L'appello

Condannata per adulterio in Egitto, Nessy Guerra rischia di perdere la figlia di 3 anni: “Riportiamole in Italia come Cecilia Sala e Chico Forti”

La 26enne vive nascosta, l'uomo condannato per stalking e maltrattamenti. "In aula, durante l'udienza, ha dichiarato di essere Gesù Cristo e di essere sulla Terra per punirci". La condanna in Appello conferma quella in primo grado

News - di Redazione Web

29 Aprile 2026 alle 12:57

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Appello disperato quello che Nessy Guerra ha lanciato tramite i suoi canali social. “Non me l’aspettavo, sono sconvolta. Ho paura di perdere la mia bambina. Ho paura di finire in prigione in Egitto. Non so più come fare a chiedere aiuto”, ha detto la 26enne che è stata condannata a sei mesi di carcere in Egitto per adulterio. A causa della contesa legale in corso per l’affidamento, la bambina al momento non può uscire dal Paese fino ai 21 anni e la condanna per adulterio rischia di pesare sulla prossima sentenza sull’affidamento. Erano state più volte ignorate le richieste di estradizione in Italia per l’uomo per le accuse di stalking e maltrattamenti.

Guerra è originaria di Sanremo, ha una figlia di tre anni contesa dall’ex marito italo-egiziano Tamer-Hamouda, dal quale ha divorziato nel luglio del 2024. Archiviate le accuse di rapimento di minore, è stata condannata in appello dopo la sentenza di primo grado che era stata pronunciata dai giudici egiziani lo scorso 19 febbraio. La vicenda va avanti da almeno tre anni, quando la donna era stata bloccata in Egitto dopo la denuncia per adulterio da parte del marito. L’uomo, che in Italia è già stato condannato per violenza e stalking ai danni di una precedente compagna, ha chiesto l’affidamento della bambina. Le autorità egiziane hanno imposto un divieto di espatrio per la piccola. “L’unica cosa che ho cercato di fare è scappare da quell’uomo con la mia bambina e proteggerla. Spero davvero che chi di competenza, il governo italiano, le istituzioni si mettano una mano sulla coscienza e ci aiutino, perché non riusciamo più ad andare avanti in questa situazione” sempre più “insostenibile”.

All’ANSA la legale della ragazza, Agata Armanetti, ha definito la sentenza “un atto di totale disumanità, contro di diritti umani. È una cosa disgustosa”. La donna in questo momento vive in una località segreta, ha paura che l’uomo possa rapire la bambina. Aperti più procedimento per maltrattamenti, sottrazione di minore, revenge porn a Genova nei confronti dell’uomo: alle autorità egiziane ha depositato i video per sostenere le sue accuse. “Stiamo parlando di un uomo che in aula, durante l’udienza, ha dichiarato di essere Gesù Cristo e di essere sulla Terra per punirci. Il problema non è solo che una donna finirà in carcere, il problema è che una bambina di tre anni rischia di andare nelle mani di un uomo del genere. In più, non si è protetta una donna che è vittima di violenza. Questa è la giustizia egiziana”. La 26enne potrebbe essere portata in carcere in qualsiasi momento.

 

 

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La Farnesina ha riferito di seguire “con la massima attenzione” la vicenda, sia attraverso l’Ambasciata d’Italia al Cairo che attraverso i consolati nella capitale egiziana e a Hurghada dove la coppia si era trasferita prima di separarsi. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha espresso “la necessità di garantire il pieno rispetto dei diritti della cittadina italiana e della minore” al collega egiziano Badr Abdelatty e la rete diplomatica sta “assicurando assistenza legale e protezione alla connazionale e alla figlia, oltre a varie forme di sostegno anche economico, amministrativo e personale” anche “alla luce delle ripetute minacce denunciate dalla signora Guerra come provenienti dall’ex coniuge”.

La legale ha riconosciuto gli sforzi della console Giulia De Nardis e del consolato onorario di Hurgada che però “sono legati a regole amministrative e non possono mettere la signora e la figlia su un volo di Stato: può farlo un ministro o il presidente del Consiglio”. Perciò Armanetti ha chiesto per Guerra la stessa mobilitazione messa in campo Cecilia Sala o per Chico Forti, per portare in Italia madre e figlia. L’adulterio in Italia non esiste più da quasi sessant’anni, abolito con la sentenza del 16 dicembre 1968. Precedentemente, secondo l’articolo 559 del Codice Penale del 1930, la moglie adultera era “punita con la reclusione fino a un anno. Con la stessa pena è punito il correo dell’adultera”.

29 Aprile 2026

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