“Drogato e violentato dalla sua capa in JP Morgan”, il caso del banchiere “schiavo sessuale” in ufficio
Una causa che va oltre l’enorme richiesta di risarcimento, 20 milioni di dollari chiesti in tribunale, ma che scuote il mondo di Wall Street.
È quella promossa da Chirayu Rana, 35 anni, all’epoca dei fatti banchiere negli uffici di New York della banca di investimenti JP Morgan Chase, gigante del settore.
È Rana che mette nero su bianco nella sua denuncia di esser stato lo “schiavo sessuale” da ufficio del suo capo, Lorna Hajdini, executive director di due anni maggiore.
L’ex banchiere nella sua denuncia racconta di esser stato droga e violentato dal capo e che “quando ho cercato di cambiare ufficio ho subito ritorsioni”, oltre a puntare il dito contro la stessa JP Morgan accusando la banda d’affari di aver coperto la sua manager.
JP Morgan aveva effettuato una indagine interna, ottenendo l’accesso a mail e telefoni dei due, ma chiudendo l’inchiesta senza formulare alcun rilievo. Anzi, al termine dell’indagine era stato messo nero su bianco che Lorna Hajdini, presunta molestatrice, aveva collaborato “completamente” all’indagine, mentre Rana invece no.
Una vicenda che poteva non finire in tribunale: a Rana erano stati proposti un milione di dollari per non rendere pubblico il caso, lui ha rifiutato e ha denunciato il tutto chiedendo oltre 20 milioni di dollari di risarcimento, mentre sull’altro fronte l’accusata Lorna Hajdini nega ogni addebito.
Bombshell sex harassment suit against Lorna Hajdini, JPMorgan branded ‘complete fabrication’ as John Doe unmasked https://t.co/Njh9k8GcNe pic.twitter.com/26HxbeeOV8
— New York Post (@nypost) April 30, 2026
Storia che per certi versi sembra emergere da una serie tv Netflix. Come nella testimonianza di un amico di Rana, agli atti dell’inchiesta, ospite a New York in un appartamento nel settembre 2024, che racconta di essere stato svegliato nel cuore della notte mentre dormiva su un sofà da Lorna Hajdini, sbronza e nuda, che gli chiedeva di partecipare a “una cosa a tre” nella stanza da letto accanto. Amico al quale Rana aveva confidato le continue molestie ricevute dal suo capo, i nomignoli razzisti legati alla sua etnia.
Non solo. Come scoperto dal New York Post, Rana avrebbe finto la morte del padre per potersi dedicare a raccogliere i documenti per la causa contro il suo capo, con JP Morgan che avrebbe scoperto il tutto.