Calcio violento

Torino, violenze prima del derby della Mole con la Juventus: ultrà bianconero ferito gravemente, poi il ricatto allo stadio

Cronaca - di Redazione

25 Maggio 2026 alle 11:08

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Torino, violenze prima del derby della Mole con la Juventus: ultrà bianconero ferito gravemente, poi il ricatto allo stadio

Una ultima giornata di campionato da dimenticare, in campo come fuori. La Juventus chiude la stagione 2025/26 di Serie A fuori dai primi quattro posti in classifica che valgono la zona Champions League, mancando dunque la qualificazione alla coppa più importante del calcio europeo, mentre fuori dal rettangolo di gioco i suoi tifosi si rendevano protagonisti di gravi scontri.

È quanto successo nel pomeriggio di domenica a Torino, dove per l’ultima giornata di Serie A era atteso il derby della Mole tra bianconeri e granata. Scontri tra opposti gruppi organizzati delle tifoserie hanno preceduto la partita, poi terminata sul risultato di 2 a 2: il contatto tra ultras è avvenuto in piazzale San Gabriele di Gorizia, dove i tifosi della Juventus hanno ingaggiato una colluttazione con la polizia nel tentativo di avvicinarsi a via Filadelfia.

Sono volate bottiglie, pietre e torce verso la polizia, poi sono intervenuti gli ultrà della Curva Maratona: se in un primo momento la risposta è stata con cori e sfottò, senza forzare il cordone di forze dell’ordine, la situazione si è fatta poi incandescente e le due tifoserie sono entrate in contatto.

Il bilancio è di otto persone fermate dalla Digos e accompagnate in questura, con la loro posizione al vaglio degli inquirenti: sei agenti delle forze dell’ordine sono rimasti contusi. Ma soprattutto preoccupa la condizione di un ferito della Juventus, Marco Basoccu, ricoverato in terapia intensiva. Il 36enne, commercialista di famiglia piemontese che abita a Milano, è stato sottoposto domenica sera a un delicato intervento neurochirurgico per un severo trauma cranico rimediato nel corso degli scontri.

Basoccu, in città con il gruppo dei Viking di Milano, tra i gruppi più oltranzisti del tifo organizzato bianconero e storicamente vicini all’estrema destra, sarebbe stato ferito da “fuoco amico”, almeno secondo i primi accertamenti: a colpirlo probabilmente una bottiglia scagliata da un altro sostenitore della Juventus durante gli scontri con la polizia. Opposta la versione dei gruppi ultras, che parlano di un lacrimogeno scagliato ad altezza uomo.

Versione che conferma anche il padre del tifoso, Pierluigi, che si è precipitato a Torino domenica sera per stare vicino al figlio: “L’impatto è stato fortissimo e devastante e ho testimonianze dirette dei ragazzi che erano lì con lui: è stato un razzo lacrimogeno sparato ad altezza uomo. Mi sono indignato leggendo la versione di una bottiglia, quella al massimo provoca qualche punto di sutura. I medici hanno detto che l’impatto è stato fortissimo e c’è stata una grandissima sofferenza cranica”, le sue parole al Corriere della Sera.

Una versione che si è rapidamente diffusa anche all’interno dello stadio Olimpico di Torino, nel settore ospiti, con i tifosi della Juventus che a lungo hanno invocato il rinvio con sospensione della partita, e con la protesta che ha portato la tifoseria a lasciare gli spalti. Match che invece si è disputato, seppur con un ritardo di 60 minuti rispetto all’orario previsto e col via libera della Lega Serie A ricevuto dalla Questura: per protesta alla partita non hanno assistito i gruppi organizzati delle due tifoserie, usciti dallo stadio dopo aver rimosso tutti gli striscioni.

di: Redazione - 25 Maggio 2026

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