Aveva 80 anni

È morto Mircea Lucescu: allenatore di Inter e Brescia, addio alla leggenda del calcio rumeno e mondiale

Ricoverato in terapia intensiva dopo un infarto. Aveva guidato in panchina la Nazionale nei playoff Mondiali contro la Turchia

News - di Redazione Web

8 Aprile 2026 alle 11:57

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Romania’s head coach Mircea Lucescu gestures during the 2026 World Cup Group H qualifier soccer match between Bosnia and Romania in Zenica, Bosnia and Herzegovina, Saturday, Nov. 15, 2025. (AP Photo/Armin Durgut) Associated Press / LaPresse Only italy and spain
Romania’s head coach Mircea Lucescu gestures during the 2026 World Cup Group H qualifier soccer match between Bosnia and Romania in Zenica, Bosnia and Herzegovina, Saturday, Nov. 15, 2025. (AP Photo/Armin Durgut) Associated Press / LaPresse Only italy and spain

Sulle panchine dell’Inter, del Brescia, del Pisa e della Reggiana in Italia ma soprattutto l’allenatore più titolato nella storia del calcio romeno. Aveva 80 anni Mircea Lucescu, morto a Bucarest dopo esser stato ricoverato in ospedale dal 29 marzo scorso dopo esser stato colpito da un infarto. Era commissario tecnico della Romania fino a pochi giorni fa: appena il 26 marzo scorso aveva guidato la nazionale nella gara dei playoff mondiali persa contro la Turchia.

Prima di diventare leggenda del calcio internazionale in panchina, Lucescu era stato un grande calciatore, aveva cominciato nel 1963 in campo. Sette Scudetti con la Dinamo Bucarest, di cui divenne simbolo. Con la maglia della Nazionale partecipò al Mondiale del 1970 in Messico, dove giocò contro il Brasile di Pelé e l’Inghilterra di Bobby Moore. Capitano della Nazionale ad appena 24 anni. Da allenatore avrebbe portato la Romania agli Europei 1984, trent’anni dopo sarebbe tornato sulla panchina della Nazionale. “Perdiamo non solo un brillante stratega, ma anche un mentore, un visionario e un simbolo nazionale che ha portato il tricolore alle vette più alte del successo mondiale”, il cordoglio della federcalcio romena.

In mezzo le esperienze con Galatasaray e Besiktas in Turchia, Shakhtar Donetsk e Dinamo Kiev in Ucraina. Sulla panchina dell’Inter per un anno, tra il 1998 e il 1999, portò i nerazzurri ai quarti di finale di Champions League e si dimise nella primavera successiva. A Pisa la prima esperienza in Italia, stagione 1990/1991. Brescia portato dalla serie B alla serie A nel 1992, lasciata dopo cinque anni nel 1996. 37 trofei: uno dei tecnici più titolati nella storia del calcio mondiale.

Era stato ricoverato all’ospedale universitario di Bucarest dopo esser stato colpito da un infarto. Per esserci, contro la Turchia, era uscito dall’ospedale dove si curava per una malattia che stava curando da mesi. Qualche giorno dopo il malore che ha compromesso il suo stato di salute, mentre preparava un’amichevole con la Slovacchia. È entrato in coma. Era stato proprio l’ospedale a comunicare il decesso parlando dell’allenatore come di uno “degli allenatori e giocatori di calcio rumeni di maggior successo, il primo a qualificare la nazionale rumena per un campionato europeo, nel 1984. Intere generazioni di romeni sono cresciute con la sua immagine nel cuore, come simbolo nazionale”.

Anche l’Inter ha ricordato come “Lucescu è stato uno dei tecnici più autorevoli e rispettati del panorama calcistico internazionale, capace di lasciare un segno profondo ovunque abbia allenato grazie alla sua visione, al carisma e a una straordinaria cultura del gioco. Allenatore di grande spessore umano e professionale, Mircea Lucescu ha incarnato valori di competenza, eleganza e passione, lasciando un’eredità importante nel mondo del calcio”. Condoglianze da parte del Pisa Sporting Club che ha ricordato il campionato di Serie A 1990-91 e “un percorso breve ma intenso, ricordato soprattutto per un incredibile avvio di stagione che proiettò i nerazzurri addirittura al comando della classifica”. Su Instagram l’UEFA: “Siamo profondamente addolorati nell’apprendere che il grande Mircea Lucescu si è spento all’età di 80 anni. Il presidente dell’Uefa, Aleksander Ceferin” rende omaggio a “un uomo di rara intelligenza calcistica, notevole dignità e passione”.

8 Aprile 2026

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