La rubrica Sottosopra

Cambiamento climatico, sappiamo tutto dal 2007 ma il profitto ci ha imposto il suicidio

Vent’anni fa la comunità scientifica ci diede l’aut aut: o green o rovina. Ma le destre e le lobby, fino a Trump e Meloni, ci hanno deportato in un inferno

Editoriali - di Mario Capanna

27 Giugno 2026 alle 16:00

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AP Photo/Andrew Medichini
AP Photo/Andrew Medichini

Il cambiamento climatico è reale. Più a lungo aspettiamo, più difficile sarà risolvere il problema.
(J. Kerry)

Una eccezionale ondata di calore sta opprimendo l’Italia, i Paesi mediterranei e persino quelli nordeuropei. Siamo portati a pensare: è normale, a cavallo del solleone. Non è così, ci dicono, allarmati, i meteorologi: mentre la fiammata africana si esaurisce di solito in una settimana, questa dura circa il doppio. È un risultato esasperante dei mutamenti climatici. Dei quali, avrete notato, non si parla più, tutti presi da guerre, riarmo e altre follie. Reazione irresponsabile, indotta dai governi miopi, negazionisti e mentitori. Capofila, come al solito, gli Usa: Trump ha stabilito che le alterazioni climatiche non esistono (gli esperti che dimostrano il contrario sono “stupidi”) e dunque via libera ai combustibili fossili, non solo gas e petrolio, ma anche il carbone. È la strada per passare dal male al peggio. Infatti: l’anidride carbonica immessa nell’atmosfera, dopo avere superato la “soglia psicologica” delle 400 parti per milione, quest’anno è arrivata al nuovo record di 431 ppm.

Non prendendo provvedimenti conseguenti, la tendenza è a salire: proprio quanto sta avvenendo. Un recente rapporto Ue riconosce che “le temperature crescono più del previsto”. Bene il rilievo, ma sul che fare afasia, come al solito. I 2500 scienziati, che per conto dell’Onu redassero il rapporto sui mutamenti del clima, già nel 2007 consegnarono all’umanità un messaggio inequivocabile. Rilevato che “il 90 per cento dei mutamenti atmosferici è causato dall’uomo”, ammonivano: “Si avvicina il giorno in cui il riscaldamento del clima sfuggirà a ogni controllo. Siamo alle soglie dell’irreversibile”. Per scongiurare il superamento del punto di non ritorno, gli scienziati ci raccomandavano di tenere presente che “non è più il tempo delle mezze misure”, e ci affidavano tre indicazioni imperative: “È il tempo dalla rivoluzione delle coscienze, della rivoluzione dell’economia, della rivoluzione dell’azione politica”. Da notare che le conclusioni degli esperti furono formulate all’unanimità, risultato non scontato in ambito scientifico. Passati vent’anni, delle tre rivoluzioni, indicate come imprescindibili per la sopravvivenza umana, naturalmente non si è vista traccia. Si è andati avanti con la cecità dei beoti, come se la insidiosa questione non ci riguardasse. Le tre rivoluzioni presuppongono un compito colossale e decisivo: occorre cambiare il modo di pensare, di produrre e di consumare, di agire politicamente. Un cambiamento simultaneo e globale, niente di meno. La politica oggi prevalente ha come una vocazione suicida. Anziché educare i cittadini a prendere coscienza della minaccia esiziale che ci sovrasta, si programma in base ai sondaggi, parlando alle pance anziché ai cervelli, ritenendolo il miglior modo per raccattare voti. L’irresponsabilità come autoaffermazione nichilista.

È ormai evidente che i danni prodotti dai mutamenti climatici – tra ondate di calore, siccità, incendi, alluvioni, frane ecc. – sono ingenti. L’Eea (l’Ente europeo per l’ambiente) documenta come, tra il 1980 e il 2023, gli eventi meteo climatici hanno causato 783 miliardi di perdite economiche, oltre le molte vite umane spezzate, di cui circa 162 miliardi solo negli ultimi tre anni. Per quanto riguarda l’Italia l’alluvione in Emilia Romagna del 2023 ha provocato danni per circa 8,5 miliardi. E quali saranno gli effetti della siccità estiva e delle prossime piogge autunnali? Tutto questo non fa rinsavire la politica, ormai sempre più trasformata in “politika”. Il governo Meloni ha deciso di rilanciare il nucleare in campo energetico. Illusione, come ha sostenuto il premio Nobel Giorgio Parisi. Egli ha mostrato come i reattori nucleari di quarta generazione esistono solo in fase sperimentale e non sono in grado di fornire una risposta concreta ai bisogni energetici dell’Italia. L’alternativa valida, sostiene Parisi, sono le energie sostenibili e rinnovabili, in particolare quella solare, insieme al potenziamento della rete elettrica e dei sistemi di accumulo. Questa è la strada più “conveniente” anche dal punto di vista economico. Parlare di tragedia del clima non è né enfatico né esagerato. Dobbiamo avere ben presente che, anche cominciando seriamente a ridurre i fattori inquinanti, le conseguenze nefaste dei mutamenti climatici dureranno per decenni, se non per secoli. È a questo punto che ci ha portato la logica del profitto onnivoro. Prendere coscienza del pericolo estremo, che si somma a quello delle armi nucleari, è il presupposto essenziale per evitare la catastrofe. Affinché la specie umana sopravviva.

N. B. Usa e Israele devono riconoscere lo Stato palestinese.

27 Giugno 2026

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