La guida alla Corsa Rosa

Giro d’Italia, dalla Bulgaria a Roma inizia la sfida di Vingegaard per la “Tripla corona”: l’Italia spera in Pellizzari

Sport - di Carmine Di Niro

7 Maggio 2026 alle 13:20

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Giro d’Italia, dalla Bulgaria a Roma inizia la sfida di Vingegaard per la “Tripla corona”: l’Italia spera in Pellizzari

Ventuno tappe, 3466 chilometri e 48.700 metri di dislivello. Sono i numeri del Giro d’Italia numero 109 che parte venerdì 8 maggio dalla Bulgaria, dove si terranno le prime tre tappe della “carovana rosa”, per terminare a Roma domenica 31 maggio al Circo Massimo.

Una maratona ciclistica estenuante che vedrà alternarsi arrivi in pianura per velocisti, tappe di media e alta montagna e sette arrivi in salita: Cima Coppi, ovvero il punto più alto del Giro, sarà toccato col passaggio sull’iconico Passo Giau e i suoi 2.233 metri di altezza, oltrepassato nella 19esima tappa con traguardo ad Alleghe.

Chi è il favorito: Vingeegard a caccia della Tripla Corona

Giro vede come grande protagonista e favorito d’obbligo il danese Jonas Vingegaard, che parteciperà alla sua prima Corsa Rosa a caccia di un sigillo finale che gli permetterebbe di ottenere un titolo ambito, la cosiddetta “Tripla Corona”, simbolicamente assegnata a chi vince i tre Grandi Giri del circuito, ovvero Tour de France, la Vuelta in Spagna e il Giro.

Il 29enne danese vorrebbe così entrare in un club a dir poco esclusivo che ad oggi è composto da soli sette atleti: il primo a “vincere” la Tripla Corona è stato il francese Jacques Anquetil nel 1963, seguito nel 1968 dal nostro Felice Gimondi e seguito quindi nel 1973 dal belga Eddy Merckx e dal francese Bernard Hinault nel 1980. Quindi negli ultimi due decenni hanno completato il tris lo spagnolo Alberto Contador nel 2008, il nostro Vincenzo Nibali nel 2014 e il britannico Chris Froome nel 2018. Vingegaard potrebbe precedere anche il suo grande rivale, lo sloveno Tadej Pogacar assente nell’edizione di quest’anno, che ha fin qui vinto 4 Tour e un Giro, ma non ancora la Vuelta spagnola.

Per trionfare al Giro il “Re pescatore”, il soprannome di Vingegaard legato ai mesi estivi trascorsi in gioventù a sfilettare merluzzi al mercato di Hanstholm, ha il supporto di una squadra sensazionale: il Team Visma-Lease a Bike porta in Italia gregari di altissimo livello su ogni terreno per “scortare” il capitano nel tentativo di alzare al cielo il “Trofeo senza fine”, la coppa destinata al vincitore del Giro, e succedere nell’albo d’oro al britannico Simon Yates.

La speranza Pellizzari

L’Italia non vince il Giro dal lontano 2016, quando a trionfare fu Vincenzo Nibali. Le speranze tricolori sono affidate quest’anno ad un giovane in rampa di lancio, Giulio Pelizzari, da due stagioni in forza alla Redbull-Bora Hansgrohe. Il 22enne marchigiano, al primo anno in una formazione World Tour, torna al Giro già forte del clamoroso sesto posto della passata edizione e questa volta il podio appare alla sua portata, ma in corso d’opera chissà se si potrà andare per il bottino pieno.

Speranza aumentate tra gli appassionati anche dopo la recente vittoria al Tour of the Alps, dove Giulio ha mostrato una “gamba” notevole in salita e le stimmate del possibile campione.

Gli assenti e gli altri favoriti

Una candidatura che si fa più pesante anche alla luce di alcuni pesanti forfait tra i big: oltre al già citato Pogacar saranno assenti il portoghese Joao Almedia, come Pogacar nella UAE Emirates, formazione che punterà per la classifica generale su Adam Yates, fratello gemello del Simon trionfatore lo scorso anno, ma anche Remco Evenepoel, compagno di squadra di Pellizzari che ha scelto di rinunciare al Giro portando così la Redbull a puntare tutto su Giulio. Tra gli assenti anche il forte scalatore ecuadoriano Richard Carapaz, già vincitore della Corsa Rosa nel 2019 e per due volte sul podio.

Proprio alla luce delle assenze, nel novero dei favoriti potrà rientrare il colombiano Egan Bernal: già vincitore di Tour e Giro d’Italia col Team Ineos da anni è però alla ricerca della “vecchia gamba” dopo un gravissimo infortunio. Outsider di livello è poi l’austriaco Felix Gall della Decathlon, giunto quinto allo scorso Tour de France, così come il canadese Derek Gee, passato quest’anno nella fortissima Lidl-Trek e quarto nel 2025 alla Corsa Rosa.

Gli italiani a caccia di tappe

Se Pellizzari è la speranza per la classifica generale, i tifosi italiani possono sperare anche in qualche “cacciatore di tappa”: tra questi va segnalato sicuramente Giulio Ciccone, sempre a suo agio negli arrivi di montagna, e nella sua Lidl-Trek figura anche il “re delle volate” Jonathan Milan. Occhi puntati anche su Filippo Ganna, cronoman con pochi rivali al mondo che punterà proprio sulla sfida contro il tempo da 40 chilometri prevista dal Giro.  Capitolo a parte per la formazione kazaka XDS Astana Team, che annovera al suo interno gli italiani Fortunato, Bettiol, Ballerini, Scaroni, Ulissi: tutti arrivano al Giro con l’obiettivo di ottenere un successo di tappa.

7 Maggio 2026

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