Cinema
Perché “Le città di pianura” ha trionfato ai David di Donatello, i discorsi di Matilda De Angelis e Lino Musella: “Arte è minaccia per autocrati fascisti”
Nessun premio a "La Grazia" di Paolo Sorrentino. "Il nostro Paese sta vivendo un impoverimento culturale, il cinema deve tornare a essere onesto, limpido, pulito, sociale e politico". Ricordato anche Federico Frusciante. Le proteste delle maestranze per il contratto collettivo fermo e i tagli al settore
Cinema - di Redazione Web
Non poteva che finire così: “E adesso andiamo a berci l’ultima” ha detto Francesco Sossai, il regista di Le città di pianura che ai David di Donatello 2026 ha incassato otto premi su 16 candidature, peraltro premi pesantissimi. Successo da outsider veri mentre non prende neanche una statuetta La Grazia del Premio Oscar Paolo Sorrentino, comunque veggente del caso Minetti. Miglior attore Sergio Romano per Le città di pianura e miglior attrice Aurora Quattrocchi per Gioia mia, i discorsi più politici per la Flotilla e per il cinema italiano di Lino Musella e Matilde De Angelis. A ritirare il David dello Spettatore per Buen Camino, film più visto nell’era Cinetel, non c’era Checco Zalone che non ha partecipato alla cerimonia. All’esterno le maestranze protestavano per il contratto collettivo fermo al 1999 e per i tagli al settore.
La cerimonia della 71esima edizione è andata in scena a Roma, a presentare Falvio Insinna e Bianca Balti. 118 film italiani di lungometraggio, 36 esordi alla regia, 107 documentari, 206 cortometraggi, 24 film internazionali tra quelli distribuiti nelle sale italiane. Sulla scena sono intervenuti anche Matthew Modine, Stefania Sandrelli, Raoul Bova, Margherita Vicario, Tommaso Paradiso, Angela Finocchiaro e Nino Frassica. Quello di Le città di pianura è un successo sorprendente, considerando la natura indipendente e la visibilità relativa di un film ambientato in un Nord Est in crisi, un road movie in compagnia di due ultra 50enni che rincorrono l’ultimo bicchiere e che coinvolgono uno studente universitario manco fossero il Gatto e la Volpe. È un film godibile, anche divertente e a tratti malinconico, con elementi del romanzo di formazione tra Il Sorpasso e Aki Kaurismaki.
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A richiamare molto l’attenzione la performance di Pierpaolo Capovilla, cantante e bassista dell’alt rock italiano per formazioni come One Dimensional Man, Teatro degli Orrori, Bunuel, Cattivi Maestri, uomo di sinistra, si è presentato con la kefiah al collo in segno di solidarietà alla causa palestinese. “Non è una sciarpa e basta, è un gesto di testimonianza, di fratellanza nei confronti dei nostri fratelli, delle nostre sorelle in terra di Palestina”. Il premio al miglior attore è andato però a Romano. “Il cinema non è un hobby, non è tempo libero, ma è veramente un modo importantissimo che ha il Paese di guardarsi allo specchio e di riflettere su dov’è e dove sta andando. Il cinema italiano è l’Italia, è il racconto del Paese che abbiamo sempre avuto e che ci serve in ogni momento. Questo deve essere riconosciuto con forza”, le parole del regista Sossai al suo secondo lungometraggio.
