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Perché Kate Middleton è a Reggio Emilia, la visita al progetto pedagogico “Reggio Children” della principessa

Curiosità - di Redazione

13 Maggio 2026 alle 17:38

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Perché Kate Middleton è a Reggio Emilia, la visita al progetto pedagogico “Reggio Children” della principessa

Reggio Emilia come città scelta per il primo viaggio fuori dal Regno Unito da quando nel 2024 le era stato diagnosticato un cancro, in remissione dallo scorso anno.

È stata questa la scelta un po’ a sorpresa di Kate Middleton, la principessa britannica che oggi è sbarcata nella città dell’Emia Romagna. Un viaggio organizzato con la Royal Foundation Centre for Early Childhood, una fondazione creata da lei nel 2021 con finalità benefiche che si occupa dei bambini nei primi anni di vita.

L’obiettivo della visita a Reggio Emilia riguarda la volontà da parte della principessa del Galles di conoscere maggiormente il cosiddetto “Approccio Reggio Emilia”, metodo pedagogico ideato a metà del Novecento dal pedagogista emiliano Loris Malaguzzi, che ha contribuito a aprire i primi asili laici in Italia negli anni Sessanta. Un “metodo” che si basa sostanzialmente sullo sviluppo delle potenzialità dei bambini, con un’idea di crescita individuale che avviene attraverso la relazione con gli altri: un modello educativo che ha fatto scuola, diffuso in altre città italiane e in 145 Paesi nel mondo.

Ad accoglierla nella sala del Tricolore in municipio, è a Reggio Emilia che è nato il tricolore italiano il 7 gennaio 1797, il sindaco Marco Massari: quest’ultimo ha consegnato alla principessa Kate il Primo Tricolore, la principale onorificenza cittadina. Da qui lo spostamento al Centro Loris Malaguzzi, sede della fondazione Reggio Children, dove ha incontrato alcune educatrici e ricercatrici e ha partecipato a un workshop sull’argilla con dei bambini.

La scoperta da parte della principessa Kate dell’”Approccio Reggio Emilia”, racconta Manuela Vercalli, responsabile delle relazioni internazionali di Reggio Children, l’organizzazione che gestisce e diffonde nel mondo il metodo, è del 2022 e parte da Copenaghen, in Danimarca. “Kate aveva visitato la Lego Foundation Playlab in Danimarca – racconta al Corriere della Sera -, una scuola ispirata proprio all’approccio reggiano, dove alcuni insegnanti avevano già partecipato a momenti di formazione a Reggio Emilia e ne era rimasta affascinata. Poi è arrivata una segnalazione da parte di una società americana di arredo scolastico, Community Playthings, che si ispira anch’essa all’esperienza reggiana, con cui la Royal Foundation aveva preso contatti. Ma soprattutto c’è stata una lettera che abbiamo scritto alla Foundation nel 2022, rimasta senza risposta fino a cinque settimane fa, quando è arrivata prima una mail, poi una chiamata da Kensington Palace. Hanno chiesto se potevano venire a fare un sopralluogo. Tre colleghi della Royal Foundation si sono uniti in incognito a un gruppo di studio di educatori latinoamericani, hanno visitato le scuole, ascoltato le presentazioni — in spagnolo, con qualche difficoltà — e hanno studiato i luoghi. Volevano visitare la città, le scuole, gli atelier del Centro Internazionale”.

di: Redazione - 13 Maggio 2026

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