Test fallito

Razzo di Blue Origin esplode durante i test sulla rampa di lancio, il colpo all’immagine (e al portafogli) di Bezos

Esteri - di Redazione

29 Maggio 2026 alle 10:07

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Razzo di Blue Origin esplode durante i test sulla rampa di lancio, il colpo all’immagine (e al portafogli) di Bezos

La “guerra spaziale” tra Jeff Bezos e Elon Musk vede quest’ultimo, gran capo di SpaceX e uomo più ricco del pianeta, per il momento in largo vantaggio.

Nella notte italiana tra giovedì e venerdì un razzo di Blue Origin, l’azienda aerospaziale di Bezos, è esploso durante un test sulla rampa di lancio della base di Cape Canaveral, in Florida.

Bezos, noto principalmente come fondatore e proprietario di Amazon, il gigante dell’e-commerce, ha fatto sapere che tutto il personale coinvolto nel test è stato rintracciato e sta bene e che l’esplosione del razzo della sua compagnia di aerospazio è dovuta ad una “anomalia” durante il test hotfire, fase in cui i motori vengono accesi mentre il razzo è ancora a terra, non fornendo ulteriori dettagli.

Le immagini del lancio, ripreso in diretta della telecamere, mostrano effettivamente quello che appare un principio di incendio alla base del razzo nelle fase iniziale pre-lancio, seguito poi da una enorme esplosione e col razzo e la rampa di lancio avvolti da fumo e fiamme.

Il razzo esploso avrebbe dovuto portare nell’orbita terrestre bassa 48 satelliti di Amazon, che al momento della deflagrazione non erano ancora stati caricati: l’obiettivo della società è quello di costruire una propria rete satellitare per fornire connessioni ad Internet a banda larga nel mondo, anche in aree remote.

Si tratta di fatto del modello Starlink, altra azienda sempre del “rivale” Elon Musk: ad oggi però Starlink ha in orbita circa 10mila satelliti, potendo così servire circa 9 milioni di utenti globali.

Le conseguenze per Blue Origin, sul piano economico e infrastrutturale, sono tutt’altro che banali. L’esplosione ha danneggiato la rampa di lancio, l’unica a disposizione di Blue Origin per il New Glenn, cioè il razzo alto quasi 100 metri che deve il suo nome a John Glenn, il primo astronauta statunitense ad avere compiuto un volo orbitale intorno alla Terra nel 1962.

D’altra parte Bezos ha motivi per festeggiare. Il fondatore di Blue Origin ha recentemente ottenuto dalla Nasa il primo contratto per la costruzione della base lunare, scavalcando SpaceX di Musk. Il contratto iniziale da 188 milioni di dollari prevede la consegna dei primi rover lunari al polo sud della Luna, con un’opzione aggiuntiva da 280,4 milioni per due missioni successive.

di: Redazione - 29 Maggio 2026

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