La pena "sospesa"

Cina, due ex ministri della Difesa condannati a morte per corruzione: è l’effetto delle purghe di Xi Jinping

Esteri - di Carmine Di Niro

7 Maggio 2026 alle 16:52

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Cina, due ex ministri della Difesa condannati a morte per corruzione: è l’effetto delle purghe di Xi Jinping

L’effetto delle ultime campagne di epurazione avviate dal presidente cinese Xi Jinping all’interno dei vertici della Difesa di Pechino. Gli ex ministri cinesi Wei Fenghe e Li Shangfu, come riferito dall’agenzia stampa di stato Xinhua, sono stati condannati a morte da un tribunale militare, con esecuzione della pena sospesa per entrambi. I giudici militari hanno stabilito per entrambi che tra due anni la pena sarà commutata in ergastolo, senza possibilità di libertà condizionale: entrambi erano accusati di “corruzione”, di fatto accuse strumentali ad uso del regime per disfarsi di ministri non più graditi al presidente Xi Jinping.

Wei Fenghe, 72 anni, ha ricoperto la carica di ministro della Difesa dal 2018 al 2023; Li Shangfu, 68 anni, era stato il suo successore ma il suo mandato era durato solamente 8 mesi, con la sua improvvisa scomparsa dalla scena pubblica ad agosto e la destituzione dall’incarico decisa da Pechino a ottobre. Entrambi erano stati espulsi nel giugno 2024 dal Partito comunista

Le due condanne sono l’esito di una campagna di epurazione portata avanti da diversi anni da Xi Jinping, motivata come una battaglia anticorruzione e per la riforma dell’esercito, che il leader di Pechino sta in realtà guidando per rafforzare il proprio controllo sul Paese, dove opera oramai come un sovrano assoluto e poteri inediti, mettendo poi nelle posizioni di comando sensibili persone legate a lui.

L’ultimo episodio di questo tipo si era verificato lo scorso febbraio, quando erano stati rimossi nove dirigenti appartenenti all’esercito: a gennaio analoga sorte era toccata anche al generale Zhang Youxia, il secondo in comando dopo lo stesso presidente Xi.

Dal 2012, quando Xi Jinping ha preso il potere in Cina, le epurazioni hanno coinvolto ben 200mila ufficiali dell’esercito di ogni ordine e grado. Un numero talmente elevato che, secondo diversi analisti, la campagna di “rastrellamento” nelle fila dell’esercito rischierebbe di compromettere la capacità militare cinese.

7 Maggio 2026

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