La crisi dell'auto

Volkswagen taglierà fino a 100mila posti, l’indiscrezione scuote l’automotive: “Situazione difficile, non è una novità”

La notizia del settimanale Manager Magazin. Il portavoce del governo: "Cerchiamo di evitare ogni chiusura di stabilimenti, ma sono decisioni delle aziende". La riorganizzazione e i tagli

Economia - di Redazione Web

26 Giugno 2026 alle 17:23

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FILE – In this April 13, 2018 file photo, Volkswagen logo is pictured in front of a company building in Wolfsburg, Germany. (AP Photo/Michael Sohn, File) Associated Press/Lapresse Only italy and spain
FILE – In this April 13, 2018 file photo, Volkswagen logo is pictured in front of a company building in Wolfsburg, Germany. (AP Photo/Michael Sohn, File) Associated Press/Lapresse Only italy and spain

Non cinquantamila posti di lavoro in meno entro il 2030 per ridurre i costi a fronte della forte concorrenza della Cina, della domanda stagnante in Europa e delle tariffe statunitensi ma almeno il doppio: appare ancora più netto, a dir poco epocale il taglio che Volkswagen starebbe preparando per una ristrutturazione aziendale senza precedenti. 100mila posti. A riportare la notizia, ancora un’indiscrezione, il settimanale Manager Magazin che cita fonti interne allo storico gruppo. Quello che è certo è che il gruppo ha intrapreso una profonda trasformazione.

Non un caso isolato: la combinazione tra transizione energetica, competizione con il colosso cinese e costi più elevati stanno rivoluzionando tutto il settore automotive. Al 2025 i posti di lavoro si erano attestati a 662.900 unità, in calo del 2%, mentre i precedenti accordi sindacali prevedevano un taglio di 35mila dipendenti. Per vendite il gruppo resta secondo tra i costruttori a livello mondiale, con nove milioni di veicoli venduti dietro Toyota con undici.

Il portavoce del governo tedesco, Sebastian Hille, in conferenza stampa, ha ribadito di non commentare “informazioni basate su indiscrezioni di stampa” ma “cerchiamo di evitare ogni chiusura di stabilimenti in Germania, creando condizioni favorevoli per una grande economia industriale. Ma alla fine si tratta di decisioni delle aziende, che devono essere prese secondo criteri economici. Sappiamo che queste decisioni devono essere prese in dialogo con le parti sociali. Questo è il nostro punto di vista”. E inoltre “non è una novità che in Germania ci troviamo in una situazione economica attualmente molto impegnativa, per non dire difficile. Per questo il governo federale ha fatto della competitività un punto centrale del proprio lavoro”.

Lo scorso marzo l’amministratore delegato Oliver Blume, in una lettera inviata agli azionisti, aveva comunicato: “Abbiamo realizzato risparmi per un miliardo nel 2025 e siamo sulla strada giusta per raggiungere il nostro obiettivo di risparmiare oltre 6 miliardi di euro annui in tutto il gruppo entro il 2030”. E invece, secondo il settimanale, lo stesso Blume avrebbe presentato al consiglio di azionisti un piano per il rilancio del marchio senza indicare un numero definitivo di esuberi.

Il piano sarebbe stato presentato in cda questa settimana e sarà discusso nel consiglio di sorveglianza il prossimo 9 luglio. Il progetto prevedrebbe inoltre la chiusura di quattro stabilimenti nel medio termine: quelli Volkswagen di Hannover, Zwickau ed Emden e l’impianto Audi di Neckarsulm, con la cessazione della produzione al termine del ciclo di vita degli attuali modelli. Gli investimenti verrebbero ridotti di circa il 15% in cinque anni portandoli a 130 miliardi di euro. La riorganizzazione riguarderebbe anche lo scorporo del marchio Volkswagen e della divisione Componenti in società separate.

26 Giugno 2026

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