“A Goliarda Sapienza artista indomita, in vita censurata ed ostacolata. Molto spesso dei grandi artisti ci accorgiamo quando sono morti, quando appartengono al passato e al futuro, ma non al presente”, le parole di Matilde De Angelis, premiata con il premio alla miglior attrice non protagonista per Fuori di Mario Martone ispirato a due romanzi di Goliarda Sapienza. “Il nostro Paese sta vivendo un impoverimento culturale importante e mi dispiace che si debba sempre arrivare a questa metaforica morte per accorgerci di avere qualcosa di bello tra le mani. E mi dispiace che si debba arrivare a umiliare un’intera categoria per ricordarci che esiste, quella dei lavoratori e delle lavoratrici del cinema e dello spettacolo, che sono la mia famiglia. Non capisco perché la cultura non è al centro di un Paese che è fondato sull’arte e sulla bellezza, non capisco perché forse ci siamo piegati a questo meccanismo, ci lasciti abbruttire e addomesticare invece di essere indomiti come Goliarda Sapienza. E Goliarda ci ricorda anche quella che è la nostra responsabilità che esiste come in tutte le relazioni sane: riportare il cinema a esser onesto, limpido, pulito, sociale e politico. Anzi in questo momento l’amore mi sembra un atto piuttosto politico e piuttosto sociale. L’amore come l’arte è l’atto creativo per eccellenza, crea un’eredità e io voglio far parte di questa eredità. Per favore, non levateci questa speranza e questo futuro”.
Musella invece è stato premiato per Nonostante, film diretto da Valerio Mastandrea. “Robert De Niro ha detto: l’arte può essere una minaccia per gli autocrati fascisti. Sì, penso che il cinema possa essere una minaccia, come il teatro, la musica, la poesia, la solidarietà umana. Ringrazio tutte le donne e gli uomini della Global Sumud Flotilla e tutti quelli che si impegnano e si espongono tutti i giorni contro gli orrori del mondo. Spero di essere degno in futuro di questo riconoscimento, cercherò sempre di espormi in scena e nella vita e non smetterò mai di dire: Palestina libera“. Assegnato anche il David alla carriera a Gianni Amelio. David al Miglior Film Internazionale a Una battaglia dopo l’altra di Paul Thomas Anderson che aveva giù sbancato agli Oscar. Ricordato negli “In Memoriam” anche Federico Frusciante, proprietario di una videoteca e youtuber di Livorno diventato noto online per le sue critiche cinematografiche acute e affilate, morto all’improvviso.
Miglior film:
- Le assaggiatrici di Silvio Soldini
- Cinque secondi di Paolo Virzì
- Le città di pianura di Francesco Sossai
- Fuori di Mario Martone
- La grazia di Paolo Sorrentino
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Miglior regista:
- Gabriele Mainetti per La città proibita
- Mario Martone per Fuori
- Silvio Soldini per Le assaggiatrici
- Paolo Sorrentino per La grazia
- Francesco Sossai per Le città di pianura
Miglior attore protagonista:
- Pierpaolo Capovilla per Le città di pianura
- Valerio Mastandrea per Cinque secondi
- Sergio Romano per Le città di pianura
- Claudio Santamaria per Il nibbio
- Toni Servillo per La grazia
Miglior attrice protagonista:
- Valeria Bruni Tedeschi per Duse
- Anna Ferzetti per La grazia
- Valeria Golino per Fuori
- Tecla Insolia per Primavera
- Aurora Quattrocchi per Gioia mia
- Barbara Ronchi per Elisa
Miglior attore non protagonista:
- Roberto Citran per Le città di pianura
- Francesco Gheghi per 40 secondi
- Vinicio Marchioni per Ammazzare stanca – Autobiografia di un assassino
