Lo scontro Washington-Vaticano
Louis Prevost, perché Trump preferisce il fratello a Papa Leone XIV: “È totalmente MAGA”
Dopo l'elezione del Pontefice erano emersi i post del fratello contro i dem e i vaccini. "Non l'avrei fatto se non ci credessi". E il Presidente lo aveva invitato alla Casa Bianca
Esteri - di Redazione Web
All’attacco senza precedenti dalla Casa Bianca al Vaticano, allo scontro inedito e durissimo lanciato da Donald Trump che sui social si ritrae come Gesù Cristo a Papa Leone XIV, la consueta nota di colore. “Preferisco di gran lunga suo fratello Louis, perché è totalmente Maga. Lui ha capito tutto”. E certo: perché condivide la causa del Make America Great Again, il fratello del Papa, invitato perfino alla Casa Bianca per le sue posizioni.. Non certo una novità come più volte emerso dagli articoli degli ultimi mesi.
Louis Martin Prevost ha 73 anni, è un veterano in pensione. È il fratello maggiore di Robert, classe 1951, il più grande dei tre figli. Si è diplomato nel 1969 al liceo cattolico di stampo agostiniano Mendel, successivamente si è arruolato nella Marina USA. Oggi è residete a Port Charlotte, in Florida. Subito dopo la messa di insediamento, il 18 maggio 2025, aveva fatto parte della delegazione statunitense in visita dal Pontefice, con il vicepresidente JD Vance, e aveva abbracciato il fratello nella Basilica di San Pietro.
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Quando l’anno scorso la fumata bianca annunciò l’elezione del fratello sul soglio pontificio, il sito statunitense Daily Beast aveva riportato alla luce dei vecchi repost sui social in cui Louis attaccava politici dem come la candidata alle ultime presidenziali Kamala Harris, la speaker della Camera Nancy Pelosi, gli ex Presidenti Barack Obama e Joe Biden paragonati ad Adolf Hitler, alcuni post che mettevano in discussione i risultati delle presidenziali del 2020 vinte da Biden e i vaccini.
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“Fanno schifo. Sono a un passo dal diventare comunisti a tutti gli effetti, desiderosi della distruzione totale del nostro stile di vita e di trasformare questo Paese in una dittatura, per di più razzista”, si leggeva in un post. “Ai tempi della fondazione del nostro Paese, prima che i progressisti prendessero il controllo e rovinassero le scuole, tutti questi democratici di sinistra sarebbero stati coperti di catrame e piume e cacciati dalla città su un asino, o peggio ancora, fucilati o impiccati per aver rovinato così tanto la vita delle persone”, si leggeva in un altro.
A maggio 2025, e quindi dopo l’elezione del fratello, aveva anche fatto visita al Presidente nello Studio Ovale, con la moglie Deborah e il vice di Trump, JD Vance. Lo stesso Presidente aveva dichiarato di aver espresso il desiderio di “stringergli la mano” e di “abbracciarlo” dopo aver saputo che era un suo sostenitore.
Al giornalista inglese Piers Morgan, Louis Prevost aveva confermato il suo orientamento politico – “Ho pubblicato quei post e non l’avrei fatto se non ci credessi” – e quello più progressista del fratello, non woke tuttavia. “È consapevole delle mie posizioni e sa che non cambierò, se non per moderare i toni”. A ottobre aveva dichiarato in un’intervista ad ABC di non voler intervenire sulla questione dei migranti per non danneggiare il fratello. Al New York Times aveva previsto che il fratello sarebbe stato “un po’ più conservatore” rispetto a Papa Francesco.