Le inchieste
Strage di Crans Montana, coniugi Moretti indagati a Roma: anche il sindaco interrogato scarica le responsabilità
Jaques Moretti e la moglie Jessica sono indagati dalla Procura di Roma nell’ambito del procedimento aperto dai pm capitolini e legato all’incendio che il 31 dicembre scorso a Crans Montana, in Svizzera, divampò all’interno del locale ‘Le Constellation’ provocando il decesso di 41 giovani, fra cui 6 italiani.
Nei confronti dei coniugi proprietari del locale i pm capitolini, coordinati dal procuratore Francesco Lo Voi, contestano i reati di disastro colposo, omicidio plurimo colposo, incendio e lesioni gravissime aggravate dalla violazione della normativa antinfortunistica.
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Negli atti dell’inchiesta romana, scrive l’Ansa, ci sono le testimonianze dei ragazzi italiani rimasti feriti nel rogo: in particolare i racconti sulle uscite di sicurezza sbarrate nel locale, la fuga della titolare Jessica Moretti, il fuoco divampato in pochi minuti per l’assenza di materiali ignifughi e la gestione caotica dell’incendio, senza che nessuno fornisse indicazioni a chi tentava di fuggire dalle fiamme. Per il momento non è previsto alcun interrogatorio nella Capitale per Jaques Moretti e la moglie Jessica. La procura di Roma aveva avviato le proprie indagini a gennaio, dopo aver ricevuto l’autorizzazione dalla procura svizzera per il coinvolgimento di diversi italiani nel rogo.
Lunedì in procura a Sion, in Svizzera, è stato interrogato il sindaco di Crans Montana Nicolas Feraud, che per la prima volta ha risposto alle domande degli inquirenti elvetici. Un interrogatorio lungo circa 12 ore in cui il sindaco ha ricordato che durante i minuti drammatici del rogo lui era all’estero, avendo appreso del rogo “al telefono, mentre festeggiavano San Silvestro a Londra”.
Come gli altri otto imputati, tra cui i coniugi Jacques e Jessica Moretti, il primo cittadino è accusato di omicidio colposo, lesioni personali colpose e incendio colposo e deve rispondere in particolare dei mancati controlli di sicurezza nel bar, nonostante l’obbligo di verifiche annuali imposto dalle autorità locali. Feraud ha allontanato da sé ogni accenno di responsabilità dietro la strage, scaricando tutto su dipendenti comunali e autorità del Canton Vallese: il sindaco ha ribadito di aver scoperto “solo il 2 gennaio le omissioni” dei controlli annuali obbligatori su sicurezza e anti-incendio nel locale, non effettuate tra il 2020 e il 2025.
Per Feraud, che ha puntato tutto sullo scaricare le responsabilità su altri, sarebbe stato “uno shock scoprire di essere stato tradito da persone di fiducia. Ero convinto che tutto funzionasse bene: mai un rilievo, nemmeno sulle relazioni inviate ai responsabili cantonali”.
Nel lungo interrogatorio il sindaco ha poi negato di conoscere i coniugi Moretti, ha denunciato le minacce di morte anche contro i propri familiari. Per Feraud è arrivata anche una sorpresa: il sequestro del suo smartphone, arrivato ad oltre quattro mesi dall’incendio.