Espulsioni e detenzione, il sì del Parlamento Ue
L’Europa vota remigrazione, i Popolari vanno con i nazisti e sconfessano Papa Leone
Il voto in Europa avviene a 24 ore dal pronunciamento esplicito della Chiesa cattolica. Contro la remigrazione, che è una politica fondata in modo dichiarato su principi di tipo xenofobo e razzista
Politica - di Piero Sansonetti
L’Europa democratica, quella delle origini (e poi quella di Mitterrand, di Schmidt, di Craxi, di Kohl e della Merkel) è stata pesantemente sconfitta. Forse è scomparsa. Il parlamento europeo ha votato sulla remigrazione (cioè sull’espulsione dei profughi) e ha vinto in modo schiacciante una maggioranza guidata dai partiti di estrema destra e filonazisti, che ha fagocitato anche i popolari. La componente democratica del Parlamento ( i verdi, i socialisti, le sinistre e parte dei liberali) è finita in minoranza. Il risultato parla chiaro: 418 contro 218. L’Europa democratica non c’è più.
Il provvedimento prevede l’uso di campi di concentramento in paesi terzi per la cacciata dei migranti dall’Europa, e la possibilità di tenerli prigionieri, anche se non hanno commesso nessun reato, fino a due anni e mezzo. Nelle stesse ore nelle quali in Europa avveniva questo ribaltone, che oltretutto cancella l’attuale maggioranza che sostiene la commissione, in Italia la Camera votava la leggina che prevede il premio (circa 600 euro) agli avvocati che accettano di rinunciare alla difesa dei richiedenti asilo e li convincono ad accettare l’espulsione. In questo caso si tratta di una misura che cancella i principi più elementari del diritto, abrogando alla radice i doveri della difesa e calpestando e irridendo l’etica professionale degli avvocati. Il voto in Europa avviene a 24 ore dal pronunciamento esplicito della Chiesa cattolica. Contro la remigrazione, che è una politica fondata in modo dichiarato su principi di tipo xenofobo e razzista. Il papa, senza mezzi termini, proprio l’altro ieri, aveva espresso la sua condanna. Il partito popolare, di origini cristiane e democristiane, ha compiuto la scelta di rompere con la cultura e la tradizione cristiana e con la dottrina del Vaticano, e di scegliere l’alleanza coi partiti piccoli o grandi di fede neonazista.
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Per l’Europa è una svolta. Che ieri sera è stata rivendicata in modo esplicito e trionfale dalla premier italiana Giorgia Meloni: “Avevamo promesso agli italiani che avremmo difeso i confini e che avremmo cambiato l’Europa e l’abbiamo fatto con coraggio, pazienza e determinazione”. Difficile darle torto. Gli sbarchi si sono ridotti e sono enormemente aumentati i morti in mare (grazie alla riduzione dei soccorsi) e l’Europa non è più quella dei padri fondatori ma sta rischiando un processo di fascistizzazione. Le sue componenti socialiste cristiane e liberali sono in rotta.