La SDN degli USA

Francesca Albanese di nuovo nella lista degli Stati Uniti: la relatrice speciale per la Palestina sanzionata

Appena la settimana scorsa erano state revocate. Domani la presentazione di un nuovo rapporto sui territori occupati in Senato

News - di Redazione Web

28 Maggio 2026 alle 10:54

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La Relatrice speciale ONU per i territori palestinesi occupati Francesca Albanese nella sala stampa della Camera dei deputati in occasione della presentazione del nuovo Rapporto su Gaza dal titolo “Genocidio di Gaza: un crimine collettivo”, Roma, Martedì 3 Febbraio 2026 (Foto Roberto Monaldo / LaPresse) UN Special Rapporteur for the Occupied Palestinian Territories Francesca Albanese in the press room of the Chamber of deputies during the presentation of the new Report on Gaza entitled “Genocide in Gaza: a collective crime”, Rome, Tuesday February 3, 2026 (Photo by Roberto Monaldo /LaPresse)
La Relatrice speciale ONU per i territori palestinesi occupati Francesca Albanese nella sala stampa della Camera dei deputati in occasione della presentazione del nuovo Rapporto su Gaza dal titolo “Genocidio di Gaza: un crimine collettivo”, Roma, Martedì 3 Febbraio 2026 (Foto Roberto Monaldo / LaPresse) UN Special Rapporteur for the Occupied Palestinian Territories Francesca Albanese in the press room of the Chamber of deputies during the presentation of the new Report on Gaza entitled “Genocide in Gaza: a collective crime”, Rome, Tuesday February 3, 2026 (Photo by Roberto Monaldo /LaPresse)

Appena pochi giorni fa era stata tolta dalla lista, solo la settimana scorsa revocate le sanzioni anche se soltanto temporaneamente a Francesca Albanese, la relatrice speciale dell’ONU sulla Palestina che con le sue posizioni e i suoi dossier aveva assunto grande notorietà dopo l’operazione militare di Israele nella Striscia di Gaza provocata dagli attacchi di Hamas del 7 ottobre 2023. E invece la giurista è stata nuovamente inserita nella lista di persone sanzionate dagli Stati Uniti.

La settimana scorsa una giudice federale aveva giudicato i provvedimenti come una violazione del primo emendamento della Costituzione americana che sancisce la libertà di parola e di opinione. Il nome di Albanese compariva nella lista degli “Special Designated Nationals” (SDN) sul sito del dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti, individui cui vengono congelati i beni e che non possono intrattenere rapporti commerciali. Ad Albanese era stata negata la possibilità di ingresso negli USA e di condurre operazioni bancarie nel Paese.

Le sanzioni erano scattate nel luglio del 2025, quando l’amministrazione Trump l’aveva giudicata colpevole di “una campagna di guerra politica ed economica” contro Stati Uniti e Israele. Albanese aveva sostenuto le cause della Corte Penale Internazionale, che non è riconosciuta né da Washington né da Tel Aviv, e di aver minacciato l’interesse nazionale e la sovranità USA con le accuse alle aziende collegate ai massacri in corso nella Striscia di Gaza: Albanese ne aveva fatto un dossier, un rapporto contro società che avrebbero contribuito agli attacchi e alla distruzione. Il segretario di Stato Marco Rubio, annunciando le sanzioni, aveva accusato Albanese di aver “diffuso un antisemitismo sfacciato, espresso sostegno al terrorismo e aperto disprezzo per gli Stati Uniti, Israele e l’Occidente”.

L’ingiunzione preliminare di un giudice del District of Columbia, a Washington, aveva sospeso quelle sanzioni in virtù di una violazione del Primo Emendamento della Costituzione. A presentare il ricorso era stato il marito della relatrice speciale, Massimiliano Cali, per conto del figlio minorenne e cittadino statunitense. È stata proprio l’amministrazione Trump a muovere appello contro quella decisione e le sanzioni sono state ripristinate. Proprio domani è in programma nella Sala Caduti di Nassirya del Senato la presentazione dell’ultimo rapporto dell’inviata speciale sui territori occupati.

28 Maggio 2026

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