L'offensiva simbolica
Droni ucraini su San Pietroburgo nel giorno della “Davos russa”: in fiamme terminal petrolifero, Putin promette ritorsioni
Uno smacco per la difesa russa e per il Cremlino. Poco prima dell’alba di mercoledì un massiccio attacco di droni ucraini ha colpito la città di San Pietroburgo, secondo centro per importanza della Federazione Russa che proprio oggi ospita il giorno di apertura del tradizionale Forum economico internazionale, la versione russa dell’appuntamento svizzero di Davos.
A San Pietroburgo sono attesi circa 20mila ospiti internazionali provenienti da 130 Paesi per confrontarsi nell’evento annuale, della durata di tre giorni, che prima del conflitto in Ucraina era il principale appuntamento della Russia per attirare investitori e aziende occidentali. Venerdì allo Spief è atteso anche il discorso del presidente russo Vladimir Putin.
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Come rivendicato dal leader ucraino Volodymyr Zelensky, nella notte le forze armate di Kiev hanno colpito “obiettivi importanti sul territorio della Russia”. Tra questi “il terminale petrolifero di San Pietroburgo” ma anche “obiettivi puramente militari nella base di Kronstadt”, dove vengono prodotti i droni russi utilizzati per colpire l’Ucraina. Nel mirino sarebbe finito in particolare lo stabilimento Progress, che produce apparecchiature per sistemi di controllo per l’aviazione e la tecnologia missilistica: la Michurinsky Plant “Progress” JSC è una grande impresa industriale specializzata in ingegneria meccanica ad alta tecnologia.
Le autorità russe hanno confermato gli attacchi subiti e riferito di diversi feriti provocati dai droni ucraini. Il governatore russo della città di San Pietroburgo, Alexander Beglov, ha dichiarato che “diverse” infrastrutture sono state danneggiate ma che non ci sono state vittime.
Gli abitanti di San Pietroburgo hanno pubblicato foto e video di forti esplosioni e di un vasto incendio mentre la città veniva attaccata da droni ucraini all’alba, con una enorme nube nera che ha avvolto la metropoli che conta su oltre 5 milioni di abitanti.

Non si è fatta attendere la reazione del Cremlino. Il portavoce del presidente, Dmitry Peskov, ha annunciato che la Russia continuerà le sue rappresaglie “sistematiche” agli attacchi ucraini. “Voglio ricordarvi la dichiarazione del ministero degli Esteri, che afferma che le nostre risposte saranno di carattere sistematico, e in effetti lo sono già”, ha detto ai giornalisti Peskov, citato dall’agenzia Interfax.