L'alleato di Putin

Chi l’ha visto Prigozhin? Lukashenko: “È a San Pietroburgo non in Bielorussia”

Il mistero del capo della Wagner sparito dopo il caos del fantomatico golpe. Il Cremlino: "Non abbiamo né la possibilità né la voglia di seguire i movimenti di Prigozhin"

Esteri - di Redazione Web - 6 Luglio 2023 alle 13:39

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Chi l’ha visto Prigozhin? Lukashenko: “È a San Pietroburgo non in Bielorussia”

Prigozhin non è in Bielorussia. “Si trova a San Pietroburgo”, ha dichiarato il presidente bielorusso Alexander Lukashenko citato da Belta. Proprio l’alleato di ferro del presidente russo Vladimir Putin aveva trattato con il capo della Wagner nei giorni del caos, del fantomatico golpe interrotto a 200 chilometri da Mosca definito in seguito dallo stesso Prigozhin una “Marcia della Giustizia”, lanciata contro lo scioglimento della milizia nelle fila dell’esercito deciso al Cremlino. Due le opzioni proposte ai mercenari del “cuoco” di Putin, secondo quanto era emerso: o l’integrazione nell’esercito o in Bielorussia. Si era scritto che Prigozhin era dalle parti di Minsk, la conferma però non era mai arrivata. Il “cuoco” si è fatto vivo con un paio di registrazioni in cui però non precisava la sua posizione. Le dichiarazioni di Lukashenko sono un ulteriore tassello nel mistero della milizia che Putin ha utilizzato in tutti gli scenari di crisi nel mondo negli ultimi anni.

“Dov’è questa mattina? Forse è andato a Mosca in mattinata”, ha dichiarato Lukashenko. Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, citato dalla Tass, ha detto che “non abbiamo né la possibilità né la voglia di seguire i movimenti di Prigozhin”. Il quotidiano più vicino al Cremlino, Izvestia, ha intanto pubblicato foto e video scattate nella casa di San Pietroburgo di Prigozhin. Una dimora lussuosa ricca di armi, mitragliatori fuori serie, denato in contante, un martello gigante, un alligatore impagliato, icone preziose e tutta una serie di fotografie dello stesso capo della milizia con parrucche, travestito. Secondo diversi osservatori un’operazione mediatica per rendere Prigozhin ridicolo e per restituire l’immagine di un uomo privilegiato e lontano dal popolo.

Sulla Wagner il Presidente della Bielorussia ha detto che trattandosi di “una società russa”, “la domanda non è chiaramente rivolta a me”. E ancora: “Per quanto ne so i combattenti sono nei loro campi”. Quali campi? La Duma aveva escluso che la Wagner potesse tornare di nuovo al fronte in Ucraina. Lo stesso Prigozhin nell’ultimo audio di 40 secondi aveva però annunciato un ritorno al fronte e assicurato “nuove vittorie al fronte in un prossimo futuro”. La milizia contava quasi cinquantamila soldati ben addestrati ed equipaggiati. Non è escluso che i mercenari si trovino in Russia.

“Non vedo assolutamente alcun rischio dall’impiego del Gruppo Wagner” in Bielorussia, ha aggiunto Luakashenko sottolineando che il presidente ucraino “Zelensky ha finalmente capito che non vincerà questa guerra” e che “questo contrattacco non porterà a nulla se non alla morte di migliaia e migliaia di persone”. Soltanto ieri Zelensky era tornato invece a rivendicare i successi delle forze di Kiev sul campo. E aveva aggiunto: “Putin è debole, il suo potere si sta sgretolando. La settimana scorsa è stata difficile ma facciamo progressi. Il conflitto finirà quando prenderemo la Crimea“. La notte scorsa la Russia è tornata a colpire con i missili Leopoli, nell’ovest dell’Ucraina, mentre la tensione resta alta nei pressi della centrale nucleare di Zaporizhzhia mentre Kiev e Mosca si rimpallano accuse su presunte prossime operazioni sulla centrale nucleare.

E invece secondo secondo Lukashenko Zelensky ha iniziato gradualmente a “sollevare le sue rivendicazioni contro coloro che hanno spinto l’Ucraina in questa guerra”. Prima di tutto, rivendicazioni sotto forma di denaro e nuove armi. Lukashenko ritiene inoltre che il livello dello scontro in Ucraina aumenterà, perché Kiev dispone ancora di notevoli riserve strategiche. Il prossimo 11 luglio è in programma a Vilnius, in Lituania, il vetice Nato. Per il Presidente bielorusso entro quella data gli ucraini “dovrebbero dimostrare qualcosa”.

6 Luglio 2023

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