Aveva 56 anni

Addio a Marjane Satrapi, la fumettista autrice di “Persepolis”: “Morta di dolore per la scomparsa del marito”

Fu lei stessa a dirigere il film tratto dalla sua opera più famosa, premiato al Festival di Cannes. Da oltre vent'anni non tornava in Iran, viveva da esule in Francia

Cultura - di Redazione Web

4 Giugno 2026 alle 12:08

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Marjane Satrapi is applauded after receiving the Princess of Asturias Award for Communication and Humanities during the Princess of Asturias Awards ceremony in Oviedo, northern Spain, Friday, Oct. 25, 2024. (AP Photo/Miguel Oses) Associated Press/LaPresse
Marjane Satrapi is applauded after receiving the Princess of Asturias Award for Communication and Humanities during the Princess of Asturias Awards ceremony in Oviedo, northern Spain, Friday, Oct. 25, 2024. (AP Photo/Miguel Oses) Associated Press/LaPresse

Pochi altri prodotti culturali che hanno raccontato l’Iran avevano raccolto una popolarità e raggiunto un pubblico vasto quanto Persepolis. Qualche film di Abbas Kiarostami, per i cultori del film d’autore. Quelli di Jafar Panahi, che ha vinto l’ultima Palma d’Oro al Festival di Cannes con Un semplice incidente. Nessuno di questi però era riuscito ad arrivare all’opera più conosciuta della fumettista franco-iraniana Marjane Satrapi, morta a 56 anni. Da anni viveva da esule in Francia.

A dare l’annuncio la famiglia in una nota inviata all’agenzia di stampa francese AFP. “Marjane Satrapi è morta di dolore poco più di un anno dopo la scomparsa di Mattias Ripa, suo marito e l’amore della sua vita”. Satrapi era nata nel 1969 nella città di Rasht ma da ragazzina si era trasferita a Vienna, in Austria, per frequentare le scuole superiori. Cresciuta tra i racconti dello zio Anoosh, ex prigioniero politico comunista, coltivò da giovanissima le passioni per il cinema, i fumetti e la musica. Tornò a Teheran per andare all’università, si sposò e si trasferì in Francia nel 1994, dopo la fine del suo primo matrimonio.

Persepolis venne pubblicata tra il 2000 e il 2003 sulla rivista francese Collection Ciboulette, riscosse da subito grande successo e attenzione imponendosi come uno dei graphic novel più popolari e venduti al mondo. Satrapi era partita dalla storia della sua famiglia, dagli ideali progressisti e cosmopolitici, stretta tra il dispotismo monarchico dello Scìa e dall’oscurantismo islamico della Rivoluzione khomeinista. Già nel 2004 pubblico Pollo alle prugne, il suo secondo fumetto più popolare. Fu lei stessa a dirigere il film animato ispirato allo stesso Persepolis realizzato nel 2007, e premiato al Festival di Cannes, e altri film tratti dalle sue opere.

Subito solidale con le proteste del movimento “Donna, vita, libertà” aveva intitolato proprio così il fumetto pubblicato nel 2023, scritto con il politologo Farid Vahid, al reporter Jean-Pierre Perrin e allo storico Abbas Milani, e ispirato alla morte di Mahsa Amini, la 22enne morta mentre era sotto la custodia delle autorità a Teheran, perché non aveva indossato correttamente il velo. Aveva definito quel movimento una rivoluzione. “Gli uomini, per la prima volta, sono a fianco delle donne nella lotta femminista in corso nelle piazze dell’Iran, una lotta non tra sessi, ma di un popolo intero per la parità di diritti e la democrazia, di cui il peggior nemico è la cultura patriarcale”, aveva dichiarato all’AGI alla festa del cinema di Roma nel 2022.

Alla vita quotidiana, allo stesso tempo intima e politica, del suo Paese aveva dedicato la maggior parte della sua produzione. Caratteristico delle sue opere il segno distintivo, minimale, l’uso del bianco e nero, le frasi asciutte e incisive. Sul New York Times teneva una rubrica illustrata. Non tornava nel suo Paese da oltre vent’anni. “È un grande prezzo da pagare ma rischiare la vita per manifestare è un sacrificio molto più grande. Vedere ragazzi e ragazze insieme in strada a protestare mi dà speranza, anche se sono estremamente triste per tutta la violenza che stanno subendo”. Satrapi aveva da tempo una relazione con il produttore, autore e sceneggiatore svedese Mattias Ripa, morto nell’aprile del 2025 a 53 anni. Aveva raccontato il dolore in appena dieci post, gli unici rimasti sul suo profilo Instagram, pubblicati dal 21 aprile 2025 al 23 febbraio scorso. Sul profilo campeggiava la frase composta da diversi post: “For. I. Lost. The. Love. Of. My. Life”. Appena lo scorso febbraio in un post aveva annunciato la creazione della Fondation pour le cinéma Mattias et Marjane Ripa-Satrapi – Académie des beaux-arts.

 

4 Giugno 2026

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