Il giallo

Perché Francesco Dolci è indagato per la profanazione del cadavere di Pamela Genini: l’interrogatorio e la perquisizione

A marzo, quando la salma doveva essere trasferita presso la tomba di famiglia nel cimitero di Strozza, la scoperta del corpo decapitato

Cronaca - di Redazione Web

7 Maggio 2026 alle 16:34

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Nessun esito, a quanto emerso, dalle perquisizioni dei Carabinieri presso l’abitazione di Francesco Dolci, l’ex fidanzato di Pamela Genini, da ieri indagato per vilipendio di cadavere e profanazione di sepolcro. Perché la tomba della 29enne uccisa dall’ex compagno Gianluca Soncin lo scorso ottobre era stata profanata, il corpo ritrovato senza testa quando la salma doveva essere trasferita all’interno del cimitero di Strozza alla tomba di famiglia. Sul caso indagano i Carabinieri del Nucleo investigativo e della compagnia di Zogno.

La notizia della profanazione era emersa lo scorso 23 marzo. Dolci ha 41 anni, imprenditore edile, vive a Sant’Omobono Imagna. Aveva conosciuto Genini nel 2019 e una volta finita la relazione i due avevano mantenuto buoni rapporti, ha raccontato. Proprio la notte in cui venne uccisa a coltellate dall’ex compagno Soncin, lo scorso 14 ottobre, si erano scambiati dei messaggi. “Questo è matto completamente non so che fare”. E lui aveva risposto: “Stanno arrivando. La polizia. Li ho chiamati E sto arrivando pure io. Apri sotto che sono giù la polizia”.

Dolci ieri è rimasto negli uffici provinciali dell’Arma fino al tardo pomeriggio per l’interrogatorio del sostituto procuratore Giancarlo Mancusi, titolare dell’indagine. Si era presentato più volte presso i Carabinieri nelle ultime settimane. Sei ore, ha risposto a tutte le domande. Ha sempre negato ogni implicazione con la profanazione della tomba che, secondo chi indaga, sarebbe avvenuta poco dopo il funerale e la tumulazione. Per le operazioni potrebbe esser stato utilizzato un flessibile da muratore, forse lo stesso strumento usato per profanare il corpo. Le telecamere non avrebbero comunque ripreso nulla, in quanto le registrazioni si sovrascrivono dopo sette giorni.

Al vaglio degli inquirenti anche altre immagini più recenti. Al Comando provinciale di Bergamo ieri era presente anche il legale di Dolci, l’avvocato Eleonora Prandi, che ha spiegato come “dal giorno del femminicidio ha subito innumerevoli reati di natura diversa, quali: ripetute e quasi quotidiane minacce, intimidazioni, lesioni personali, aggressioni, violazioni di domicilio, diffamazioni aggravate a mezzo stampa e calunnia da parte di autori diversi”.

7 Maggio 2026

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