa mentre sembra avere una discussione e mentre rientrava contrariata nell’ex albergo. Pochi minuti dopo saliva al terzo piano da una scala esterna, poi scendeva in cortile. Alle 15:10 l’ultima traccia della ragazzina, registrata dalle telecamere della strada in cui si trova l’hotel, in via Maragliano. La madre della bambina era tornata dal lavoro alle 15:45 e aveva fatto scattare l’allarme. Dalle indagini degli inquirenti e dagli articoli dei giornali era emersa una situazione molto tesa tra i residenti all’interno dell’hotel. Ci vivevano italiani, marocchini, peruviani, rumeni e ungheresi. 140 persone, tra cui più di 30 bambini. I residenti dei quartieri si lamentavano per le frequenti risse e aggressioni, lo chiamavano il “buco nero”. Una stanza senza servizi poteva costare anche 800 euro. Lo sgombero era stato chiesto da politici in passato ma mai messo in pratica.

Dalle immagini della videocamera della ditta nei pressi di via Monteverdi si sentiva prima il rumore di un oggetto che cadeva e sette minuti più tardi l’arrivo di un motorino. Un uomo caricava qualcosa in un furgone e si allontanava in retromarcia. Le indagini si sono concentrate in via Maragliano, tra la zona di Novoli e quella di San Jacopino. L’albergo aveva cessato le attività tre anni fa ed era stata occupata a settembre 2022 dal Movimento di Lotta per la Casa. La struttura è stata sgomberata il 17 giugno. L’edificio è stato controllato con il luminol e altri strumenti hi-tech. Le immagini delle 1.600 telecamere di Firenze sono state esaminate. I fratelli titolari della ditta del furgone in strada sono stati perquisiti ma non indagati. Nessuna traccia.

La famiglia della bambina è di origine peruviana. Al netto di indiscrezioni o speculazioni mediatiche, al momento non sono emersi rapporti tesi tra questa e altre famiglie o gruppi all’interno della residenza. Katherine Alvarez, madre della piccola ha rilasciato un’intervista al quotidiano Il Messaggero a un mese dalla scomparsa. “Percepisco che Kata è ancora viva. Però ci sentiamo abbandonati, avvertiamo l’indifferenza dell’Italia. Ho l’impressione che non si stia facendo abbastanza per ritrovarla e che nei primi giorni si sia perso tempo prezioso a cercarla inutilmente nell’hotel”. La donna non esclude che “magari  l’hanno portata all’estero. Per questo voglio che la sua foto venga condivisa anche fuori dall’Italia. Io mando la foto di Kata alle mie amiche, che la mandano a loro conoscenti in Francia o in Germania. In più la diffondiamo su internet. Ci sta che, se finora non l’hanno trovata qui, possa essere stata portata in un altro Paese. Devo pensare a tutto”.

Per la donna, lo sbaglio degli investigatori è stato quello commesso nei primi giorni: “Hanno perso 10-11 giorni a cercare sempre nell’hotel, quando si sapeva sin dal primo giorno che non era lì. Da parte dell’Italia sento una grandissima indifferenza da parte di tutti. Non so se dipende dal fatto che siamo stranieri. Nessuno si è avvicinato a me, a dirmi cosa fare. Nessuno di importante, nemmeno il sindaco. Ho solo l’aiuto del mio avvocato. Mi sono rivolta direttamente alla Meloni. Non capisco perché proprio mia figlia. Non conoscevo quasi nessuno lì dentro, né ho mai avuto grandi litigi”.

10 Luglio 2023

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