Aveva 48 anni
Morto Alexander Manninger, ex portiere della Juventus: vittima di un incidente stradale in Austria, lo scontro con un treno
Alexander Manninger, ex portiere della Serie A di calcio con un passato trae Fiorentina, Bologna, Juventus e Torino, è morto oggi all’età di 48 anni in un incidente stradale.
L’ex calciatore austriaco è deceduto a seguito di un incidente mentre era alla guida della sua auto, un minivan Volkswagen: la vettura, secondo quanto riferiscono i media austriaci, è stata travolta da un treno in corrispondenza di un passaggio a livello senza barriere nei pressi di Salisburgo. Sono rimasti illesi invece il macchinista e i circa 25 passeggeri del convoglio. Le circostanze dell’incidente sono ancora da chiarire, com’è da verificare se il segnale rosso in corrispondenza del passaggio a livello fosse attivo: nonostante i soccorsi siano arrivati prontamente sul posto, per l’ex calciatore non c’è stato nulla da fare.
Manninger, cresciuto calcisticamente nel Salisburgo, si fece notare alla fine degli anni Novanta nell’Arsenal, club londinese di Premier League, dove giocò una quarantina di partite in quattro anni come secondo portiere di David Seaman e vincendo campionato e FA Cup nel 1998.
Da lì il trasferimento in Italia, col passaggio alla Fiorentina nel 2001, poi in Spagna all’Espanyol per poi fare ritorno in Serie A con le esperienze al Torino, Bologna, Siena e soprattutto Juventus: dei bianconeri fu secondo portiere tra il 2008 e il 2012, ultima stagione in cui vinse anche lo Scudetto. Ha chiuso la carriera nel 2018 col Liverpool, mentre in Nazionale ha disputato 33 partite.
Proprio dalla Juventus è arrivato un sentito messaggio di cordoglio per la scomparsa del suo ex calciatore: “Arrivato a Torino nell’estate del 2008, ha vestito il bianconero per quattro stagioni, dimostrando come il ruolo del portiere non sia fatto solo di parate, ma di carisma, affidabilità e silenzioso spirito di sacrificio. In un’epoca segnata dalla presenza monumentale di Gigi Buffon, Manninger ha saputo farsi trovare pronto ogni volta che è stato chiamato in causa, diventando un punto di riferimento assoluto per lo spogliatoio e una garanzia tra i pali. Oggi salutiamo non solo un grande atleta, ma un uomo dai valori rari: umiltà, dedizione e una serietà professionale fuori dal comune“.
Oggi è un giorno tristissimo. Se n’è andato non solo un grande atleta, ma un uomo dai valori rari: umiltà, dedizione e una serietà professionale fuori dal comune.
Juventus esprime il proprio cordoglio per la scomparsa di Alex Manninger e si stringe alla famiglia in questo… pic.twitter.com/lLZnKs4tvg
— JuventusFC (@juventusfc) April 16, 2026
Proprio nei giorni scorsi Manninger era stato intervistato dalla Gazzetta dello Sport. L’ex portiere, che dopo l’addio al calcio era di fatto uscito da quel mondo, aveva ricordato la prima esperienza all’Arsenal e poi il trasferimento alla Fiorentina: “Una decisione sbagliata, trovai una situazione assurda, era il 2001 e la società era sull’orlo del fallimento. Per diversi mesi non abbiamo preso lo stipendio”.
Quindi Siena, definita “casa mia”, una città “in cui mi hanno trattato da re e ogni volta che torno mi coprono d’affetto”. Poi il rapporto con Gigi Buffon, di cui fu vice alla Juventus: “Non mi ha mai fatto pesare la sua grandezza. Mi stupivo per la tranquillità che aveva. Sono onorato di aver giocato con lui e in generale nella Juventus”, definita da Manninger “la chiusura del cerchio”.