Cinema
A George Clooney il Leone d’Oro alla carriera della Mostra di Venezia: “Significa anche che sto invecchiando”
Il commento dell'attore, tra i più popolari della sua generazione: "Onore immenso, è senza dubbio il mio festival preferito". Si terrà dal 2 al 12 settembre
Cinema - di Redazione Web
Andrà a George Clooney il Leone d’Oro alla carriera che verrà assegnato alla prossima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. “Ho vissuto tantissimi momenti straordinari a Venezia. La Mostra è senza dubbio il mio festival preferito, e ricevere il Leone d’Oro è un onore immenso. Probabilmente significa anche che sto invecchiando, ma va bene così”. La decisione è stata presa dal cda della Biennale dietro proposta del direttore artistico Alberto Barbera.
Si può affermare che si tratti di uno degli attori più popolari della sua generazione: esploso grazie al ruolo del pediatra Douglas “Doug” Ross nella serie televisiva E. R. – Medici in prima linea, aveva sbancato al cinema grazie al primo capitolo della trilogia Ocean’s Eleven – Fate il vostro gioco. A seguire le due nomination ai Premi Oscar nella sezione miglior regista e miglior sceneggiatura originale per Confessioni di una mente pericolosa e Good Night, Good Luck. La statuetta sarebbe arrivata con Syriana, al miglior attore come protagonista, nel 2006 e nel 2013 per il miglior film per la produzione di Argo. Altre tre nomination sarebbero arrivate per Michael Clayton, Tra le nuvole, Paradiso Amaro, Le idi di marzo.
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Clooney è diventato uno dei volti più popolari al mondo di Hoolywood. Personaggio di copertina e volto pubblicitario, è stato legato ad altri personaggi del jet set come le attrici Kelly Preston e Talia Balsam, le modelle Lisa Snowdon e Sarah Larson, l’ex velina e showgirl italiana Elisabetta Canalis. È legato all’Italia anche da quattro ville di proprietà negli Stati Uniti. Dal 2014 è sposato con l’avvocatessa Amal Alamuddin, con la quale si è unito a Venezia. Da attivista si è speso in iniziative per la risoluzione del conflitto in Darfur e per il terremoto che ha colpito Haiti nel 2010. Dal 2008 è uno dei Messaggeri di Pace delle Nazioni Unite. È sostenitore del Partito Democratico degli Stati Uniti.
L’83esima edizione del festival del cinema di Venezia si terrà dal 2 al 12 settembre. Barbera ha dichiarato, argomentando l’assegnazione, come Clooney “nella sua triplice veste di attore, regista e produttore, George Clooney è un artista completo e carismatico, appassionato e originale, avendo saputo trasformare una vocazione profonda in una delle parabole più luminose del cinema contemporaneo. Un avvio di carriera vissuta senza scorciatoie, grazie a piccole parti in telefilm e B-movie sino al grande successo ottenuto come protagonista della serie ER, hanno plasmato un attore capace di abitare lo schermo con una naturalezza disarmante, conferendogli il dono di far sembrare i suoi personaggi non solo credibili ma desiderabili, vicini e umani, grazie anche ad un fascino innegabile. Ma quello di Clooney è un carisma costruito sulla credibilità, non sull’immagine, perché il suo lato seduttivo non è mai stato solo estetico”.
“Perfetta combinazione di glamour da star di altri tempi, grande professionalismo e sensibilità moderna, l’attore ha attraversato i generi con versatilità preziosa: i film di guerra con Three Kings e Syriana, il thriller con Michael Clayton, la commedia sofisticata con Ocean’s Eleven e Fratello dove sei?, la fantascienza con Gravity e Solaris, la commedia agrodolce con Paradiso amaro, Tra le nuvole e Jay Kelly. In ciascuno di questi film ha modulato il suo registro senza mai tradire se stesso: ironico e malinconico, affascinante e riflessivo, brillante e capace di profondità inaspettate. Così come nei nove film realizzati quando ha deciso di passare dietro la macchina da presa, che rivelano un’idea esigente e generosa di cinema. Confessioni di una mente pericolosa, Good Night and Good Luck, Le idi di marzo, Suburbicon, sono esempi di film ricercati, ambiziosi, fuori dalle regole e dalle convenzioni del cinema hollywoodiano, nei quali si riflette l’altra sua vocazione, quella per l’impegno sociale e umanitario che contribuisce a farne una figura di assoluto rilievo nell’universo dello spettacolo contemporaneo”.