L'offensiva di Mosca
Raid russi su Kiev, almeno 17 morti negli attacchi sulla capitale: Zelensky chiede agli Usa licenza per i Patriot
L’ennesimo enorme attacco aereo su Kiev. La capitale dell’Ucraina è tornata nel mirino dell’esercito russo che, nella notte tra mercoledì e giovedì, ha compiuto un pesante raid con missili e droni: il bilancio provvisorio è di almeno 17 morti e circa 90 feriti a causa dei bombardamenti che hanno distrutto diversi edifici nella capitale, in quello che è il più grande attacco russo su Kiev da oltre due settimane.
Attacco che era noto all’intelligence e alla difesa ucraina, che però non è riuscita ad impedire quanto accaduto nella notte. Lo aveva anticipato lo stesso Volodymyr Zelensky mercoledì, durante una visita a Dublino, in Irlanda: in una conferenza stampa aveva annunciato l’interruzione della sua visita e il ritorno in Ucraina, perché aveva ricevuto informazioni di intelligence sulla preparazione di un massiccio attacco russo.
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Nel mirino dei missili e droni russi, come denunciato dal capo dell’amministrazione militare a Kiev Tymur Tkachenko, sono finite zone residenziali della città, come già capitato numerose volte in passato: il Cremlino notoriamente giustifica i suoi attacchi parlando di raid contro “obiettivi militari ucraini”. I bombardamenti russi hanno provocato diversi incendi nella capitale dove, ha spiegato il sindaco Vitali Klitschko, i raid hanno danneggiato un edificio nel centro città che ospitava un’ambulanza e operava da pronto soccorso. “Cinque operatori sanitari sono rimasti feriti nel quartiere di Shevchenkivskyi. Uno di loro, un paramedico, è in condizioni critiche”, ha precisato il primo cittadino di Kiev su Telegram.
Dopo l’offensiva notturna sulla capitale, il presidente Volodymyr Zelensky è tornato a fare appello agli alleati occidentali per rafforzare le difese aeree dell’Ucraina con forniture militari tramite il programma Purl e soprattutto con le licenze per la produzione in loco di sistemi come l’americano Patriot per contrastare i missili balistici russi. Solo così, ha detto, “potremo fermare la guerra”. Cinque dei morti erano residenti della regione di Kharkiv, tra cui un bambino, e due nella regione di Kiev, dove sono state colpite anche infrastrutture civili, con i russi che “hanno colpito anche le regioni di Sumy, Dnipro, Zaporizhzhia e Cherkasy”. “Le nostre difese aeree sono riuscite ad abbattere un numero significativo di velivoli d’attacco, ma non tutti – ha ammesso Zelensky – la fornitura di sistemi di difesa aerea all’Ucraina è una priorità assoluta e una questione cruciale”. “È particolarmente importante che i nostri accordi sulla produzione di missili anti-balistici procedano verso l’attuazione”, ha dichiarato il leader di Kiev, “contiamo inoltre molto sulla decisione degli Stati Uniti in merito alle licenze per i missili Patriot e ad altre collaborazioni: è questo che può fermare la guerra e attacchi simili. Grazie a tutti coloro che sono al fianco dell’Ucraina, del nostro popolo e della nostra vita”.
La risposta dell’Europa arriva invece tramite l’Alto rappresentante della Politica estera Kaja Kallas. L’ex premier estone ricorda che “le parole di condanna da sole non fermeranno gli attacchi su Kiev. Solo un sostegno militare per l’Ucraina e una pressione accresciuta su Mosca possono farlo”. Per questo in giornata Kallas proporrà di sanzionare “ulteriori entità che sostengono il complesso militare-industriale russo in risposta agli attacchi. Più Mosca attacca i civili, più sanzioni devono essere imposte. Continuiamo ad aumentare i costi finché la Russia non capirà che non può vincere”.