Il profilo
Chi è Ermolaev, oligarca ucraino vittima dell’attentato a Monaco: sanzionato da Zelensky, nel Principato come “rifugiato Vip”
Un personaggio ambiguo, influente, tra i più ricchi dell’Ucraina post-sovietica. È questo il profilo di Vadim Ermolaev, l’oligarca vittima di un attentato dinamitardo nel Principato di Monaco, dove vive da anni assieme alla moglie e al figlio 13enne: Ermolaev, 58 anni, e la moglie, sono in pericolo di vita per le conseguenze della deflagrazione dell’ordigno che era stato nascosto dall’attentatore all’interno di uno zaino lasciato nell’atrio dell’edificio tra Boulevard d’Italie e Rue du Révérend Père Louis Frolla.
Proprio per la sua vita nel Principato i media ucraini avevano definito Ermolaev e altri paperoni nazionali come il “Battaglione Monaco”, mentre a Monaco era considerato un “rifugiato Vip“. È in Costa Azzura che Ermolaev aveva stabilito la sua residenza dopo l’addio all’Ucraina: a partire dal 2017 l’imprenditore aveva rinunciato alla cittadinanza ucraina per assumere esclusivamente quella cipriota, un cambio di passaporto formalizzato due anni più tardi facendo sì che il suo nome non comparisse più nei recenti registri dei contribuenti o nei patrimoni censiti come nazionali a Kiev.
Rapporti, quelli col governo ucraino e con Volodymyr Zelensky, che definire pessimi è un eufemismo. Dal dicembre del 2023 Ermolaev è sottoposto a sanzioni con un decreto del Consiglio di sicurezza nazionale: il provvedimento, della durata di 10 anni, impone tra le altre cose il congelamento totale degli asset finanziari. L’accusa nei confronti dell’imprenditore riguarda le sue condotte illecite in Crimea: è nella regione ucraina sotto occupazione russa e dal 2014 annessa illegalmente da Mosca dopo un referendum farsa che le aziende di Ermolaev continuava a vendere propri prodotti, in particolare alcolici, nonostante il divieto imposto dal governo ucraino. Ermolaev ha sempre respinto ogni addebito, negando qualsiasi legame con la Crimea e col Cremlino.
Quanto alle origini delle sue fortune, secondo la sua biografia Ermolaev lega la sua ascesa finanziaria alla fondazione del colosso industriale Alef e della sua divisione immobiliare Alef Estate, che cambia il volto della sua città natale Dnipro. Quindi i suoi interessi spaziano ancora, affermandosi anche nel settore dei beni di largo consumo: nel 2004 la multinazionale Procter & Gamble rilevò gli asset della sua azienda Olvia Beta, che all’epoca deteneva oltre il 40% del mercato ucraino dei prodotti per la casa. Infine gli interessi anche nel settore dell’agricoltura, della metallurgia e nel bancario. Qui vi sono altre ombre: Ermolaev è stato comproprietario dell’istituto di credito estone Versobank, liquidato nel 2018 dalle autorità europee per gravi violazioni delle norme antiriciclaggio. Prima della guerra in Ucraina Forbes stimava il suo patrimonio a 220 milioni di dollari, e lo metteva al 23° posto nella classifica dei 100 più ricchi dell’Ucraina.
Controversie che riguardano anche il figlio, il 35enne Artur Ermolaev, condannato in Estonia per aver promosso e guidato un’estesa organizzazione criminale transnazionale. In particolare il rampollo avrebbe gestito una fitta rete di call center fraudolenti dislocati in Ucraina, attraverso i quali venivano orchestrate truffe telefoniche ai danni di ignari cittadini europei: il giro d’affari era stimato in circa 100 milioni di euro.