Accusato di corruzione

Minenna torna libero, annullato l’arresto dell’ex direttore delle Dogane: colpo all’inchiesta sulle mascherine

Giustizia - di Redazione - 7 Luglio 2023 alle 13:23 AGGIORNATO IL 7 Luglio 2023 alle 16:43

Minenna torna libero, annullato l’arresto dell’ex direttore delle Dogane: colpo all’inchiesta sulle mascherine

Ordinanza annullata e dunque scarcerazione. Marcello Milena, direttore delle Dogane e assessore in Calabria, torna libero e lascia gli arresti domiciliari grazie alla decisione del Tribunale della libertà di Bologna di annullare l’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip di Forlì nei confronti di Milena, ai domiciliari dal 22 giugno scorso.

Ex direttore dell’Agenzia delle dogane e recentemente scelto come assessore all’Ambiente dalla giunta guidata da Roberto Occhiuto e dal centrodestra in Calabria, Minenna era stato arrestato per il coinvolgimento in una indagine su una presunta truffa milionaria sulle mascherine durante il periodo dell’emergenza Covid-19.

In particolare, secondo l’accusa della procura di Forlì, Minenna aveva siglato un “pactum sceleris” con l’imprenditore ed ex parlamentare della Lega Gianluca Pini: quest’ultimo avrebbe promesso a Minenna di accreditarlo all’interno della Lega in modo che venisse considerato un “uomo di  partito” e promettendogli così la conferma della nomina a direttore dell’Agenzia delle Dogane a seguito del cambio del governo, da quello Draghi a quello Meloni.

Per il giudice del Riesame, evidentemente, l’impianto accusatorio nei confronti di Minenna, accusato di corruzione, non è così solido: da qui la decisione di invalidare l’ordinanza rispetto alla posizione di Minenna.

Lo evidenziano gli avvocati dell’ex numero uno delle Dogane, Gianluca Tognozzi e Roberto D’Atri: “Non era corretta la competenza territoriale della Procura né erano fondati gli elementi della misura restrittiva come andavano esclusi quelli indiziari dell’accusa”, spiega D’Atri al Corriere della Sera, che col collega aveva chiesto al Riesame la revoca della misura cautelare sia per i profili riguardanti l’inquinamento probatorio sia per la reiterazione del reato che erano stati indicati dal gip di Forlì.

La Procura ha costruito questa accusa su alcuni testimoni che avevano palese animosità nei confronti del nostro assistito”, spiega il legale di Minenna.

di: Redazione - 7 Luglio 2023

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