Lo scontro
Trump ancora contro Jimmy Kimmel, la battuta su Melania “vedova in attesa” scatena la Casa Bianca: nel mirino c’è la tv ABC
Esteri - di Carmine Di Niro
Tra Donald Trump e Jimmy Kimmel, uno dei più noti presentatori tv statunitensi, è di nuovo scontro, ma questa volta la Casa Bianca potrebbe sfoderare contro il conduttore del “Jimmy Kimmel Live!” un’arma senza precedenti o quasi.
Al centro della diatriba tra il presidente degli Stati Uniti e Kimmel una battuta pronunciata giovedì 23 aprile dal conduttore durante il suo consueto monologo serale nel corso del suo programma. Nel mirino era finito in particolare la cena dei corrispondenti della Casa Bianca che si sarebbe tenuta due giorni dopo all’Hilton Hotel di Washington, dove un uomo ha tentato di compiere un attacco armato prima di venire fermato dalla sicurezza.
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Kimme, inscenando un finto discorso dal podio, si era rivolto ai politici e poi alla first lady Melania Trump: “Ovviamente anche la nostra first lady è qui con noi stasera, guardate che bella, Mrs. Trump ha un’aria radiosa, come quella di una vedova in attesa di diventarlo”, era stata la battuta.
Parole che Melania Trump ha duramente critica via X lunedì, perché associate proprio all’attacco avvenuto sabato sera con la sparatoria fuori la sala in cui si teneva il ricevimento. La first lady si è scagliata contro “la retorica violenta di Kimmel” che “punta a dividere il nostro Paese”, aggiungendo che “persone come Kimmel non dovrebbero avere la possibilità di entrare nelle nostre case ogni sera per diffondere odio” e dunque intimando la ABC, la rete televisiva su cui va in onda lo show di Kimmel controllata dalla Disney, a prendere provvedimenti contro il conduttore.
Kimmel’s hateful and violent rhetoric is intended to divide our country. His monologue about my family isn’t comedy- his words are corrosive and deepens the political sickness within America.
People like Kimmel shouldn’t have the opportunity to enter our homes each evening to…
— First Lady Melania Trump (@FLOTUS) April 27, 2026
Kimmel lunedì si è difeso nella puntata del suo show sottolineando l’ovvio: la battuta era riferita alla differenza di età tra i coniugi Trump, col presidente che compirà 80 anni a giugno e la first lady che ne ha compiuti 56 domenica, e che dunque non si trattava di un invito a sparare contro Trump. Kimmel rivolgendosi a Melania Trump si era poi appellato alla libertà di espressione ricordato, sottolineando che “Donald Trump può dire tutto quello che vuole. E lo stesso vale per te, per me e per tutti noi, perché in virtù del Primo Emendamento, in quanto americani abbiamo diritto alla libertà di parola”.
Ma la Casa Bianca non intende fare sconti. In questa ottica va letta la mossa della FCC, la Federal Communications Commission, agenzia governativa degli Stati Uniti che si occupa di telecomunicazioni, che martedì ha ordinato una revisione di tutte le licenze delle emittenti di proprietà di ABC: l’ultima volta che la FCC ha revocato una licenza di trasmissione a un’emittente fu nel 1969.
Ufficialmente la decisione è legata ad una inchiesta sulle politiche di diversità e inclusione della rete tv, ma è impossibile non notare il tempismo sospetto e soprattutto la vicinanza a Trump di Brendan Carr, il presidente della FCC che già in passato aveva minacciato sanzioni contro Disney ed ABC se non avessero cancellato lo show di Kimmel.
Già a settembre il programma di Kimmel venne sospeso da ABC per una battuta sull’omicidio di Charlie Kirk, il propagandista di estrema destra ucciso durante un incontro pubblico in Utah: l’emittente aveva ceduto alle pressioni di Trump e dello stesso Carr, salvo poi scegliere di rimandare in onda regolarmente lo show a seguito di grandi proteste nel mondo dello spettacolo.