Progetto Nord Ovest
Olimpiadi in Italia nel 2036 o nel 2040, il sogno di Genova-Milano-Torino: “Giochi diffusi, sostenibilità e vocazioni del territorio”
L'ultima edizione in Italia a Roma nel 1960. La candidatura sulla base dell'esperienza dei Giochi Invernali di Milano-Cortina da poco terminati. L'asse tra città di centrosinistra e Regioni di centrodestra
News - di Redazione Web
A pochi giorni dall’operazione della dj Charlotte de Witte, la sindaca di Genova ha annunciato l’intenzione di Genova, Milano e Torino, con le rispettive Regioni, di organizzare nuove Olimpiadi in Italia tramite un post sui suoi canali social. “Da triangolo industriale a triangolo sportivo: insieme si può fare, possiamo costruire una candidatura competitiva e condivisa, seguendo il nuovo modello olimpico che punta sui Giochi diffusi, che funzionano, come hanno dimostrato le Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026”. I Giochi estivi mancano in Italia da Roma 1960, erano stati sfiorati di nuovo nella Capitale durante l’amministrazione di Virginia Raggi che però aveva deciso di non andare fino in fondo.
La proposta punta a organizzare un’edizione tra quella del 2036 e quella del 2040. I sindaci delle tre città e i governatori delle tre Regioni si sono incontrati per parlarne martedì. “La base c’è, l’esperienza pure, e l’integrazione tra tre città e regioni fortemente interconnesse tra loro ci consentono di pensare a un progetto orientato alla sostenibilità ambientale ed economica, valorizzando le vocazioni di ciascun territorio. L’obiettivo è sfruttare infrastrutture e impianti già esistenti, limitando al minimo nuove costruzioni e puntando sul riuso di strutture sportive, universitarie e fieristiche già presenti. Un modello olimpico diffuso che riduca l’impatto ambientale, ottimizzi le risorse pubbliche e generi benefici concreti e duraturi per le comunità locali”.
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Il percorso congiunto, come si legge in una nota, punta su una proposta condivisa che valorizzi l’integrazione economica, infrastrutturale e culturale del Nord-Ovest, un modello “diffuso” in linea con le linee guida dettate dal Comitato Internazionale Olimpico orientate a candidature sostenibili sia dal punto di vista ambientale che economico. “Vogliamo valorizzare la vocazione sportiva, infrastrutturale e internazionale di questi territori. Gli investimenti possono essere limitati, grazie alla nuova modalità dei ‘Giochi diffusi’. Viva il triangolo olimpico!”, le parole del sindaco di Milano Beppe Sala.
Con la scorta di esperienza sui Giochi invernali di Milano-Cortina conclusi da poco, le Olimpiadi Invernali di Torino del 2016 e l’Expo di Milano del 2015, il progetto vorrebbe limitare al minimo le nuove costruzioni, sfruttare impianti sportivi, poli universitari e impianti fieristici già esistenti nei territori coinvolti, in stretta sinergia con l’imprenditoria locale. A dirla tutta: non era andato tutto liscio con i Giochi invernali con opere consegnate in ritardo e altre problematiche.
Singolare l’asse tra tre città tutte amministrate dal centrosinistra e tre Regioni tutte governate dal centrodestra. L’intesa tra le tre Regioni e i tre Comuni si accinge nei prossimi mesi a intraprendere il confronto con il Comitato Olimpico Italiano e con il Governo, il mondo sportivo e universitario e gli attori economici attivi sui territori. La volontà dei promotori è quella di “costruire una proposta credibile, sostenibile e innovativa che metta al centro lo sport, i giovani e la cooperazione tra territori”.