Il passo indietro e le polemiche

Frattasi si dimette da direttore dell’Agenzia per la cybersicurezza, lo strappo col governo e i “buchi” nei casi Uffizi-Almaviva

Politica - di Redazione

22 Maggio 2026 alle 11:03

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Frattasi si dimette da direttore dell’Agenzia per la cybersicurezza, lo strappo col governo e i “buchi” nei casi Uffizi-Almaviva

Scandali, inefficienze, mancanza di fiducia con i piani alti del governo. Si possono leggere così le dimissioni presentata giovedì da Bruno Frattasi, che ha lasciato l’incarico di direttore generale del’ACN, l’Agenzia per la cybersicurezza nazionale.

Scelta che non coglie di sorpresa Palazzo Chigi, col governo che ha già pronto il nome del sostituto che verrà nominato venerdì durante il Consiglio dei ministri: sarà Andrea Quacivi, già manager di rilievo nel settore dei servizi informati ed ex amministratore delegato della Società Generale di Informatica (Sogei).

Frattasi, che prima di guidare l’ACN aveva ricoperto l’incarico di capo dipartimento dei Vigili del fuoco e di capo di gabinetto al ministero dell’Interno, oltre che di prefetti di Roma tra il 2022 e il 2023, era stato nominato direttore dell’ACN nel 2023 in sostituzione di Roberto Baldoni, uno dei più importanti esperti di cybersicurezza in Italia

Il suo passo indietro arriva dopo mesi in cui l’Agenzia per la cybersicurezza di cui era a capo era stata al centro di polemiche politiche non “urlate”, ma di rilievo nei corridoi del potere.

Nel mirino infatti i “buchi” nella gestione della sicurezza informatica della pubblica amministrazione. Due i casi eclatanti che, questi sì, avevano catturato le prime pagine dei giornali: l’attacco hacker di aprile alle Gallerie degli Uffizi di Firenze di aprile, che aveva esposto a molti rischi uno dei musei più importanti e visitati al mondo, e quello del novembre 2025 nei confronti di Almaviva, che aveva portato sul dark web centinaia di file sensibili legati alle Ferrovie dello Stato, ma anche al settore della Difesa.

Una serie di casi che avevano incrinato i rapporti tra Frattasi e il governo, in particolare il potente sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, che ha proprio la delega alla sicurezza informatica.

Nella lettera di dimissioni inviata a Palazzo Chigi Frattasi parla di “motivi personali” dietro il passo indietro. Oltre ai casi già segnalati sui “buchi” nella sicurezza, a pesare sulle dimissioni vi sarebbero anche i malumori registrati su un contestato progetto di riorganizzazione di uffici e nomine di direttori all’interno dell’Agenzia, che avrebbe comportato un notevole aggravio di costi. Frizioni amplificate poi da un concorso pubblico bandito pochi mesi fa e al quale avrebbero voluto partecipare familiari di dirigenti dell’Agenzia.

di: Redazione - 22 Maggio 2026

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