- Lino Musella per Nonostante
- Andrea Pennacchi per Le città di pianura
- Fausto Russo Alesi per Duse
Miglior attrice non protagonista:
- Valeria Bruni Tedeschi per Cinque secondi
- Silvia D’Amico per Tre ciotole
- Matilda De Angelis per Fuori
- Valeria Golino per Breve storia d’amore
- Milvia Marigliano per La grazia
- Barbara Ronchi per Diva futura
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Miglior sceneggiatura originale:
- Cinque secondi – Francesco Bruni, Carlo Virzì, Paolo Virzì
- Le città di pianura – Francesco Sossai, Adriano Candiago
- Duse – Letizia Russo, Guido Silei, Pietro Marcello
- Gioia mia – Margherita Spampinato
- La grazia – Paolo Sorrentino
Miglior sceneggiatura non originale:
- Le assaggiatrici Doriana Leondeff, Silvio Soldini, Lucio Ricca, Cristina Comencini, Giulia Calenda, Ilaria Macchia
- Elisa – Leonardo Di Costanzo, Bruno Oliviero, Valia Santella
- Fuori – Mario Martone, Ippolita Di Majo
- Primavera – Ludovica Rampoldi
- 40 secondi – Vincenzo Alfieri, Giuseppe G. Stasi
Miglior esordio alla regia:
- Breve storia d’amore di Ludovica Rampoldi
- Gioia mia di Margherita Spampinato
- Paternal Leave di Alissa Jung
- Tienimi presente di Alberto Palmiero
- La vita da grandi di Greta Scarano
Miglior produttore:
- Le assaggiatrici – Lionello Cerri e Cristiana Mainardi per Lumière & Co., in collaborazione con Joseph Rouschop per Tarantula(Belgio), Katrin Renz e Stefan Jäger per Tellfilm (Svizzera)
- Le città di pianura – Marta Donzelli e Gregorio Paonessa per Vivo Film, con Rai Cinema, in collaborazione con Philipp Kreuzer per Maze Pictures, Cecilia Trautvetter
- Duse – Carlo Degli Esposti, Nicola Serra, Marco Grifoni per Palomar (Mediawan Company), Benedetta Cappon per Avventurosa, con Rai Cinema, in collaborazione con PiperFilm, Alexandra Henochsberg, Pierre-François Piet per AD Vitam Films
- Un film fatto per Bene – Andrea Occhipinti per Lucky Red, Marco Alessi per Dugong Films, in collaborazione con Beatrice Bulgari per Eolo Film Productions
- Gioia mia – Benedetta Scagnelli, Alessio Pasqua, Gianluca Arcopinto, Claudio Cofrancesco per Yagi Media, in collaborazione con Paolo Butini, Ivan Cado, Filippo Barracco
Miglior casting:
- Le assaggiatrici – Laura Muccino, Liza Stutzky
- Le città di pianura – Adriano Candiago
- Gioia mia – Margherita Spampinato, Giulia Tarquini
- La grazia – Anna Maria Sambucco, Massimo Appolloni
- 40 secondi – Marco Matteo Donat-Cattin, Federica Baglioni
Miglior autore della fotografia:
- Le assaggiatrici – Renato Berta
- Le città di pianura – Massimiliano Kuveiller
- La città proibita – Paolo Carnera
- Duse – Marco Graziaplena
- La grazia – Daria D’Antonio
Miglior compositore:
- Le assaggiatrici – Mauro Pagani
- Le città di pianura – Krano
- La città proibita – Franco Amurri
- Primavera – Fabio Massimo Capogrosso
- Queer – Trent Reznor e Atticus Ross
Miglior canzone originale:
- Arrivederci tristezza – musica, testi e interpretazione di Brunori Sas (da Arrivederci tristezza)
- Follemente – musica e testi di Claudia Lagona, interpretata da Levante (da FolleMente)
- La prostata enflamada – musica e testi di Luca Medici, Antonio Iammarino, interpretata da Checco Zalone (da Buen Camino)
- Ti – musica e testi di Marco Spigariol (in arte Krano), interpretata da Krano (da Le città di pianura)
- Vaster Than Empires – musica di Trent Reznor & Atticus Ross, testi di Trent Reznor, William Burroughs, Atticus Ross, interpretata da Caetano Veloso, Trent Reznor, Atticus Ross (da Queer)
