L'inchiesta e l'ex sottosegretario
Delmastro e il caso Bisteccheria, la Procura chiede le chat con Caroccia: l’imprenditore riciclava i soldi del boss Senese
Rischia di diventare una vicenda da contesa politica il caso “Bisteccheria d’Italia”, il locale romano in cui aveva investito l’ormai ex sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro.
La Procura di Roma che indaga sul ristorante e il suo proprietario-ombra, quel Mauro Caroccia indagato per riciclaggio e attualmente detenuto in carcere dove sta scontando una pena definitiva a 4 anni nell’ambito di una indagine sul clan Senese, di cui era prestanome, ha chiesto alla giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera di potere acquisire tutte le chat intercorse tra lo stesso Delmastro e Caroccia.
Conversazioni contenute nel telefono già sequestrato a Caroccia e all’esame dei carabinieri del Nucleo investigativo, che però hanno dovuto fermarsi di fronte ai messaggi Delmastro che, seppur non indagato, è coperto dall’autorizzazione a procedere necessaria per intervenire sui contenuti riguardanti un parlamentare della Repubblica.
Delmastro, assieme ad altri esponenti di Fratelli d’Italia piemontese, era stato azionista della società ‘Le 5 Forchette’ proprietaria del ristorante e di cui era formalmente amministratrice unica la figlia 18enne di Caroccia, Miriam.
Figlia e padre, che secondo la DDA di Roma avrebbero continuato a favorire il riciclaggio del boss camorrista Senese con la Bisteccheria, avevano descritto Delmastro come un “benefattore” intervenuto per aiutare la famiglia in un momento di difficoltà.
Quanto all’ex sottosegretario alla Giustizia, martedì ascoltato in audizione in Commissione parlamentare Antimafia, guidata dalla compagnia di partito Chiara Colosimo, Delmastro ha fornito la sua surreale versione dei fatti riguardanti il caso del ristorante romano di cui era socio. L’esponente del partito della premier Giorgia Meloni ha parlato di una “leggerezza politica e non giuridica”, rivendicando di aver “venduto” le sue quote appena scoperto dei precedenti e del profilo di Caroccia.
“La prima volta che cenai nel vecchio locale di Caroccia ci andai perché trovai chiuso il ristorante lì vicino dove sarei voluto andare. Trovai un ambiente simpatico e divertente e tornai altre volte. Poi, entrato in confidenza con lui, mi disse che avrebbe voluto aprire un ristorante più piccolo da affidare a sua figlia, quindi non vidi nessuna stranezza quando si trattò di intestare a lei la società”, il racconto di Delmastro in Commissione.