Accordo vicino?

Trump annuncia la pace con l’Iran, la “vittoria” della guerra e lancia bordate contro Europa e G7: cautela da Teheran

Esteri - di Carmine Di Niro

12 Giugno 2026 alle 10:30

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Leon Neal, Pool via AP
Leon Neal, Pool via AP

La trentanovesima sarà quella giusta? Donald Trump è tornato ad annunciare la fine delle ostilità nel Golfo Persico contro l’Iran. Nella serata di giovedì il leader della Casa Bianca ha annunciato di aver posto fine alla guerra sottolineando che “l’intesa” con Teheran “è praticamente fatta”.

Secondo Trump la Repubblica Islamica “ha accettato di non dotarsi mai di armi nucleari, una condizione su cui abbiamo insistito. Era proprio questo l’obiettivo, era il 95% della questione”. Secondo Axios, media statunitense sempre ben informato sulle trattative, una possibile cerimonia di firma di un “memorandum di intesa” tra Washington e Teheran potrebbe avvenire “nei prossimi giorni” a Ginevra. Già giovedì quattro aerei C-17 statunitensi sono decollati per l’Europa nella giornata di ieri, trasportando “materiale per un possibile viaggio” del vicepresidente Usa JD Vance, che Donald Trump ha indicato come la figura incaricata di firmare l’accordo preliminare.

Ma cosa sarebbe previsto dall’accordo? Il memorandum, spiega ancora Axios, estenderebbe l’attuale cessate il fuoco di 60 giorni, avviando al contempo negoziati per un accordo più ampio relativo al programma nucleare iraniano. Il regime iraniano si impegnerebbe a non sviluppare armi nucleari e ad affrontare le preoccupazioni relative alle proprie scorte di uranio arricchito, ma misure concrete riguardanti il nucleare iraniano sarebbero oggetto di un accordo separato e più dettagliato. Intesa che prevede la riapertura immediata dello Stretto di Hormuz, senza l’applicazione di tariffe di transito, e mirerebbe a riportare i volumi di traffico marittimo ai livelli pre-bellici entro 30 giorni. Inoltre l’accordo garantirebbe all’Iran un allentamento graduale delle sanzioni internazionali contro il regime, subordinato al rispetto degli impegni assunti da Teheran. Inoltre nel memorandum sarebbero coinvolto anche l’altro scenario di guerra in Medio Oriente, il Libano dove l’Iran è presente tramite Hezbollah, il “partito di Dio” sciita duramente colpito da Israele da mesi a questa parte, provocando una crisi umanitaria nel sud del Paese. Nei termini dell’accordo è previsto che Israele ponga fine completamente all’offensiva contro Hezbollah in Libano, con lo stato ebraico che inoltre dovrebbe rinunciare a qualsiasi territorio conquistato nel sud del Paese ritirando il proprio esercito.

Un memorandum che resta però in sospeso, visto che da Teheran non arrivano conferme assolute di un via libera da parte del regime, ormai guidato dai Guardiani della rivoluzione e da un Ayatollah Khamenei che ad oggi non è mai apparso pubblicamente, neanche in video. A parlare per conto di Teheran è stato Esmail Baghaei, portavoce del ministero degli Esteri iraniano, sottolineando che la Repubblica Islamica “non ha ancora raggiunto una conclusione in merito. La questione è al vaglio delle istituzioni competenti e, qualora si giungesse a una conclusione, ne saremo informati”.

Sullo sfondo c’è poi l’ennesima bordata che arriva dalla Casa Bianca in direzione Bruxelles. Intervistato telefonicamente da Daniele Compatangelo per La7, Trump ha fornito messaggi sprezzanti nei confronti dei leader europei e del G7 rispetto alla crisi con l’Iran. Trump ha sostenuto che il sostegno degli alleati europei fosse “irrilevante”, rivendicando che gli Usa hanno raggiunto gli obiettivi senza il loro contributo. “Non avevamo bisogno del loro sostegno. Abbiamo vinto la guerra. Era in qualche modo irrilevante!”.

12 Giugno 2026

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