Miglior scenografia:
- Le assaggiatrici – scenografia Paola Bizzarri, Igor Gabriel
- Le città di pianura – scenografia Paula Meuthen, arredamento Emilia Bonsembiante
- La città proibita – scenografia Andrea Castorina, arredamento Marco Martucci
- Duse – scenografia Gaspare De Pascali, arredamento Carlotta Desmann
- La grazia – scenografia Ludovica Ferrario, arredamento Laura Casalini
Migliori costumi:
- Le assaggiatrici – Marina Roberti
- La città proibita – Susanna Mastroianni
- Duse – Ursula Patzak
- La grazia – Carlo Poggioli
- Primavera – Maria Rita Barbera, Gaia Calderone
Miglior trucco:
- Le assaggiatrici – Esmé Sciaroni
- Duse – Maurizio Fazzini
- La grazia – Paola Gattabrusi
- Primavera – Vincenzo Mastrantonio (prostetico/special make-up Adele Di Trani, Emanuele De Luca)
- Queer – Fernanda Perez (prostetico/special make-up Jason Hamer)
Miglior acconciatura:
- Le assaggiatrici – Samankta Mura
- Fuori – Marco Perna
- Il maestro – Teresa Di Serio
- Primavera – Marta Iacoponi
- Queer – Massimo Gattabrusi
Miglior montaggio:
- Le città di pianura – Paolo Cottigliola
- La città proibita – Francesco Di Stefano
- Fuori – Jacopo Quadri
- La grazia – Cristiano Travaglioli
- Il maestro – Giogiò Franchini
- 40 secondi – Vincenzo Alfieri
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Miglior suono:
- Le assaggiatrici – presa diretta Antoine Vandendriessche, montaggio del suono Daniela Bassani, creazione suoni Stefano Grosso, mix Giancarlo Rutigliano
- Le città di pianura – presa diretta Marco Zambrano, montaggio del suono Francesco Mauro, creazione suoni Sebastian Pablo Poloni, mix Francesco Tumminello
- La città proibita – presa diretta Angelo Bonanni, montaggio del suono Giulio Previ, creazione suoni Mirko Perri, mix Michele Mazzucco
- Fuori – presa diretta Maricetta Lombardo, montaggio del suono Silvia Moraes, creazione suoni Piergiorgio De Luca, mix Giancarlo Rutigliano
- Primavera – presa diretta Gianluca Scarlata, montaggio del suono Davide Favargiotti, creazione suoni Daniele Quadroli, mix Nadia Paone
Migliori effetti visivi:
- La città proibita – supervisore Stefano Leoni, producer Andrea Lo Priore
- Itaca – Il ritorno – supervisore Gaia Bussolati, producer Enrico Bernocchi
- La grazia – supervisore Rodolfo Migliari, producer Lena Di Gennaro
- Queer – supervisore Marco Fiorani Parenzi, producer Virginia Cefaly
- La valle dei sorrisi – supervisore Giuseppe Squillaci, producer Daniele Mischianti
Miglior documentario – Premio Cecilia Mangini:
- Bobò di Pippo Delbono
- Ferdinando Scianna – Il fotografo dell’ombra di Roberto Andò
- Roberto Rossellini – Più di una vita di Ilaria De Laurentiis, Andrea Paolo Massara, Raffaele Brunetti
- Sotto le nuvole di Gianfranco Rosi
- Toni, mio padre di Anna Negri
Miglior film internazionale:
- Una battaglia dopo l’altra di Paul Thomas Anderson
- The Brutalist di Brady Corbet
- Io sono ancora qui di Walter Salles
- Un semplice incidente di Jafar Panahi
- La voce di Hind Rajab di Kaouther Ben Hania
Miglior cortometraggio:
- Astronauta di Giorgio Giampà
- Ciao, Varsavia di Diletta Di Nicolantonio
- Everyday in Gaza di Omar Rammal
- Festa in famiglia di Nadir Taji
- Tempi supplementari di Matteo Memè
David Giovani:
- Le assaggiatrici di Silvio Soldini
- Le città di pianura di Francesco Sossai
- La grazia di Paolo Sorrentino
- Per te di Alessandro Aronadio
- 40 secondi di Vincenzo Alfieri
David dello spettatore (già annunciato):
Buen Camino di Gennaro Nunziante